Ritenute sui fondi di investimento Ue: un recente caso di giurisprudenza

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Raffaele Iervolino, Arianna Borriello
21.4.2022
Tempo di lettura: 3'
Con la sentenza n. 49 del 7 febbraio 2022, la Commissione Tributaria Provinciale di Pescara ha stabilito che i dividendi corrisposti alle Sicav residenti in Lussemburgo sono esenti da ritenute e conseguentemente non assoggettabili alla ritenuta del 26%
Con la sentenza n. 49 del 7 febbraio 2022, la Commissione Tributaria Provinciale di Pescara (“Ctpp”) ha stabilito che i dividendi corrisposti alle Sicav (Società d'Investimento a Capitale Variabile, Societé d'Investissement à Capitai Variable) residenti in Lussemburgo sono esenti da ritenute e conseguentemente non assoggettabili alla ritenuta del 26%.

La portata innovativa di tale sentenza si traduce nel riconoscimento, da parte dei giudici italiani, del diritto al rimborso delle ritenute subite sui dividendi corrisposti a un organismo di investimento collettivo del risparmio (Oicr) non residente in Italia. In particolare, la Commissione Tributaria Provinciale ha chiarito, per la prima volta in Italia, che il diverso trattamento fiscale dalla normativa fiscale italiana nei confronti di Oicr non residenti rispetto a quelli residenti, costituisce una restrizione alla libera circolazione dei capitali prevista dal Tfue.

Nel caso di specie, la società ricorrente, una Sicav di diritto lussemburghese, deteneva negli anni 2014, 2015 e 2016 delle partecipazioni in società residenti in Italia, percependo dividendi che erano stati assoggettati a ritenuta a titolo di imposta ai sensi degli art. 27, III co. e 27-ter, I co., del dpr n. 600 del 1973.

Il principio sostenuto dai giudici di merito, a valle della questione processuale e di merito affrontata, è che una società di investimento a capitale variabile fiscalmente residente in Lussemburgo è da considerare oggettivamente comparabile ad un organismo di investimento residente in Italia avente le medesime caratteristiche, ovvero la medesima natura giuridica e il medesimo assoggettamento a forme di vigilanza prudenziale, in quanto entrambi rientranti nell'ambito di applicazione della Direttiva 85/611/Cee (come sostituita dalla Direttiva 2009/65/Ce) ed operanti nello stesso mercato di capitali. Conseguentemente, è da considerarsi discriminatorio il diverso regime fiscale che prevede l'esenzione dall'applicazione di ritenute alla fonte sui dividendi corrisposti a Oicr italiani a fronte dell'assoggettamento a una ritenuta del 26% per quelli corrisposti a Sicav lussemburghesi.

Appare evidente infatti che, alla luce delle argomentazioni dei giudici della Ctpp, l'esclusione dall'esenzione derivi esclusivamente dalla diversa sede fiscale, dal momento in cui sia le Sicav istituite in Italia che le Sicav di diritto lussemburghese sono di fatto paragonabili e sovrapponibili.

La disparità di trattamento ravvisa una discriminazione che contrasta con la libertà di circolazione di capitali, sancita dall'art. 63 del Trattato Ue e con la libertà di stabilimento di cui all'art. 49 del Trattato Ue.

Infatti, appare evidente che la normativa fiscale italiana, garantendo un regime di esenzione agli Oicr italiani ed imponendo al contempo una ritenuta alla fonte ai dividendi in uscita, introduceva una tipica restrizione al movimento di capitali.

Tale violazione di libertà fondamentali può prodursi non solo laddove il sistema tributario di uno Stato membro preveda trattamenti discriminatori sulla base della residenza fiscale dei soggetti coinvolti, ma anche allorquando i requisiti per accedere a taluni regimi di favore siano talmente stringenti per i soggetti esteri da dissuaderli dall'effettuare investimenti nello Stato membro, limitando quindi la libera circolazione dei capitali garantita dall'art. 63 Tfue. Tale argomentazione, richiamata dai giudici di merito nel disposto della sentenza, è un principio richiamato dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea.
In particolare, la Corte di Giustizia Ue con la sentenza C-156/17, Ka Deka, affronta proprio il tema della compatibilità al principio di libera circolazione dei capitali ex art. 63 del Trattato Ue della disciplina fiscale olandese di alcuni organismi di investimento collettivo di risparmio residenti e non residenti in Olanda. La portata dei principi affrontati dai giudici della Corte di Giustizia in sentenza, pur afferendo ad un contesto normativo diverso da quello italiano, consolidano la contrarietà al principio di libera circolazione dei capitali di discipline nazionali che prevedono trattamenti fiscali più agevoli solo a organismi residenti, rendendoli meno facilmente accessibili agli organismi non residenti, in linea anche con altre precedenti sentenze della Corte (ex multis cfr. C-303/07, Aberdeen Property, C-190/12, Dfa, C-480/16, Fidelity Funds).

L'esistenza di un contrasto tra la normativa nazionale e gli articoli 49 e 63 del Tfue, si evince anche dal fatto che la Commissione Europea si era mossa per tempo e aveva denunciato la lesione delle libertà sancite da tale Trattato, avviando al contempo un'indagine investigativa (Eu Pilot 8105/15/T Axu) proprio al fine di verificare la disponibilità dello Stato a procedere spontaneamente ad adeguare la normativa interna, prima di dare inizio ad una procedura di infrazione.

Proprio in tal riguardo, il Legislatore nazionale ha inteso porre rimedio alla persistente discriminazione, passibile peraltro di sanzione in sede europea, volta a penalizzare gli organismi di investimento collettivo del risparmio istituiti all'estero rispetto agli omologhi organismi italiani, introducendo, con i commi n. 631 e 633 della legge n. 178 del 30 dicembre 2020, una disposizione mirante ad uniformare il regime fiscale dei dividendi di fonte italiana, distribuiti da soggetti Ires, percepiti da Oicr esteri rispetto al più favorevole trattamento riconosciuto in occasione delle predette distribuzioni effettuate nei confronti di Oicr istituiti nel territorio dello Stato.
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Raffaele Iervolino, Arianna Borriello
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Dottore commercialista e revisore legale, ha lavorato in Italia e all’estero occupandosi di prezzi di trasferimento e fiscalità internazionale presso i più importanti network internazionali. Svolge la sua attività professionale presso lo PwC TLS Avvocati e Commercialisti, dove fa parte del gruppo di lavoro sulle transazioni finanziarie.

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