Regime per i neo residenti, ecco le norme per l'uso

Paolo Ludovici
Paolo Ludovici
3.4.2018
Tempo di lettura: 3'
150 interpelli per la norma che mira a favorire l'insediamento in Italia di persone facoltose assoggettate ad un'imposta forfettaria annua di 100 mila euro

Può sembrare un numero modesto ma 150 interpelli sull'applicazione di una norma fiscale di recente introduzione segnala in realtà un forte interesse dei contribuenti. La norma in questione è quella contenuta nella legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Legge di Bilancio per il 2017), con cui l'Italia ha introdotto un regime opzionale di tassazione forfetaria per le persone fisiche che intendono trasferire la residenza fiscale nel nostro Paese (Regime neo residenti). Si tratta di una misura che, ispirandosi al regime di matrice anglosassone dei resident but not domiciled, mira a favorire gli investimenti, i consumi ed il radicamento in Italia di individui e nuclei familiari dotati di rilevanti patrimoni.


Lo scorso anno - ha reso noto il MEF - sono state presentate circa 150 istanze per l'applicazione del nuovo regime. Il flusso è leggermente rallentato in vista delle elezioni ma è curiosamente riaccelerato nonostante l'esito non chiarissimo delle urne. Un segno di come i contribuenti più agiati potenzialmente interessati al nuovo regime non sembrino preoccupati per l'esito del voto. Peraltro va anche segnalato che l'amministrazione tributaria, di fronte ai quesiti posti dai contribuenti, ha assunto un atteggiamento proattivo con l'intenzione di facilitare il ricorso alle nuove disposizioni con ciò confermando il cambio di passonei rapporti fisco-contribuente.


Il Regime neo residenti comporta il pagamento di un'imposta forfettaria di 100 mila per ciascun periodo d'imposta, a fronte del quale:


viene escluso da imposizione in Italia ogni reddito prodotto al di fuori del territorio dello Stato.


non trovano applicazione né l'IVAFE né l'IVIE che sarebbero altrimenti dovute rispettivamente nella misura dello 0,2% e dello 0,76% con riferimento agli strumenti finanziari e agli immobili situati all'estero.


non trova applicazione l'imposta sulle successioni e sulle donazioni rispetto ai trasferimenti mortis causa o per atto di donazione delle attività detenute all'estero dal decuis/donante.





L'accesso a tale regime la cui durata è di 15 anni – è opzionale ed è riservato esclusivamente alle persone fisiche (cittadini italiani e non) che non siano state fiscalmente residenti in Italia per almeno nove degli ultimi dieci periodi d'imposta precedenti l'inizio del periodo di validità dell'opzione. Analogo trattamento può essere esteso a favore di uno o più familiari a fronte del pagamento di un'imposta sostitutiva annuale di 25.000 per ogni familiare, purché sia riscontrabile anche nei loro confronti il trasferimento della residenza fiscale in Italia e il requisito della residenza fiscale all'estero per almeno nove dei dieci periodi d'imposta antecedenti a quello di inizio di validità dell'opzione.


Dal regime di tassazione forfetaria con finalità antielusive (e quindi potenzialmente disapplicabili) sono escluse, per i primi cinque periodi d'imposta, le plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate detenute in enti e società non residenti e ciò per evitare che la persona fisica che detiene una partecipazione qualificata in un'entità estera, suscettibile di produrre una considerevole plusvalenza, trasferisca la propria residenza in Italia al solo fine di godere della tassazione agevolata.


Come confermato dalla stessa Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 17/E dello scorso 23 maggio, il contribuente che opta che il regime in esame ha facoltà di escludere dall'imposizione sostitutiva i redditi prodotti in un determinato Stato estero (c.d. opt out), che concorreranno, pertanto, alla formazione del reddito assoggettato ad imposizione progressiva. L'esclusione potrebbe essere utile in quelle circostanze in cui gli Stati esteri altrimenti negherebbero l'applicazione delle norme contenute nei trattati contro le doppie imposizioni stipulati dall'Italia, con risultati fortemente penalizzanti.


In aggiunta alle misure di natura fiscale, la legge di bilancio 2017 è altresì intervenuta ad introdurre una serie di agevolazioni in materia di trattazione dei visti di ingresso e dei permessi di soggiorno. In particolare, è stato istituito il nuovo visto per investitori” ed è stata prevista una corsia preferenziale alle domande presentate dai soggetti che beneficiano del Regime neo residenti, le quali dovranno essere evase con urgenzadalle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane nel paese di provenienza.




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Ha fondato L&P - Ludovici Piccone & Partners nel novembre 2014. È specializzato su tutte le aree del diritto tributario in particolare sui temi di pianificazione dei patrimoni personali e dei trust. È membro della commissione Tax and Legal in AIFI (Associazione Italiana del Private Equity e del Venture Capital), della commissione Normativa in AIPB (Associazione Italiana Private Banking) e di STEP (Society of Trust and Estate Practitioners).

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