I ricchi sono pronti ad un aumento delle tasse?

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Tasse sulla casa e sul reddito aumentate. Ma non solo, probabile cancellazione dei vantaggi fiscali legate alle donazioni. I ricchi americani sono pronti a tutto questo?

Il 72% degli investitori ha dichiarato di essere preoccupato per i potenziali aumenti dovuti all’imposta sugli immobili

A ciò si aggiungono ansie per la crescita dell’imposta sul reddito federale (74%) e per quella sul reddito statale (73%)

Aumento delle tasse. I paperoni d'America sono pronti? Il nuovo presidente Joe Biden l'aveva annunciato e adesso sta lavorando ad un piano per il rilancio economico degli Usa che prevede anche un aumento delle tasse. Ma non solo perché i paperoni a stelle e strisce si devono “preoccupare” anche delle varie leggi federali fiscali sugli immobili. Molti stati stanno infatti pensando di aumentare la tassazione dell'1%. In una ricerca condotta da SpectremGroup, società che si occupa anche di analisi patrimoniale, è emerso come il 72% degli investitori con più di 25 milioni di patrimonio netto (escluso il valore dell'abitazione principale) ha dichiarato di essere preoccupato per i potenziali aumenti dovuti all'imposta sugli immobili.
A ciò si aggiungono ansie per la crescita dell'imposta sul reddito federale (74%) e per quelle sul reddito statale (73%). Ma gli investitori più ricchi sembrano essere ben preparati a trasferire i proprio beni alla generazione successiva, se possono fare affidamento su alcuni strumenti di pianificazione patrimoniale già esistenti. Qui però c'è un'altra incognita perché le regole sul passaggio generazione e più in particolare sulla donazione potrebbero cambiare.

Fonte: Spectrem

Trump aveva molto agevolato la classe dei ricchi con una no tax zone abbastanza elevata, ma parrebbe che Biden voglia ribaltare la situazione. Se la legge dunque dovesse cambiare dovrebbero essere rivisti anche i piani dei paperoni americani. Secondo il report al momento la maggior parte degli investitori con più di 25 milioni di dollari di patrimoni netto detengono alcune o tutte le proprietà all'interno del trust. Più di tre quarti di queste famiglie hanno messo la metà dei propri bene in questo strumento giuridico. Questo a testimonianza del fatto che i nuclei molto ricchi hanno già pianificato tutto per bene, almeno in base alle regole esistenti. Il problema nasce soprattutto per le famiglie “meno” ricche. Queste non sono molto preparate e adesso stanno correndo ai consulenti per chiedere una mano per cercare di scampare ad un aumento delle tasse.

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