Fondi di investimento esteri: esenzione da tassazione per i dividendi?

Elena Cardani
Elena Cardani
11.12.2020
Tempo di lettura: 3'
Approfondimento sulla proposta di esenzione da tassazione per dividendi e plusvalenze realizzati da Oicr esteri. Cosa succederà?
La bozza del Disegno di legge di bilancio 2021 prevede, all'articolo 101, una modifica al regime di tassazione dei dividendi e delle plusvalenze di fonte italiana, realizzati da organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr) europei, con determinate caratteristiche. Come si legge nella relazione illustrativa, la norma ha la finalità di equiparare il trattamento fiscale dei dividendi e delle plusvalenze conseguiti da Oicr istituiti nell'Unione Europea (Ue) o negli Stati aderenti all'accordo sullo spazio economico europeo (See) che consentono adeguato scambio di informazioni, a quello dei dividendi e delle plusvalenze conseguiti da Oicr italiani.
Attualmente, infatti, gli Oicr italiani (diversi da quelli immobiliari, ai quali si applicano specifiche previsioni) sono esenti dalle imposte sui redditi purché il soggetto incaricato della gestione sia sottoposto a forme di vigilanza prudenziale. Di conseguenza, i dividendi e le plusvalenze realizzati da Oicr italiani vigilati non sono soggetti a tassazione in Italia a livello dell'Oicr stesso.

Al contrario, i dividendi distribuiti da società italiane a Oicr esteri scontano una ritenuta del 26% e le plusvalenze realizzate da Oicr esteri dalla cessione di partecipazione qualificata (cioè partecipazione che rappresenti una percentuale di diritti di voto esercitabili nell'assemblea ordinaria superiore al 20% - 2% se quotata - ovvero una partecipazione al capitale al 25% - 5% se quotata) in società italiane sono soggette a imposta sostitutiva del 26%. In entrambi i casi, la tassazione italiana può essere mitigata nel caso (poco frequente) che un trattato contro le doppie imposizioni risulti applicabile.

In tale contesto, la bozza della legge di bilancio 2021, estende l'esenzione ai dividendi ed alle plusvalenze da partecipazioni qualificate in società italiane nel caso siano realizzati da (a) Oicr di diritto estero conformi alla direttiva 2009/65/Ce (Direttiva Ucits) e da (b) Oicr, non conformi alla direttiva 2009/65/Ce, il cui gestore sia soggetto a forme di vigilanza nel Paese estero nel quale è istituito ai sensi della direttiva 2011/61/Ue, istituiti negli Stati Ue e negli Stati See che consentono un adeguato scambio di informazioni. Per quanto riguarda la decorrenza della disposizione in esame, la norma prevede che la stessa si applichi ai dividendi percepiti ed alle plusvalenze realizzate a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge stessa. In questo modo, se la norma venisse approvata, la discriminazione di trattamento oggi esistente dovrebbe essere eliminata, quantomeno per il futuro.

Per quanto riguarda il settore immobiliare, e in particolare per quanto riguarda la possibilità di applicare la disposizione in esame da parte di Oicr immobiliari istituiti negli Stati Ue e negli Stati See che consentono un adeguato scambio di informazioni, il tenore letterale della bozza di disposizione fa genericamente riferimento a Oicr esteri, senza dunque escludere quelli immobiliari. La Relazione illustrativa, invece, fa esplicito riferimento alla normativa degli Oicr mobiliari, escludendo apparentemente quelli immobiliari. Tale esclusione genererebbe, a sua volta, una nuova discriminazione. Andrà pertanto monitorata l'evoluzione della bozza della disposizione in esame, attesa in versione finale in gennaio 2021, per comprendere come il legislatore intenderà gestire questa tematica, unitamente ad altre tematiche quali ad esempio la possibile estensione della disciplina ai fondi Extra Ue-See o a strutture dove il fondo estero investe nella società italiana non direttamente, ma tramite veicoli societari intermedi.
Opinione personale dell’autore
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo. WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Tax director dello studio tributario e societario Deloitte, è esperta di fiscalità immobiliare. Assiste investitori nazionali e internazionali nelle operazioni di M&A, con specifico focus ai deal immobiliari. Ha significativa esperienza nella fiscalità dei fondi immobiliari e delle Sicaf. Si occupa inoltre della fiscalità connessa alle operazioni di finanziamento.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti