Finlandia: la burocrazia dell'happiest country in the world 2019

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In Finlandia gli individui e le imprese possono beneficiare di una sensibile riduzione degli oneri sia in termini monetari che non monetari. Minor burocrazia, maggiore serenità. Forse è anche per questo che è stata nominata “The Happiest Country in the World” per il secondo anno di fila?
La Finlandia è il paese più felice del mondo nel 2019, e per il secondo anno di fila. Questo quanto sentenziato nel World Happiness Report pubblicato dall'Istituto United Nations Sustainable Development Solutions Network in partnership con la Fondazione Ernesto Illy. La settima edizione del report sintetizza il grado di felicità di 156 nazioni al mondo, adottando sia variabili di natura meramente quantitativa (ad esempio, il reddito pro-capite e la speranza di vita in normali condizioni di salute) che variabili di natura qualitativa (corruzione, solidarietà intergenerazionale, mobilità sociale e libertà dell'individuo). Gli Stati Uniti sono al 19° posto, la Germania al 17°, la Francia al 24°, l'Italia al 36° e la Repubblica Popolare Cinese al 93°.

La ricerca della nazione più felice al mondo forse non permette di raggiungere la felicità stessa, ma almeno permette di comprendere quali fattori agevolino il suo perseguimento. Tra i fattori analizzati non vengono ricompresi alcuni parametri che il “populino” spesso considera più di altri e che a volte ritiene addirittura fondamentali: numero di giorni di ferie all'anno, facilità nel ricercare parcheggio, numero di autovelox per abitante, durata media delle riunioni di condominio, numero di giorni di pioggia, per citarne qualcuno.

Tra gli aspetti di sicuro impatto per la serenità, se non anche per il raggiungimento della felicità degli individui, siano essi imprenditori o privati cittadini, c'è un aspetto di assoluto rilievo: il funzionamento della pubblica amministrazione nel suo insieme e della relativa burocrazia, partendo dal sistema fiscale fino ad arrivare al sistema scolastico, passando per i sistemi di agevolazione degli investimenti stranieri, al sistema giudiziario e la tutela dei diritti. Il sistema amministrativo della Finlandia è finalizzato a massimizzare la produttività degli individui e delle imprese, minimizzando allo stesso tempo gli sprechi e perseguendo obiettivi di sostenibilità, ricercando l'attenzione di investitori stranieri.

Alcune pillole per definire la Finlandia: membro dell'Unione Europea dal 1995, paese Euro-Zona, quasi sei milioni di abitanti, concentrati principalmente nelle città di Helsinki, Turku, Tampere, Espoo e Vanta (area meridionale e sud-occidentale). 600mila imprese iscritte al registro delle imprese, 1,1/1,4 miliardi di Euro interscambio medio tra Italia e Finlandia nel corso degli ultimi anni con una bilancia dei pagamenti sostanzialmente in pareggio. Non fa parte della Scandinavia e la prima lingua ufficiale, il finlandese, non è una lingua indo-europea (la seconda lingua è lo svedese).

Il sistema commerciale prevede 6 principali enti/forme societarie tra le quali quella principale è la Osakeyhtiöiden, ovvero la società a responsabilità limitata il cui capitale, a differenza della corrispondente srl italiana, è rappresentato da azioni. Non è richiesto atto notarile per la costituzione, la procedura di registrazione avviene on-line, l'oggetto sociale è libero nei soli limiti delle attività consentite dalla legge (no attività illegali), il trasferimento delle azioni è libero senza richiesta di atti formali. Il costo di costituzione è di circa 380 euro e il capitale minimo di legge dal 01.07.2019 non esiste più. In precedenza era pari a 2.500 euro per le società a responsabilità limitata e 80.000 euro per le società quotate (quest'ultimo limite è rimasto invariato).

Il sistema di tassazione delle società è semplice: il 20% del reddito ante imposte con minime variazioni in aumento della base imponibile. La tassazione dei dividendi è tra le più competitive in Europa in quanto sono istituiti dei meccanismi progressivi di riduzione degli effetti di doppia tassazione in capo alla società e ai soci sui medesimi utili.

Il sistema di fatturazione elettronica nel settore pubblico è stato previsto da un provvedimento di legge varato nell'2010 e, quasi come in Italia, dal 2014 è stato reso obbligatorio per tutte le operazioni effettuate nei confronti della pubblica amministrazione. Differentemente dall'Italia, il settore privato ha adottato il sistema di fatturazione elettronica su base volontaria, veicolandolo in primo luogo le transazioni all'interno del sistema bancario tradizionale utilizzando gli homebanking, automatizzando le transazioni e i pagamenti e integrando i processi amministrativi all'interno dei sistemi contabili. Un processo graduale, semplice, non imposto obbligatoriamente.

Il sistema di compliance fiscale è totalmente integrato, la dichiarazione precompilata è uno standard in vigore da molti anni e per tutti i contribuenti persone fisiche. Gli adempimenti Iva sono ridotti alla dichiarazione mensile delle operazioni e delle liquidazioni da trasmettere all'Agenzia delle Entrate “Verohallinto”. I pagamenti delle imposte avvengono utilizzando i normali canali bancari senza utilizzo di modelli F24 e codici complessi. L'Agenzia delle Entrate finlandese è un ente veramente al servizio dei cittadini, con possibilità di dialogo diretto con gli uffici anche telefonicamente.

Quanto sopra descritto rappresenta un insieme di elementi che dimostrano come sia possibile anche in Unione Europea porre in essere dei sistemi amministrativi e di compliance semplici e a portata di tutti con costi diretti e indiretti, monetari e non monetari, certamente più contenuti rispetto a quelli attualmente sostenuti da individui ed enti italiani.

Nel momento in cui una procedura burocratica diviene inefficiente per il sistema, la stessa viene eliminata attraverso l'adozione di strumenti tecnologici avanzati ovvero per soppressione definitiva di detta procedura. L'importante è rendere il processo più snello, sostenibile e allo stesso tempo garantire il perseguimento dell'obiettivo che la procedura burocratica intendeva perseguire.

La Finlandia può rappresentare un valido benchmark per migliorare il “sistema-paese Italia” che ambire certamente al titolo di paese più felice del Mondo. Basta volerlo.
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Partner dello studio Palladini, dottore commercialista e revisore legale fornisce consulenza in ambito fiscale con specializzazione in gestione strategica delle pmi, nei processi di internazionalizzazione, M&A e nella gestione patrimoniale di imprenditori e privati. Dal 2016 è membro del board della Camera di Commercio italiana in Finlandia. In precedenza ha lavorato presso Morri Cornelli e Associati e ha ricoperto il ruolo di professore a contratto presso l’università Bocconi nel dipartimento di accounting.

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