Eredità senza sanzioni né interessi

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Nel caso in cui si dovesse ereditare una somma all'estero, mai dichiarata prima dal de cuius, l'erede non sarà soggetto a sanzioni o interessi

La presenza di capitale all'estero è un tema molto delicato e caro agli italiani. Secondo gli ultimi dati dell'Agenzia delle entrate, dalle due sanatorie si sono incassati cinque miliardi di euro

L'erede dovrà dichiarare la somma ereditata all'Agenzia delle entrate e avviare le pratiche di successione per pagare la giusta quantità di tasse sull'eredità

Eredità non dichiarata senza sanzioni e interessi per gli eredi. Se dunque si dovesse ereditare una somma all'estero, non dichiarata all'Agenzia delle entrate dal de cuius, l'erede non dovrà pagare per gli sbagli altrui. Dovrà però dichiarare la somma nella dichiarazione di successione, entro i termini stabiliti dalla legge. In tal caso, le sanzioni, sia di natura penale che di natura amministrativo/tributaria, non si trasmetteranno all'erede, ai sensi degli artt. 150 c.p. e 7 l. n. 689/1981 (mentre l'erede potrebbe essere chiamato al pagamento dei debiti del de cuius nei confronti dell'Erario, ove non prescritti: in tal caso, ciascun erede sarebbe tenuto per la propria quota ai sensi dell'art. 752 c.c., salva l'ipotesi di solidarietà nei confronti del Fisco prevista dall'art. 65 DPR 600/73).

Se invece l'erede, accettata l'eredità, acquisisse la disponibilità di beni/attività illecitamente detenuti all'estero dal de cuius, ed omettesse di presentare la dichiarazione di successione e di effettuare poi la prevista segnalazione nel quadro “RW” della propria dichiarazione dei redditi, sarebbe soggetto a sanzioni rilevantissime, sia di natura tributaria (dal 3% al 15% dell'ammontare non dichiarato, ovvero, in caso di paesi “black list”, dal 6% al 30%, con raddoppio dei termini per il relativo accertamento e possibilità di recupero dell'imposta sui redditi evasa, operando la presunzione per cui salva prova contraria tali beni/attività sono da ritenersi costituiti con redditi non assoggettati ad imposizione fiscale) che, nella ricorrenza dei presupposti, penale (in caso di superamento delle soglie di legge o qualora si configurino ulteriori reati, ivi compreso l'autoriciclaggio, punito con la reclusione da 2 a 8 anni).

Inoltre, in tale ipotesi, l'erede sarebbe soggetto anche alla sanzione amministrativa per presentazione di dichiarazione infedele (dal 100% al 200%della maggior imposta accertata).
Nel caso, invece, in cui l'erede scoprisse l'esistenza di beni illegalmente detenuti successivamente alla scadenza dei termini per la presentazione della dichiarazione di successione, il termine di dodici mesi decorrerebbe da tale data (sempre che egli possa dimostrare, ai sensi della lett. e) del secondo comma dell'art. 31 del d.lgs. n. 346/1990, di non averne avuto conoscenza anteriore).

La presenza di capitali all'estero è un tema molto delicato e caro agli italiani. Secondo gli ultimi dati dell'Agenzia delle entrate, dalle due sanatorie (voluntary disclosure I - II), cui ha acceduto chi non aveva denunciato all'Amministrazione fiscale i redditi presenti all'estero, si sono incassati cinque miliardi di euro tra imposte e sanzioni.

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