Ecco le sfide del transfer pricing per l'asset management

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Raffaele Iervolino, Serena Picariello
26.5.2021
Tempo di lettura: 2'
I principi del transfer pricing rappresentano le linee guide su come risolvere l'annosa questione di come remunerare, tenendo conto delle funzioni svolte, dei rischi assunti e degli assets utilizzati in ciascuna delle giurisdizioni in cui opera il gruppo
Nel corso del 2015, l'Ocse ha emanato le 15 Actions del progetto Beps con l'obiettivo di contrastare l'erosione della base imponibile posta in essere dai gruppi multinazionali attraverso schemi di pianificazione fiscale aggressiva. Tali sviluppi a livello internazionale hanno significativamente impattato il settore dell'asset management sia in termini di operative models che di politiche di transfer pricing, in quanto il progetto Beps ha profondamente rinnovato i principi contenuti nelle Linee guida Ocse sui prezzi di trasferimento.

La tipica remunerazione riconosciuta agli asset managers per lo svolgimento delle funzioni loro affidate è rappresentata dalle commissioni di gestione, che sono normalmente considerate a valore “di mercato” in quanto negoziate tra parti terze e indipendenti (i.e. gestore e investitori). Tuttavia, le transazioni infragruppo - ad esempio, tra il gestore e le entità correlate qualora localizzate in diverse giurisdizioni fiscali – rientrano nel perimetro di applicazione della normativa sui prezzi di trasferimento. Pertanto, al fine di condurre una corretta analisi di transfer pricing è necessario innanzitutto determinare il ruolo svolto da ciascun soggetto all'interno della catena del valore, per poi individuare il corretto metodo di remunerazione della relativa attività.

A tale proposito, i principi del transfer pricing rappresentano le linee guide su come risolvere l'annosa questione di come remunerare - tenendo conto delle funzioni svolte, dei rischi assunti e degli assets utilizzati in ciascuna delle giurisdizioni in cui opera il gruppo - le key value adding functions, inter alia (i) raccolta dei capitali, (ii) gestione del rapporto con gli investitori; (iii) studi di mercato e identificazione delle opportunità d'investimento; (iv) composizione della strutturazione dell'investimento; (v) monitoraggio degli investimenti; (vi) valutazione di exit strategies.
Va, tuttavia, evidenziato che le conclusioni del progetto Beps – recepite progressivamente (e in vario modo) all'interno dei trattati bilaterali contro le doppie imposizioni o direttamente nella normativa nazionale – stanno avendo numerosi implicazioni per gli asset managers e potrebbero essere il driver per cambiamenti nelle attuali politiche di prezzi di trasferimento. In particolare, le Azioni 8-10 “Aligning transfer pricing outcomes with value creation” hanno posto l'attenzione verso un allineamento tra allocazione contrattuale dei rischi (e dei relativi utili) e attività effettivamente svolte, oltre che la necessità di allineare i criteri adottati per la determinazione dei prezzi infragruppo con le logiche di creazione del valore sviluppate dai singoli gruppi multinazionali. Tali implicazioni sono particolarmente rilevanti alla luce della Direttiva europea sui gestori dei fondi alternativi (Aifm): nel caso di strutture coperte da tale quadro normativo, il risk profile di un Aifm è particolarmente rilevante data la sua esposizione ad una serie di rischi tra cui anche quello regolamentare. Inoltre, nel caso di un Aifm un altro aspetto rilevante è la licenza regolamentare che costituisce un key intangible asset particolarmente rilevante per l'analisi funzionale alla luce di cui stabilire la corretta remunerazione.

Inoltre, i modelli operativi tipici del settore dell'asset management prevedono che frequentemente il gestore dell'investimento affidi ad advisory companies locali all'interno del gruppo il compito di fornire servizi di consulenza quali, analisi di mercato per identificare e valutare opportunità d'investimento, monitoraggio degli investimenti, etc. In tale caso, il rischio di stabile organizzazione potrebbe essere rilevante, soprattutto data l'ampia definizione di stabile personale come prevista dell'Action 7, recepita in Italia nell'art. 162 del Tuir. Per esempio alla luce della nuova definizione di cui all'art. 162 del Tuir, qualora l'advisor operasse esclusivamente nei confronti del gruppo di appartenenza ai fini della conclusione di contratti, poi perfezionati senza modifiche sostanziali, potrebbe, in principio, configurare una stabile organizzazione personale. Pertanto, una corretta politica di transfer pricing è necessaria in quanto, qualora la remunerazione dell'advisor fosse già in linea con le funzioni svolte, il rischio di stabile dovrebbe essere ininfluente per l'erario.

Si evidenzia, inoltre, che in questa prima fase del progetto Beps – conclusasi con la pubblicazione delle sovra-menzionate 15 Actions – è susseguita una nuova fase che pone come obiettivo quello di cambiare radicalmente i paradigmi su cui si fonda attualmente la fiscalità internazionale. In particolare, l'Ocse sta lavorando all'architettura di nuovo sistema fiscale internazionale con l'introduzione di norme sulla digitalizzazione dell'economia e sul contrasto alle attività di erosione delle basi imponibili con i Pillars One e Two del cd. Beps 2.0. Particolarmente rilevante per gli asset managers è il dibattito attualmente in corso relativo al Pillar Two, tramite cui si vorrebbe introdurre un livello minimo di imposizione fiscale (global minimum tax o “Globe”). Data la consolidata prassi di localizzare strutture di asset management (o parti di queste) in giurisdizioni off-shore o a fiscalità privilegiata, il dibattito in corso sui Pillars e la possibilità di una carve-out rule per i fondi di investimento dovrebbero essere monitorati degli operatori di settore.
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Raffaele Iervolino, Serena Picariello
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Dottore commercialista e revisore legale, ha lavorato in Italia e all’estero occupandosi di prezzi di trasferimento e fiscalità internazionale presso i più importanti network internazionali. Svolge la sua attività professionale presso lo PwC TLS Avvocati e Commercialisti, dove fa parte del gruppo di lavoro sulle transazioni finanziarie.

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