Crisi ucraina: gli effetti delle sanzioni sulle imprese

Nicola Dimitri
28.2.2022
Tempo di lettura: '
L'Unione Europea e gli Usa hanno adottato sanzioni contro la Federazione Russa che indirettamente comportano costi anche per i loro mercati

Le sanzioni sono misure eccezionali di politica estera che vengono utilizzate in rare occasioni per gestire crisi internazionali o rispondere a violazioni gravi del diritto internazionale

Le sanzioni finanziarie, e in particolare l’esclusione della Russia dal sistema Swift, hanno riversato i loro effetti non solo sugli enti e le imprese della Federazione, ma anche su banche o soggetti economici appartenenti agli Stati sanzionanti

Come noto, a partire dal 24 febbraio, gli Stati Uniti e l'Unione Europea, per rispondere all'invasione armata della Russia in Ucraina, hanno adottato una strategia sanzionatoria volta a prendere di mira le banche russe, i mercati obbligazionari e le attività delle élite vicine a Putin.
Mai come prima d'ora, probabilmente, si è reso evidente come le guerre non si combattendo solo sul territorio, con le armi, ma anche attraverso i mercati e la finanza internazionale.
Una siffatta circostanza non è di poco conto. Le sanzioni finanziarie, e in particolare l'esclusione della Russia dal sistema Swift, infatti, hanno riversato i loro effetti non solo sugli enti e le imprese della Federazione, ma anche su banche o soggetti economici appartenenti agli Stati sanzionanti, in quanto particolarmente esposti nei mercati russi.

Basti osservare, sul punto, la sofferenza sui mercati registrata da Unicredit, Intesa San Paolo, BPer Banca. Solo per citarne alcuni.

Le misure adottate da Usa e Ue investono non solo il settore finanziario ma anche quello dell'energia e dell'export. Prova ne è la misura che introduce il divieto di esportazione in Russia di strumentazione necessaria per la raffinazione del petrolio; o quella che prevede restrizioni all'esportazione di componenti di origine europea verso il mercato russo relative all'aviazione commerciale; o, ancora, quelle dirette a colpire i prodotti tecnologici e i cd. prodotti dual use, vale a dire quei prodotti (quali ad esempio i semiconduttori) che per loro natura si apprestano ad essere impiegati in duplice uso: tanto civile, quanto, potenzialmente, militare.

E invero, come ha puntualmente fatto notare lo Studio legale Bonelli Erede, che tempestivamente ha attivato sulla questione Ucraina il Focus Team Corporate Compliance & Investigation e il Focus Team Public International Law & Economic Diplomacy, occorre prestare particolare attenzione alle implicazioni che le misure sanzionatorie possono avere sulle imprese italiane coinvolte nei mercati russi.

Benché l'uso delle sanzioni sia finalizzato a incidere sui comportamenti della Russia, dunque limitare le sue capacità operative al fine di impedire il compimento di atti pericolosi per l'Ucraina e per la comunità internazionale nel suo complesso, è evidente che alla luce delle consolidate relazioni commerciali italo-russe, le misure restrittive potrebbero avere un'incidenza diretta anche sulle attività economiche del nostro Paese.

In particolare, stando a quanto messo in evidenza dallo Studio Bonelli Erede, le società italiane con rapporti economici che interessano la Russia, la Bielorussia o le regioni del Donbass devono considerare attentamente le misure restrittive introdotte dall'Ue e dagli Usa e valutare le potenziali conseguenze legali.

È necessario, altrimenti detto, fare un'analisi di conformità delle operazioni commerciali per comprendere se queste si pongono o meno in contrasto con le vigenti misure restrittive imposte dall'Ue e dagli Usa.

Effettuare una verifica di compliance con dette misure permette da un lato di garantire la business continuity; dall'altro di tutelarsi per tempo per il caso in cui dette sanzioni dovessero inasprirsi.
Infatti, le imprese che non si attengono alle normative europee sulle restrizioni al commercio internazionale e continuano a mantenere rapporti commerciali con altri Stati senza prendere in considerazione le eventuali misure sanzionatorie contro gli stessi introdotte, potrebbero andare incontro a pesanti sanzioni economiche.

Per tale ragione, le imprese italiane con esposizione commerciale nei territori investiti dal conflitto, per ridurre il rischio di andare incontro a sanzioni, dovrebbero prendere in considerazione alcuni accorgimenti.

Tra questi si annovera la necessità di procedere ad una due diligence soggettiva, individuando i soggetti con cui si instaurano nuovi rapporti commerciali; procedere ad una due diligence sui prodotti e servizi oggetto di scambio commerciale, per verificarne la classificazione; verificare che nei contratti di fornitura siano previste clausole di salvaguardia a presidio dei rischi di sanctions compliance; adottare un sanctions compliance program a presidio del rischio di violazione dei regimi sanzionatori vigenti.
Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti