Superlega, Jp Morgan svela le carte. E la Juve vola in Borsa

Rita Annunziata
19.4.2021
Tempo di lettura: 3'
Jp Morgan finanzierà il progetto della Superlega. L'operazione ha già accolto i toni duri di Bruxelles, oltre alle contestazioni di Fifa e Uefa. Intanto, volano in Borsa Juventus e Manchester United, tra i club fondatori della nuova competizione calcistica

I club fondatori della Superlega riceveranno collettivamente un pagamento una tantum di 3,5 miliardi di euro. Un “tesoretto” che potrà contribuire a supportare i loro piani d’investimento in infrastrutture e bilanciare l’impatto della crisi pandemica sui conti

In una nota ufficiale, la Juventus sottolinea di non possedere allo stato attuale tutti gli elementi necessari a svolgere “valutazioni di dettaglio” sull’impatto della competizione sulle proprie condizioni e performance economiche

Margaritis Schinas, vicepresidente della Commissione europea: “Dobbiamo difendere un modello di sport europeo basato sui valori, sulla diversità e l’inclusione. Non c’è spazio per riservarlo a pochi club ricchi e potenti”

Dopo una sfilza di comunicati notturni, anche Jp Morgan svela le proprie carte: la banca d'affari statunitense, rivela Reuters, finanzierà il progetto della Superlega, riservando ulteriori commenti a una fase successiva. L'operazione divisiva ha già accolto i toni duri di Bruxelles, che ribadisce la necessità di difendere “un modello di sport europeo basato sui valori, sulla diversità e sull'inclusione”. Intanto, la Juventus vola in Borsa, chiudendo la seduta del 19 aprile con un rialzo del 17,85%, nonostante la sconfitta di domenica in casa Atalanta.

L'annuncio dei top club europei


Il lancio della nuova competizione calcistica infrasettimanale “arriva in un momento in cui la pandemia globale ha accelerato l'instabilità dell'attuale modello economico del calcio europeo”, scrive l'Inter in una nota ufficiale, sottolineando come la crisi abbia “evidenziato la necessità di una visione strategica e di un approccio sostenibile dal punto di vista commerciale”. La società nerazzurra ha aderito alla Super League in qualità di club fondatore permanente, insieme a Milan, Juventus, Arsenal, Atlético Madrid, Chelsea, Barcellona, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Real Madrid e Tottenham. Ma è previsto anche l'ingresso di altre tre squadre, oltre a cinque club partecipanti “invitati” per meriti sportivi.
In cambio del loro impegno, stando a quanto rivelato dalle società, i fondatori riceveranno collettivamente un pagamento una tantum di 3,5 miliardi di euro. Un “tesoretto” che potrà contribuire a supportare i loro piani d'investimento in infrastrutture e a bilanciare l'impatto della crisi pandemica sui conti (in un contesto in cui 20 delle big del calcio europeo hanno registrato nella stagione 2019-2020 ricavi operativi in calo per oltre un miliardo di euro complessivi, secondo una recente indagine di Kpmg). La somma sarà erogata in un'unica soluzione all'avvio effettivo della Super League e a seguito della commercializzazione dei diritti audiovisivi relativi alla competizione, precisa la Juventus, “sarà ripartita tra i club fondatori secondo percentuali da definire” in base al loro numero definitivo e “resa disponibile attraverso adeguati strumenti di finanziamento sottoscritti da primarie istituzioni finanziarie internazionali”.

Juve e Manchester United brillano in Borsa


La società bianconera, tra l'altro, si riserva di assicurare che il progetto sarà effettivamente realizzato e di “prevedere in modo preciso la relativa tempistica”, ribadendo di non possedere allo stato attuale tutti gli elementi necessari a svolgere “valutazioni di dettaglio” sull'impatto della competizione sulle proprie condizioni e performance economiche. Intanto, a seguito dell'annuncio, le azioni del club torinese hanno aperto la seduta del 19 aprile in rialzo del +8,5% per poi chiudere con un +17,85%. Sulla stessa linea d'onda anche il Manchester United, che in pre-mercato guadagna oltre l'8% a Wall Street.
A bocciare il progetto che minaccia l'esistenza della Champions League anche la Fifa, che esprime la propria disapprovazione per una “lega separatista europea chiusa al di fuori delle strutture calcistiche internazionali e che non rispetti i nostri principi, a favore della solidarietà nel calcio e di un modello di ridistribuzione equa che può aiutare a sviluppare il calcio come sport, in particolare a livello globale”. In un comunicato congiunto con la Uefa, inoltre, ha messo in chiaro come “ai club in questione sarà vietato giocare in qualsiasi altra competizione a livello nazionale, europeo o mondiale, e ai loro giocatori potrebbe essere negata l'opportunità di rappresentare le loro squadre nazionali”. In cantiere anche una causa legale da 60 miliardi di euro.

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