Le startup si declinano al rosa

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Il gruppo Bnp Paribas lancia Mia, Miss in Action, acceleratore di neo aziende al femminile. Lo racconta a We Wealth Isabella Fumagalli, amministratore delegato di Bnp Paribas

Le startup innovative dove la presenza femminile è rilevante sono in Italia appena il 13% del totale

Mia sta dando un forte messaggio al mercato, in quanto strumento per supportare il talento digitale delle donne e contribuire a far crescere la loro presenza nell'ecosistema dell'innovazione italiano

L'intervista a Isabella Fumagalli


E ora anche le startup si tingono di rosa. E' la scommessa di Mia-Miss In Action, il nuovo acceleratore di neo aziende al femminile promosso da Digital Magics, Bnp Paribas International Financial Services, Bnp Paribas Cardif, Findomestic, Arval Italia e Bnl Gruppo Bnp Paribas. We Wealth ne ha parlato con Isabella Fumagalli, ceo di Bnp Paribas Cardif e Coordinatore di Bnp Paribas Ifs per l'Italia.

Le startup innovative dove la presenza femminile è rilevante sono in Italia appena il 13% del totale. Che fare per aumentare il numero?


E' necessario, innanzitutto, che si crei un circolo virtuoso con progetti concreti che alimentino una cultura inclusiva, siano best practice da replicare, e portino valore aggiunto sia alle aziende e sia alle startupper. Con Mia stiamo dando un forte messaggio al mercato, perché è uno strumento
efficacissimo per supportare il talento digitale delle donne e contribuire a far crescere la loro presenza nell'ecosistema dell'innovazione italiano.

Aiutando le donne nello sviluppo del loro potenziale, fornendo strumenti e competenze, testando i modelli di business e la fattibilità delle idee, possiamo favorire il loro successo imprenditoriale. Perché Mia non è un progetto di comunicazione. E' il nostro modo di dimostrare con i fatti che la competenza, qualunque sia il genere, farà la differenza. E favorire l'ampliamento di un ecosistema, che è già una realtà, valorizzando i talenti
femminili oggi più accessibili, è una scelta di business e per il futuro. Le tecnologie abilitano nuovi modi di lavorare. Collaborare con le start-up è ormai per tutte le grandi aziende una vera e propria necessità che consente di essere lungimiranti. Con Mia stiamo dicendo alle donne "Ci dovete essere anche voi!". Ecco come faremo crescere questa percentuale.

Nel mese di gennaio si sono chiuse le candidature per Mia. Chi ha partecipato?


Abbiamo ricevuto ben 163 progetti da startup su tutto il territorio italiano, con una prevalenza della Lombardia. Tante imprenditrici sono beginners, ma non si tratta solo di giovanissime. Ci sono donne che hanno deciso di cambiare vita e realizzare un sogno nel cassetto o un'idea ex-novo. I settori spaziano dal welfare alla cultura, dalla salute ai viaggi, dalla moda alla mobilità, dalla sicurezza ai servizi per la famiglia, dal turismo al food, fino ai servizi per le imprese. Molti progetti mirano a soddisfare bisogni di genere,
in uno spirito di condivisione e consiglio, altri sono rivolti a tutti, altri ancora a gruppi sociali precisi, come teenager o senior.

Con quali criteri saranno selezionate le 4 start up da accompagnare in un percorso di crescita?


Valutiamo, oltre all'innovatività dell'idea, il modello di business - se è ben consolidato -, il mercato - se è emergente o saturo, i competitor, il prodotto/servizio – la fase di realizzazione, la commerciabilità-, il team, quante persone, il tipo di esperienza, le competenze miste, se è determinato e coeso - e I'impatto - se ci sono sinergie con il nostro settore, se il progetto risponde anche alle esigenze della società, non solo del mercato.

Quali le competenze più premiate: quelle strettamente tecnologiche o le più ampie capacità imprenditoriali?


Entrambe. Essendo alla ricerca di contenuti e servizi ad alto valore tecnologico, il modello di business deve essere focalizzato sul digitale. Ma oggi l'approccio al lavoro è cambiato per cui contano anche il mindset imprenditoriale, il coraggio di mettersi in gioco, il problem solving, il pensare fuori dagli schemi. Caratteristiche che le donne hanno ma che, a volte, non valorizzano.

In base alla sua esperienza professionale qual'è il principale limite all'imprenditoria femminile?


Il primo limite è culturale. Oggi il cliché su “donne e tecnologia” ha superato persino quello su “donne e motori”. Ma il bello è che spesso sono le stesse donne che, qualche volta, soffrono di un complesso di autostima e sono
meno disposte a correre rischi e competere, a osare. Nel campo dell'imprenditoria digitale, dove la sperimentazione, l'esplorazione e il coraggio di rischiare sono determinanti, questo gap di fiducia emerge in modo ancora più dirompente. Il punto per diventare un'impresa sta nel non
adagiarsi solo sull'innovatività dell'idea ma nel creare un modello di business valido, inserire soft e digital skills nel team, avere capacità commerciale, collaborare con le aziende, saper convincere gli investitori.

I risultati del progetto verranno poi presentati all'Investor Day previsto indicativamente ad ottobre 2019. Che genere di prodotti/servizi potrebbero essere realizzati?


Non è stato indicato un settore specifico ma sarà avvantaggiato chi ha un business model o prodotti e servizi più facilmente integrabili con il nostro business. Nessun vincolo per la tecnologia utilizzata anche se gli ambiti di
maggiore interesse per un gruppo come Bnp Paribas sono oggi blockchain, intelligenza artificiale, smart mobility, internet of things, big data, e-health, smart home ecc.. Fondamentale l'impatto sociale positivo, con attenzione
all'ambiente, al benessere delle persone e alla comunità.

Anche nelle banche il gender gap è significativo. Che fa il gruppo Bnp Paribas per ridurlo?


La parità di genere è fondamentale per l'impegno aziendale di tutto il gruppo Bnp Paribas, dove il 53% di tutti i membri dello staff, a livello internazionale, sono donne, con il 27% di dirigenti senior (un decennio fa erano meno del 10%). Per il 2020, è stato definito un obiettivo del 30 per cento. E per i top manager donne che siedono nei comitati esecutivi trasversali il target è il 25%(oggi sono pari al 24%).

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