Ristori? Erogati alle imprese quasi 10 miliardi nel 2020

Rita Annunziata
26.2.2021
Tempo di lettura: 3'
Nel corso del 2020 la Tesoreria dello Stato ha erogato direttamente alle imprese circa 10 miliardi di euro. Un'analisi di Banca d'Italia fornisce un quadro dei contributi concessi. Dal decreto rilancio al decreto ristori

Tra aprile e dicembre 2020, Bankitalia ha eseguito pagamenti diretti ai beneficiari finali pari a 22,5 miliardi di euro per 26,3 milioni di operazioni

Di questi, nei bimestri giugno-luglio e novembre-dicembre, sono stati erogati alle imprese circa 10 miliardi su oltre 3,1 milioni di pagamenti

Solo l'ammontare pagato per i contributi a fondo perduto concessi dall'Agenzia delle entrate ha raggiunto i 9,4 miliardi di euro

Nel corso del 2020 il governo italiano ha dispiegato iniziative straordinarie per fornire immediato supporto a lavoratori, imprese e famiglie direttamente colpite dalla crisi economica. Un pacchetto di misure senza precedenti storici che, sul fronte dei pagamenti, ha coinvolto per la fase di esecuzione la Tesoreria dello Stato, gestita dalla Banca d'Italia. Un'analisi dell'istituto guidato dal neo direttore generale, Luigi Federico Signorini, fornisce un quadro dei contributi concessi. Mentre continua a crescere l'attesa per il decreto ristori cinque, dopo l'intervallo forzato dalla crisi di governo.
Secondo lo studio, tra aprile e dicembre 2020, Bankitalia ha eseguito pagamenti diretti ai beneficiari finali pari a 22,5 miliardi di euro, per 26,3 milioni di operazioni. Di questi, la Tesoreria ha erogato direttamente alle imprese circa 10 miliardi su oltre 3,1 milioni di pagamenti, nei bimestri giugno-luglio e novembre-dicembre. Si tratta, nel dettaglio, di 601,3 milioni di euro disposti dal Mibact a favore degli operatori della cultura e del turismo (a fronte di quasi 25mila bonifici) ma, soprattutto, di 9,4 miliardi di contributi a fondo perduto concessi dall'Agenzia delle entrate (su quasi 3,1 milioni di operazioni).

Dal decreto rilancio al decreto ristori: ecco la mappa


“Il primo strumento, introdotto dal decreto rilancio, era rivolto a lavoratori autonomi e piccole imprese che avevano registrato, nel mese di aprile 2020, una caduta del fatturato pari almeno ai due terzi di quello rilevato nello stesso periodo dell'anno precedente”, precisa l'istituto. Su questo fronte, sono stati erogati oltre 6,6 miliardi a fronte di 2,4 milioni di percettori e un importo medio pari a 2.800 euro. “Una quota rilevante dei contributi (27%) è stata assorbita dai beneficiari che hanno ricevuto fondi per un importo compreso tra 10mila e 50mila euro”, continuano i ricercatori, sottolineando come invece le disposizioni da 1.000 euro (l'importo minimo concedibile alle ditte individuali, ndr) abbiano rappresentato il 16% del totale erogato per 1,1 milioni di imprese (pari al 45%). I pagamenti di importo superiore ai 50mila euro, infine, sono stati circa 2.700.
Passando al decreto agosto, invece, nel cuore dell'estate è stato introdotto un indennizzo specifico volto a supportare le attività economiche e commerciali dei centri storici. Una misura per la quale sono stati erogati 87,3 milioni di euro, sostenendo oltre 35mila imprese con un ammontare medio di circa 2.500 euro. I pagamenti dall'importo minimo di 1.000 euro, in questo caso, hanno rappresentato poco più di un quinto dell'importo complessivamente erogato, raggiungendo più della metà dei beneficiari. Superano le 70 unità, invece, le operazioni dal valore compreso tra i 50mila e i 150mila euro, pari al 7% del totale dei fondi.
La carrellata di indennizzi continua con i decreti “ristori”, che hanno accolto nella platea dei beneficiari soprattutto le attività economiche attive nel comparto alberghiero, in quello dello spettacolo e della ristorazione. In questo caso, si parla di 2,6 miliardi di contributi erogati per oltre 571mila beneficiari. Il pagamento medio si attesta sui 4mila euro, con aiuti che oscillano tra i 500 e i 150mila euro. Nel dettaglio, le operazioni con importi superiori ai 10mila euro hanno rappresentato il 40% del totale erogato, mentre quelle superiori ai 50mila euro hanno raggiunto il 9%. Oltre un quarto delle risorse, invece, sono state destinate ai pagamenti compresi tra i 2mila e i 5mila euro.

Le risorse trasferite a soggetti terzi


Chiudono il cerchio le risorse trasferite dalla Tesoreria a soggetti terzi, per poi essere accreditate alle attività economiche beneficiarie. Tra questi, si distinguono i fondi attribuiti a Poste Italiane pari a 250 milioni di euro e destinati all'erogazione dei contributi per il “bonus ristorazione”, quelli destinati alla Cassa per i servizi energetici e ambientali per la riduzione degli oneri per le bollette energetiche per uso non domestico (600 milioni) e quelli diretti alla società Sport e Salute (933 milioni). Infine, conclude Bankitalia, “sono stati finanziati fondi di solidarietà bilaterali alternativi, in particolare al settore dell'artigianato, al quale sono stati diretti circa 1,8 miliardi di euro”.

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