Pmi: i 6 passi per il post Covid-19

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Deloitte ha pubblicato il “Recovery Playbook” dove sintetizza i 6 punti su cui le pmi devono concentrarsi per superare i mesi post Covid-19

Le imprese si trovano davanti ad una sfida senza precedenti e avranno bisogno di una leadership resiliente, capace di coniugare prontezza di reazione e sguardo di lungo periodo

“Sappiamo che a causa del lockdown e di tutte le restrizioni che hanno bloccato le attività produttive in Italia e nel resto del mondo, nel 2020 ci sarà il più significativo crollo del Pil nazionale” dichiara Eugenio Puddu, Consumer products leader di Deloitte

Risanare il fatturato, aumentare i margini operativi, ottimizzare asset, passività e liquidità, puntare sulla digitalizzazione, aggiornare l'organizzazione del lavoro e gestire le aspettative degli stakeholder. Questi sono i sei pilastri, del “Recovery Playbook” pubblicato da Deloitte, che secondo la società di consulenza, tutte le imprese devono mettere in campo per uscire più forti dalla crisi scatenata dal Covid-19.
Le imprese si trovano davanti ad una sfida senza precedenti e avranno bisogno di una leadership resiliente, capace di coniugare prontezza di reazione e sguardo di lungo periodo. Per centrare questo obiettivo, la prima operazione da fare è risanare e aumentare il fatturato. “Per riuscirci le aziende devono presidiare le attività di customer engagement con un approccio olistico in cui reale e virtuale si completano a vicenda. Comprendere come si sono evoluti i clienti e capire quali di questi cambiamenti sono permanenti è imprescindibile”, spiega il report. Più di un terzo degli italiani afferma infatti che acquisterà maggiormente da quei brand che hanno saputo rispondere in maniera adeguata alla crisi in atto.

Un altro aspetto molto importante riguarda la capacità di aumentare i margini operativi e la profittabilità. Per fare questo la società dovrà adeguare la struttura dei costi e gli investimenti al nuovo contesto. Nel new normal diventa fondamentale incorporare, attraverso dati corretti ed affidabili, le aspettative e l'evoluzione della domanda nella pianificazione della propria produzione e nella gestione della supply-chain. L'ottimizzare degli asset, delle passività e della liquidità è il passo successivo. In condizioni di incertezza, le aziende devono infatti spostare l'attenzione verso l'ottimizzazione degli aspetti patrimoniali, dando priorità anche alla gestione finanziaria e alle necessità di cassa senza trascurare tutti gli stakeholder, sia interni che esterni. Secondo i dati del rapporto annuale dell'Istat, all'inizio della fase di graduale riapertura delle attività, oltre un terzo delle società di capitale attive in Italia risulterebbe privo di liquidità o in condizioni di liquidità precarie.

Terzo aspetto da implementare è la digitalizzazione. Il Covid-19 ha agito come catalizzatore dei programmi di trasformazione digitale, costringendo le aziende ad adeguarsi ai nuovi paradigmi digitali, pena la perdita di competitività. Sviluppare un piano d'investimenti che consenta di creare un'infrastruttura tecnologica il più resiliente possibile ed allineata alle esigenze del business sarà la vera sfida. E infine il report sottolinea anche come non bisogna sottovalutare le aspettative degli stakeholder, cercando di affrontare i rischi in modo proattivo.

Queste, dunque, le linee d'azione che serviranno alle imprese per rimettersi in pista dopo l'irruzione dell'emergenza Covid-19. “Sappiamo che a causa del lockdown e di tutte le restrizioni che hanno bloccato le attività produttive in Italia e nel resto del mondo, nel 2020 ci sarà il più significativo crollo del PIL nazionale dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Una situazione drammatica, senza dubbio”, spiega Eugenio Puddu, Consumer products leader di Deloitte. “Ma basta avere un minimo di prospettiva storica per accorgersi che le crisi hanno sempre coinciso con momenti di accelerazione dell'innovazione. Anche con il Covid-19 sarà così: spiazzati da un evento che ha reso inutilizzabili i vecchi schemi, gli imprenditori resilienti hanno già iniziato ad adottare nuove logiche di gestione dell'azienda, svincolandosi dalle routine consolidate del business-as-usual”, conclude Puddu.

 

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