Liquidità alle imprese, le proposte di Assonime

Rita Annunziata
29.4.2020
Tempo di lettura: 3'
Per far fluire velocemente liquidità verso il sistema produttivo italiano, i prestiti garantiti dallo Stato non sono l'unica strada percorribile. Assonime propone alcune misure urgenti da inserire in sede di conversio...

Dal 17 marzo al 27 aprile sono giunte al fondo di garanzia per le pmi quasi 39mila domande per 3,6 miliardi di euro di finanziamenti

Uno dei temi sollevati dalle banche riguarda la conciliazione tra i tempi di erogazione del credito e quelli di una normale valutazione del merito del credito

Tra le altre cose, Assonime propone la smobilitazione dei crediti commerciali dovuti e certificati dalle pubbliche amministrazioni, uno stock che sfiora i 30 miliardi di euro

Il decreto legge dell'8 aprile sta contribuendo a soddisfare una parte della fame di liquidità delle imprese italiane colpite dall'emergenza epidemiologica con una serie di disposizioni volte ad agevolare l'accesso al credito, dalle garanzie pubbliche dei finanziamenti erogati dalle banche e dagli intermediari finanziari al rafforzamento del fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese. Secondo i dati diffusi da Stefano Cappiello, dirigente generale del Sistema bancario e finanziario - Affari legali del Mef, in un'audizione alla commissione Banche, dal 17 marzo al 27 aprile sono giunte al fondo di garanzia per le pmi quasi 39mila domand...
Sulla stessa linea d'onda, l'associazione segnala di star discutendo con i competenti organi ministeriali sulla trasformazione delle imposte differite attive (Dta) sulle perdite fiscali e delle eccedenze di Ace (“poste che potranno essere utilizzate in compensazione con redditi futuri, se e quando potranno essere prodotti”, spiega) in crediti di imposta immediatamente utilizzabili.

Dal punto di vista dell'Iva, Assonime riprende un documento del Forum tax on administration dell'Ocse per “rendere più flessibile il recupero (della stessa) sui crediti insoluti ed estendere temporaneamente il regime opzionale della liquidazione per cassa”. Un regime già introdotto in Italia ma solo per le imprese con un volume di affari inferiore ai due milioni di euro, motivo per cui l'associazione propone di valutare un'estensione dello stesso anche alle imprese di maggiori dimensioni.

Le misure societarie e concorsuali


L'ultimo punto analizzato riguarda le misure societarie e concorsuali per la crisi d'impresa. A tal proposito, sulla scia della Germania e del Regno Unito, Assonime propone la “sospensione della responsabilità degli amministratori per aver proseguito l'attività con pregiudizio dei creditori, non adottando le misure necessarie a massimizzare il valore per l'impresa”, in particolare escludendo almeno la colpa grave degli stessi in merito a questioni tecniche di particolare difficoltà.

Infine, i requisiti previsti per la concessione dei finanziamenti Sace e del fondo di garanzia per le pmi, precisa l'associazione, “porrebbero alcune imprese nella condizione di non fallire, ma di non poter accedere neppure ai finanziamenti per proseguire, rimanendo in un limbo che può solo aggravare il dissesto”. Di conseguenza, si sollecita un'estensione del caso di esenzione dell'improcedibilità anche al fallimento in proprio.

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