La pandemia spinge la digitalizzazione tra le pmi italiane

Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri
23.3.2021
Tempo di lettura: 3'
Nel 2020 le pmi italiane hanno premuto l'acceleratore sulla digital transformation. Un trend che proseguirà anche nel corso di quest'anno. L'indagine condotta da Qonto

Indagine Qonto: nel 2020, il 41% delle pmi italiane ha destinato più del 10% del proprio budget all'adozione e implementazione di nuovi strumenti digitali e il 70% dei rispondenti prevede di investire altrettanto o di pù nel 2021

Gli strumenti digitali più gettonati risultano quelli dedicati ai servizi finanziari (63%). In particolare, negli ultimi 12 mesi, il 41% di queste imprese ha deciso di aprire un conto business online

La crisi sanitaria e i conseguenti lockdown hanno posto l'accento sulla digitalizzazione, divenuta un imperativo per la tenuta delle imprese. In questo contesto, le pmi italiane sembrano aver compreso l'importanza di accelerare il processo di digital trasformation e si stanno muovendo in questa direzione. È questo, in sintesi, il quadro emerso da un'indagine condotta da Qonto - servizio finanziario 100% digitale che si rivolge esclusivamente a imprese e professionisti – sul proprio database clienti in Italia tra febbraio e marzo 2021.


Stando al report, nel 2020, il 41% delle imprese ha destinato più del 10% del proprio budget all'adozione e implementazione di nuovi strumenti digitali. Tra queste, la metà ha addirittura investito una quota superiore al 30% del budget. Un trend che sembra destinato a proseguire nell'anno in corso: il 70% dei rispondenti prevede infatti di investire altrettanto o di pù nel 2021. Interessante notare come le imprese sotto l'anno di età (il 20% del campione) siano le più inclini ed aperte al cambiamento, con oltre l'80% che prevede un maggior sviluppo digitale quest'anno. Più in generale, il 44% del campione intervistato ha dichiarato di aver vissuto un'accelerazione nel processo di digitalizzazione negli ultimi 12 mesi, una spinta non prevista da 1 impresa su 4. I principali timori connessi al rimanere indietro sul fronte della digital tranformation sono la perdita di competitività (38%), la perdita di ricavi (25%) e maggiori costi gestionali (24%).

Guardando ai servizi digitali più adottati dalle imprese negli ultimi 12 mesi, quelli dedicati ai servizi finanziari occupano il primo gradino del podio (63%). In particolare, il 41% delle imprese ha deciso di aprire un conto business online, il 36% di ricorrere maggiormente alle transazioni online, il 28% di privilegiare l'utilizzo di pagamenti con carta rispetto ai contanti e, infine, il 13% di sperimentare nuovi metodi di pagamento come, ad esempio, le carte virtuali. Al secondo posto tra i servizi più gettonati ci sono gli strumenti di video-conference (45%), seguiti dai servizi di marketing online (34%) e le piattaforme di e-commerce per la vendita dei propri prodotti (28%).

“Secondo il Desi 2020, l'indice di digitalizzazione dell'economia e della società, l'Italia è ancora molto al di sotto della media UE in termini di digitalizzazione, tuttavia qualcosa sta cambiando, come confermano i dati emersi dall'indagine” commenta a We Wealth Mariano Spalletti, Country Manager di Qonto Italia. “Un cambiamento che è necessario supportare focalizzando la ripartenza economica del nostro Paese sul gettare le basi per un'innovazione reale e sostenibile, al fine di passare da un'economia basata su microimprese e forme di autoimpiego, ad un ecosistema capace di lanciare e far crescere aziende scalabili e ad alto potenziale, che possano diventare i campioni di domani”.

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