Investimenti innovativi? Nuovi incentivi al via

Rita Annunziata
2.4.2021
Tempo di lettura: 3'
Al via le domande di accesso agli incentivi previsti dal nuovo bando “macchinari innovativi” del Mise. Potranno essere compilate a partire dal 13 aprile 2021 tramite apposita procedura informatica. Ecco le attività economiche ammesse

Pubblicato il decreto che statuisce i termini di apertura del secondo sportello del nuovo bando “macchinari innovativi”, con l'obiettivo di sostenere investimenti finalizzati alla trasformazione tecnologica e digitale e alla transizione verso l'economia circolare

Potranno beneficiare dell'agevolazione le attività manifatturiere, a eccezione di quelle operative nella siderurgia, nell'estrazione del carbone, nella costruzione navale, nella fabbricazione di fibre sintetiche e nei trasporti, tra le altre

Le domande potranno essere compilate a partire dalle ore 10 del 13 aprile 2021 attraverso la relativa procedura informatica sulla piattaforma di Invitalia e inviate a partire dalle ore 10 del 27 aprile 2021

La crisi non ha frenato il desiderio d'innovazione delle imprese italiane: secondo una recente indagine di Sicamera e InfoCamere, quattro realtà su dieci hanno continuato a investire anche nel 2020, focalizzandosi principalmente su nuove linee di produzione o sulla loro sostituzione (13,7%), ma anche sulla formazione del personale (13,3%), sulla strumentazione informatica (12%) e sulla ricerca e sviluppo (7,8%). È in questo contesto che il ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato il decreto che statuisce i termini di apertura del secondo sportello del nuovo bando “macchinari innovativi”, con l'obiettivo di sostenere investimenti finalizzati alla trasformazione tecnologica e digitale e alla transizione verso il paradigma dell'economia circolare. Ecco quali sono le attività economiche ammesse. E quali le agevolazioni.

L'identikit dell'impresa beneficiaria


Stando a quanto precisato dal Mise, potranno beneficiare dell'agevolazione le micro, piccole e medie imprese che al momento della presentazione della domanda:

  • risultano regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese, nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;

  • risultano in regime di contabilità ordinaria e detengono almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese o, in caso di imprese individuali o società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi;

  • risultano in regola con la normativa vigente in materia di edilizia e urbanistica, lavoro e salvaguardia dell'ambiente (oltre agli obblighi contributivi);

  • nei due anni antecedenti alla presentazione della richiesta non hanno effettuato una delocalizzazione verso l'unità produttiva oggetto dell'investimento;

  • non hanno ricevuto e poi non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione europea;

  • non possono essere considerate “imprese in difficoltà”.


Tra l'altro, potranno ottenere gli incentivi anche i liberi professionisti iscritti agli ordini professionali o aderenti alle associazioni professionali “individuate nell'elenco tenuto dal Mise ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4 e in possesso dell'attestazione rilasciata in ottemperanza alla medesima legge”, spiega il ministero. Oltre alle imprese che aderiscono a un contratto di rete (fino a un massimo di sei soggetti co-proponenti), “a condizione che tale contratto configuri una collaborazione effettiva, stabile e coerente con gli obiettivi di rafforzamento della competitività e di sviluppo tecnologico connessi alla realizzazione dei programmi proposti”. Quanto ai settori, rientrano tra i beneficiari le attività manifatturiere, a eccezione di quelle operative nella siderurgia, nell'estrazione del carbone, nella costruzione navale, nella fabbricazione di fibre sintetiche, nei trasporti e nelle relative infrastrutture, nella produzione e distribuzione di energia e nelle relative infrastrutture. Ma anche le attività di servizi alle imprese elencate nell'articolo 3 del decreto ministeriale 30 ottobre 2019.

I programmi d'investimento ammissibili


La misura (estesa alle attività d'impresa operative nei territori di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) finanzia programmi d'investimento che prevedano spese non inferiori ai 400mila euro e non superiori ai 3 milioni volte all'acquisizione di tecnologie abilitanti destinate a consentire la trasformazione tecnologica e digitale dell'impresa e le soluzioni tecnologiche capaci di rendere il processo produttivo più sostenibile e circolare. Si parla, nel dettaglio, di “macchinari, impianti e attrezzature strettamente funzionali alla realizzazione di programmi d'investimento, nonché programmi informatici e licenze correlati all'utilizzo di beni materiali”, si legge nel bando.

Il mix di agevolazioni


Finanziate con 132,5 milioni di euro, una cifra pari a quella già messa a disposizione lo scorso anno con l'apertura del primo sportello del bando, le agevolazioni saranno concesse sotto forma di contributo in conto impianti e di finanziamento agevolato, per una percentuale nominale del 75% delle spese ammissibili. In particolare, per le imprese di micro e piccola dimensione si parla di un contributo in conto impianti del 35% e un finanziamento agevolato del 40%. Per quelle di media dimensione, invece, il contributo in conto impianti scende al 25% e il finanziamento agevolato sale al 50%. Le domande potranno essere compilate a partire dalle ore 10 del 13 aprile 2021 attraverso la relativa procedura informatica sulla piattaforma di Invitalia e inviate a partire dalle ore 10 del 27 aprile 2021.

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