Imprese: tutti gli incentivi Ue per l'innovazione (e non solo)

Rita Annunziata
22.4.2021
Tempo di lettura: 3'
Si apre la stagione dei work programme, con la diffusione dei primi bandi degli incentivi europei per la ricerca e l'innovazione. Ma non solo. Ne parliamo con Giulia Podestà, referente del team credito e finanza agevolata di Assolombarda Servizi

In partenza il nuovo programma quadro “Horizon Europe”, che punta a incrementare l’impatto scientifico, economico e sociale della ricerca europea. Con una dotazione finanziaria di 95,5 miliardi di euro

Il 18 marzo è stato lanciato il nuovo Eic Accelerator, strumento che supporta le imprese a vocazione fortemente innovativa che desiderano sviluppare e commercializzare nuovi prodotti, servizi e modelli di business ad alto rischio e potenziale

Al via anche il Bando Life, che promuove progetti innovativi a sostegno della tutela dell’ambiente e delle azioni per il clima. Tra i soggetti ammissibili rientrano le imprese di tutte le dimensioni, gli enti pubblici e le organizzazioni non a scopo di lucro

In partenza i primi bandi della nuova programmazione europea a sostegno di ricerca e innovazione. Ma non solo. Giulia Podestà, referente del team credito e finanza agevolata di Assolombarda Servizi, spiega a We Wealth quali agevolazioni sono al fischio d'inizio. E come possono prepararsi le imprese in loro attesa.

Horizon Europe: un programma da 96 miliardi


Tra la fine di aprile e il mese di maggio è attesa la pubblicazione ufficiale del nuovo Horizon Europe, “il più ambizioso programma di ricerca e sviluppo mai creato fino ad oggi”, spiega l'esperta. “Dalla dotazione finanziaria totale di 95,5 miliardi di euro, che saranno erogati tra il 2021 e il 2027, punta ad aumentare l'ambizione e l'impatto scientifico, economico e sociale della ricerca europea, affinché possa sempre più ritagliarsi il proprio spazio all'interno della scena mondiale”. Potranno partecipare imprese, università, organismi di ricerca europei e organizzazioni internazionali, in partenariati composti da almeno tre membri e provenienti da tre diversi paesi membri dell'Unione europea, ma anche associati a Horizon Europe o, in alcuni casi, paesi terzi non associati. “A livello europeo la competizione è molto più alta che a livello di bandi regionali e nazionali, l'agevolazione più sostanziosa ma la percentuale di successo molto più bassa. Ci si confronta infatti con le eccellenze a livello globale, una competizione che richiede non solo un'idea assolutamente innovativa e vincente, ma anche la capacità di utilizzare una lingua veicolare che non è la propria. I progetti, poi, sono da costruire in cordata. Di conseguenza, è necessario essere un'azienda flessibile nell'idea di condividere con una filiera di partner una porzione del proprio knowhow”, precisa Podestà.
Un altro aspetto da non sottovalutare quando si parla di progetti comunitari, aggiunge, è che hanno una durata media di 24-36 mesi. Un fattore che rende necessaria una profonda vision. “Con la finanza europea, a differenza di quella regionale o locale, le attività e le spese iniziano nel momento in cui si vince il bando. Quindi bisogna avere una visione di lungo periodo. Un'idea progettuale di oggi, per esempio, potrà essere sviluppata nel 2022-2023. È chiaro che la spesa vale l'attesa, perché i contributi a livello europeo sono quasi tutti dei contributi a fondo perduto fino al 70% dei costi e, in alcuni casi, si arriva anche al 100% quando i progetti sono più rischiosi”, continua l'esperta.

Eic Accelerator: per le pmi fortemente innovative


Il 18 marzo è stato ufficialmente lanciato il nuovo Eic Accelerator, uno strumento che supporta le imprese a vocazione fortemente innovativa che desiderano sviluppare e commercializzare nuovi prodotti, servizi e modelli di business ad alto rischio e potenziale. “È un bando diretto europeo, che finanzia le aziende tramite un mix di contributi a fondo perduto ed equity. Parliamo di un livello di competizione altissimo, con una percentuale di successo molto bassa e regole completamente diverse rispetto agli incentivi regionali o nazionali”, precisa Podestà. Il programma, parte integrante di Horizon Europe, si rivolge alle singole pmi innovative o startup di qualunque settore (con sede in uno Stato membro o in un paese associato), ma anche alle mid-cap (con un numero di dipendenti non superiore a 500), a soggetti giuridici o a uno o più soggetti che intendono dar vita a una pmi. I progetti ammissibili, in particolare, devono rappresentare una novità assoluta sul mercato, in grado di creare nuovi business o di rivoluzionarne uno esistente. Inoltre, deve trattarsi di innovazioni che “faticano ad attrarre finanziamenti perché il rischio dell'investimento è elevato e il periodo di tempo necessario per ottenere un rendimento è troppo lungo” e si “differenziano in quanto a qualità del business plan e del team di lavoro” nonché per “la conoscenza del mercato target”, si legge sul sito dell'Associazione. Quanto alle domande, infine, l'8 aprile è stato aperto lo sportello per l'invio della short application, mentre per la full application le scadenze sono il 9 giugno e il 6 ottobre 2021.

Bando Life: spazio ai progetti a impatto ambientale


Un altro incentivo da considerare è infine il Bando Life, per i progetti innovativi a sostegno della tutela dell'ambiente e delle azioni per il clima. “Si tratta di progetti che devono avere un valore innovativo, di sperimentazione. Il rischio della ricerca iniziale dev'essere già stato superato, bisogna essere in una fase di testing o di prototipo”, spiega Podestà. Dallo stanziamento di 450 milioni di euro, possono partecipare le imprese di tutte le dimensioni e di qualsiasi paese dell'Unione europea, gli enti pubblici e le organizzazioni non a scopo di lucro, comprese le organizzazioni non governative. L'agevolazione, invece, è un contributo a fondo perduto compreso tra il 55 e il 60% delle spese ammissibili in base a priorità, tema e tipo di azioni prescelti. Ma perché è tanto amata dagli italiani? “Perché consente, come per l'Eic Accelerator, di partecipare come singoli, anche se non è consigliabile, o con partenariati ridotti. Tra l'altro, ha un taglio medio sui 2-3 milioni, quindi è adatto alle imprese tricolori che hanno una particolare propensione alle innovazioni con positivo impatto ambientale”, conclude Podestà.

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