Imprese femminili, Sangalli: "Puntare sulle donne, partendo dal Pnrr"

Rita Annunziata
24.11.2021
Tempo di lettura: 3'
Secondo Carlo Sangalli di Confcommercio, oggi l'Italia dovrebbe puntare sullo sviluppo delle competenze e della creatività delle imprenditrici al femminile. Una sfida che può affrontare anche grazie alle risorse del Pnrr

Le iscrizioni di nuove attività femminili nei primi nove mesi del 2021 hanno superato quelle dello stesso periodo dello scorso anno di ben 7mila unità, ma sono ancora circa 9.200 in meno rispetto al 2019

Marzia Maiorano: “Le imprenditrici vanno sostenute con strumenti concreti per lo sviluppo della competitività delle loro aziende, quale reale supporto per la costruzione dell’identità economica della donna”

“In questo delicato momento di ripartenza è nostra responsabilità offrire a tutte le imprenditrici una concreta risposta di fiducia e di futuro. Puntare sullo sviluppo delle competenze e della creatività delle donne è un impegno e una sfida che il nostro Paese può oggi affrontare grazie anche alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, per proiettarci verso una società più coesa e inclusiva, caratterizzata da un nuovo protagonismo economico femminile”. Con queste parole Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, ha introdotto l'evento “L'Italia che vogliamo è più donna”, organizzato dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi in collaborazione con Unioncamere. Un incontro che rappresenta la tappa milanese del “Giro d'Italia delle donne che fanno impresa 2020”, il roadshow virtuale giunto alla XIII edizione organizzato da Unioncamere insieme alle Camere di commercio e ai Comitati per l'imprenditoria femminile, con l'obiettivo di informare le imprenditrici e offrire strumenti formativi alle aspiranti tali, costruendo un consenso anche attorno alle tematiche legate alle pari opportunità.
“Per guidare un'impresa”, ha spiegato infatti Marzia Maiorano, presidente del Comitato per la promozione dell'imprenditoria femminile costituito dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, “è necessaria un'evoluzione professionale nell'ambito dell'imprenditoria, che tenga conto del mercato, del capitale umano, dei nuovi modelli organizzativi e di business”. Le imprenditrici, aggiunge, “devono oggi mettere le basi per una leadership multidisciplinare capace di affrontare il cambiamento”. Ma allo stesso tempo “vanno sostenute con strumenti concreti per lo sviluppo della competitività delle loro aziende, quale reale supporto per la costruzione dell'identità economica della donna”.
Stando ai dati del Registro imprese elaborati dall'Ufficio studi della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, aggiornati al 30 settembre e presentati da Maiorano, le aziende “rosa” del territorio ammontano a 70.761 unità, pari al 18,1% del totale. Nel dettaglio, l'imprenditoria femminile conta 55.783 realtà a Milano (17,9% del totale), 12.148 a Monza (18,7%) e 2.830 a Lodi (19,5%). Quanto ai settori economici, il 25% è attiva nel commercio all'ingrosso e al dettaglio, il 13% ad attività di servizi, il 10% ad attività immobiliari e il 9% ad attività professionali, scientifiche e tecniche.

Ampliando lo sguardo al territorio nazionale, gli ultimi dati dell'Osservatorio sull'imprenditoria femminile di Unioncamere e InfoCamere rivelano che le iscrizioni di nuove attività femminili nei primi nove mesi del 2021 hanno superato quelle dello stesso periodo dello scorso anno di ben 7mila unità, ma sono ancora circa 9.200 in meno rispetto al 2019. Senza dimenticare che il peso delle nuove imprese guidate da donne sul totale delle iscrizioni si è contratto nel periodo di due punti percentuali, scivolando dal 27,1% di due anni fa al 25,4% dello scorso settembre. Intanto, però, tra il 2011 e il 2020 la quota di donne nei consigli di amministrazione è aumentato di 93mila unità. “Questi dati sono timide risposte all'emergenza sanitaria e ai problemi strutturali del Paese”, osserva Maiorano. Poi conclude: “Mi auguro che per il futuro questi dati potranno raddoppiare e le imprese femminili crescere e coprire tutti i settori strategici del Paese. Mi auguro anche che il Pnrr e il Fondo impresa donna possano sostenere l'accelerazione dell'imprenditorialità femminile affinché queste aziende possano avere un reale impatto sulla crescita del pil nazionale”.

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