Imprese e 5G: crescono i ricavi ma volano le emissioni

Rita Annunziata
22.6.2021
Tempo di lettura: 3'
Le prime implementazioni del 5G stanno già garantendo grandi benefici in termini di business. Ma occhio all'impatto ambientale

Il 60% degli early adopter vanta una maggiore efficienza operativa grazie al 5G, mentre il 43% ha sperimentato una maggiore flessibilità

Oggi solo il 30% delle imprese è passato alla fase pilota o a quelle successive. Il 40% si attende di implementare il 5G su scala in un singolo sito entro due anni

Il 51% delle organizzazioni industriali nutre preoccupazioni sui potenziali effetti negativi del 5G sull’ambiente. E pone la riduzione dell’impatto tra le proprie priorità

Sebbene l'adozione a livello industriale del 5G sia ancora agli albori, tra ideazione e pianificazione, gli “early adopter” intravedono già i primi positivi benefici in termini di business: il 60% vanta una maggiore efficienza operativa, mentre il 43% ha già sperimentato più flessibilità. E, guardando al futuro, cresce la fiducia di chi si attende un incremento dei ricavi. Anche se non mancano le preoccupazioni sul suo impatto ambientale.
A scattare la fotografia è il Capgemini research institute nel nuovo report Accelerating the 5G industrial revolution: state of 5G and edge in industrial operations. Una disamina condotta sulla base di un sondaggio preliminare che ha coinvolto i senior manager di 1.000 organizzazioni industriali globali che intendono adottare il 5G, ma anche 150 dirigenti senior di 75 società di telecomunicazioni che hanno lanciato o hanno in cantiere di lanciare tale tipologia di reti. Oltre a 25 esperti di grandi organizzazioni industriali e telco che stanno lavorando su questa tecnologia e operatori dell'ecosistema 5G.
Secondo lo studio, oggi solo il 30% delle organizzazioni industriali è passato alla fase pilota o a quelle successive. Il 40% si attende di implementare il 5G su scala in un singolo sito entro due anni e la positiva esperienza degli early adopter, stando ai ricercatori, potrebbe spingere anche altri player ad attivarsi. Oltre ai temi dell'efficienza operativa e della flessibilità, già sperimentati dai pionieri del 5G, le imprese si attendono infatti che questa tecnologia stimolerà i ricavi, consentendo tra l'altro il lancio di nuovi prodotti (51%) e l'offerta di nuovi servizi (60%). Ad affermarsi, intanto, è anche una certa consapevolezza del ruolo dell'edge computing nelle iniziative 5G, ritenuto “essenziale per realizzarne il pieno potenziale”, si legge nel rapporto. Si parla di maggiori prestazioni, affidabilità, sicurezza dei dati e privacy, con il 64% delle aziende che punta ad adottare servizi di edge computing basati sul 5G entro tre anni. Oltre un terzo, invece, intende mirare su reti 5g private, soprattutto tra le aziende attive nel settore dei semiconduttori e high-tech (50%) e quello aerospaziale e della difesa (46%).

Occhio però all'impatto ambientale. Nonostante il 5G offra benefici diretti e indiretti in tal senso, con un “design intrinsecamente efficiente dal punto di vista energetico e la sua capacità di abilitare casi d'uso incentrati sull'ambiente e sulla sostenibilità”, osservano i ricercatori, pone anche alcune problematiche sull'aumento delle emissioni di carbonio a causa delle operazioni dei data center e della produzione e l'uso di dispositivi endpoint. Il 51% delle organizzazioni industriali nutre dunque preoccupazioni sui potenziali effetti negativi del 5G sul Pianeta e il 67% prevede di prendere in considerazione le “credenziali” di sostenibilità di operatori, venditori e fornitori 5G nelle proprie decisioni di approvvigionamento. Inoltre, il 53% afferma che la riduzione di tale impatto rappresenti una priorità della propria organizzazione.

“Il 5G è un catalizzatore chiave per sbloccare il potenziale dell'intelligent industry e accelerare la trasformazione digitale basata sui dati”, spiega Eraldo Federici, automotive, manufacturing, life science, aerospace & defence director di Capgemini in Italia. “Le imprese dovrebbero sfruttare i vantaggi del 5G impegnandosi a collaborare con l'ecosistema per attingere a competenze condivise e co-creare soluzioni innovative per il futuro. Un elemento di iterazione è necessario, ma l'ecosistema 5G permette di testare congiuntamente le soluzioni e progredire nell'adozione di questa tecnologia su larga scala, mettendo a punto l'approccio con l'evoluzione dell'ecosistema stesso”.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti