I nuovi strumenti di risparmio alla prova degli incentivi fiscali

Paolo Ludovici
Paolo Ludovici
18.7.2019
Tempo di lettura: 2'
Il "decreto crescita", da poco approvato dal Parlamento, ha regolamentato Eltif e Sis (società d'investimento semplice) per favorire il finanziamento di Pmi e startup
Il decreto n. 34/2019 (“Decreto Crescita”) interviene con due misure finalizzate a veicolare parte delle risorse del risparmio gestito a favore di start up e Pmi:

(i) da un lato, viene introdotta la figura delle società d'investimento semplice (“Sis”);
(ii) dall'altro lato, viene prevista una disciplina fiscale ad hoc per gli European long term investment fund (“Eltif”).

Le Sis rappresentano un nuovo veicolo di investimento, costituite nella forma di società di investimento per azioni a capitale fisso (“Sicaf”) e aventi per oggetto esclusivo l'investimento diretto del patrimonio raccolto in Pmi non quotate che si trovano nella fase di sperimentazione, di costituzione e di avvio dell'attività. Per Pmi si intendono le società che presentano almeno due dei seguenti parametri: (i) meno di 250 dipendenti; (ii) totale dello stato patrimoniale non superiore a € 43 milioni; (iii) fatturato netto annuale non superiore a € 50 milioni.

A fronte di alcuni vincoli – le Sis devono avere un patrimonio netto non superiore a € 25 milioni (e in ogni caso il patrimonio raccolto da ciascun “gestore” non dovrà superare € 25 milioni, anche se suddiviso su più veicoli), non devono ricorrere alla leva finanziaria e devono gestire direttamente il patrimonio raccolto – è previsto un regime semplificato rispetto a quello ordinariamente applicabile, che esclude ad esempio l'obbligo di prospetto. In base ad un recente emendamento approvato dal parlamento le Sis dovrebbero inoltre essere accessibili a tutti gli investitori (anche quelli retail) e non solo agli investitori professionali come inizialmente previsto dal decreto.

La norma non prevede nessun regime fiscale specifico e pertanto troverebbe applicazione il regime ordinario previsto per le Sicaf. In capo agli investitori della Sis è inoltre legittimo ritenere applicabile i seguenti regimi fiscali agevolativi previsti per gli investimenti indiretti in startup e Pmi innovative:

■ la detrazione Irpef, per gli investimenti effettuati da persone fisiche per un ammontare massimo pari € 1 milione, e la deduzione Ires, per gli investimenti effettuati da società per un ammontare massimo pari a € 1,8 milioni, del 30% delle somme investite a condizione che la prevalenza delle Pmi in cui investe la Sis abbiano le caratteristiche di una startup innovativa, così come definita dall'art. 25 del D.L. 179/2012 ovvero di una Pmi innovativa, così come definita dall'art. 4, comma 1, del D.L. 3/2015 (la percentuale di detrazione è peraltro destinata ad aumentare al 40% e al 50% previa autorizzazione della Commissione Ue);

■ l'esenzione integrale dei redditi finanziari derivanti dalla Sis se quest'ultima prevede di investire almeno l'85% del valore del proprio attivo in Pmi non quotate che si trovano nella fase di sperimentazione, di costituzione, di avvio dell'attività o di sviluppo del prodotto e che presentano le caratteristiche di cui all'art. 31 del D.L. 98/2011. La seconda novità riguarda gli Eltif, i fondi d'investimento a lungo termine chiusi, istituiti nel 2015 dal Regolamento (Ue) 2015/760 e introdotti nel nostro ordinamento per il tramite del Decreto legislativo n. 233/2017. Tale nuova tipologia di strumenti di investimento si caratterizza per essere accessibile anche alla clientela retail e per prevedere degli obblighi di investimento principalmente in strumenti finanziari emessi da particolari categorie di piccole e medie imprese, attive nei settori infrastrutturali, dell'energia e dei trasporti.

Gli Eltif, che fino ad oggi hanno suscitato poco interesse nel mercato italiano, provano ora ad essere “rilanciati” mediante un regime di detassazione analogo a quello previsto per i Pir. L'articolo 36-bis del Decreto Crescita – aggiunto in sede di conversione – prevede in particolare che non sono soggetti a imposizione i redditi derivanti dagli investimenti effettuati nei fondi Eltif. L'agevolazione troverà applicazione in presenza di determinate condizioni che includono l'obbligo di mantenere l'investimento per almeno 5 anni, un limite al patrimonio raccolto da ciascun gestore che non dovrà superare € 200 milioni all'anno, con un tetto di € 600 milioni nel complesso, e l'obbligo di investire almeno il 70% del patrimonio in imprese italiane o residenti in uno Stato Ue/See e aventi una stabile organizzazione in Italia, che non operano nel settore finanziario, quotate e non quotate, ma con una capitalizzazione di mercato inferiore a € 500 milioni. Il regime di favore si applicherebbe “in via sperimentale” per gli investimenti effettuati nell'anno 2020 a favore delle persone fisiche che investono negli Eltif somme per un ammontare massimo di € 150 mila annui e € 1,5 milioni complessivi. L'entrata in vigore del nuovo regime fiscale è soggetta all'approvazione della Commissione europea.
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Ha fondato L&P - Ludovici Piccone & Partners nel novembre 2014. È specializzato su tutte le aree del diritto tributario in particolare sui temi di pianificazione dei patrimoni personali e dei trust. È membro della commissione Tax and Legal in AIFI (Associazione Italiana del Private Equity e del Venture Capital), della commissione Normativa in AIPB (Associazione Italiana Private Banking) e di STEP (Society of Trust and Estate Practitioners).

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