G20, Financial stability board: aiuti solo alle imprese sane

Rita Annunziata
6.4.2021
Tempo di lettura: 3'
Secondo il Financial stability board, nella fase finale della crisi pandemica gli aiuti dovranno essere garantiti unicamente alle imprese “sane”. In grado di resistere anche nel post-covid. Ecco le opzioni sul tavolo per gestire il rebus del ritiro dei sostegni. Ignazio Visco, Bankitalia: “Attenzione a rimuoverli troppo presto”

Financial stability board: “Ritirare le misure prima che le prospettive economiche si siano stabilizzate potrebbe associarsi a rischi immediati per la stabilità finanziaria”

Ignazio Visco: “Non dobbiamo sprecare quello che abbiamo fatto l'anno scorso. Mantenere una stretta cooperazione internazionale all'interno del G20”

Secondo lo studio Covid-19 support measures, extending, amending and ending del Financial stability board, la maggior parte delle misure di sostegno all'economia dispiegate nell'ultimo anno è ancora in vigore e il loro ritiro non risulta imminente. Ma i responsabili politici dovrebbero iniziare a ragionare sulle realtà da salvaguardare. A partire proprio dall'Italia.
“Nella fase finale della pandemia, gli aiuti dovranno essere spostati verso le imprese in grado di farcela nell'economia post-covid”, si legge nel rapporto, che ribadisce tuttavia come ritirare “le misure prima che le prospettive economiche si siano stabilizzate potrebbe associarsi a rischi significativi e immediati per la stabilità finanziaria”. Rischi, aggiunge l'Fsb, che potrebbero “gradualmente accumularsi” anche qualora gli aiuti venissero “mantenuti troppo a lungo”. Le autorità hanno dunque una serie di opzioni sul tavolo per gestire questo rebus:

  • garantire che le misure vengano direzionate verso i soggetti più colpiti;

  • richiedere ai beneficiari di accettare di ricevere il sostegno piuttosto che erogarlo automaticamente;

  • rendere progressivamente meno “generosi” i termini in base ai quali viene fornito il supporto;

  • sequenziare la rimozione delle misure di sostegno piuttosto che ritirarle tutte in una volta.


“Una comunicazione chiara, coerente e tempestiva sulle intenzioni politiche può aiutare a contrarre i costi associati alla revoca dei sostegni, non da ultimo riducendo il rischio di sorprese e di improvvisi aggiustamenti nei mercati finanziari”, scrive l'Fsb. La relazione, inoltre, rileva l'importanza di un sistema finanziario “resiliente e ben funzionante” come condizione preliminare per un adeguamento regolare affinché il sostegno pubblico venga gradualmente eliminato. Anche se, ribadisce, “sono necessari ulteriori lavori per comprendere il rischio di ricadute transfrontaliere e intersettoriali dannose”.

Visco: “Attenti a rimuovere gli aiuti troppo presto”


Sulla stessa linea d'onda anche il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, intervistato dal Financial Times nella giornata del 5 aprile. “Non dobbiamo sprecare quello che abbiamo fatto l'anno scorso: una delle principali lezioni dalle crisi passate è che dobbiamo stare molto attenti a non rimuovere le misure di sostegno troppo presto”, spiega. “La campagna di vaccinazione ci permette di vedere la luce in fondo al tunnel, ma non possiamo sbagliare”, aggiunge, sottolineando come sia necessario “mantenere una stretta cooperazione internazionale all'interno del G20 per evitare che le diverse fasi della campagna nei vari paesi si traducano in eccessive divergenze delle rispettive economie”.

Decreto sostegni, in arrivo nuovi ristori ad aprile?


Intanto, restando ancora sul panorama italiano, cresce l'attesa su un nuovo provvedimento economico a sostegno di imprese e professionisti che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe arrivare entro la fine di aprile. Un pacchetto di aiuti che richiederebbe un ulteriore scostamento da 30 miliardi di euro, suddivisi tra ristori (10 miliardi), misure di liquidità per le aziende (20 miliardi), un pacchetto salva-imprese per scongiurare procedure fallimentari e concordati preventivi (a costo zero) e un'estensione del blocco agli sfratti, oltre agli indennizzi per i redditi da locazione commerciale non incassati a causa dell'emergenza.

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