Deloitte, rischi cyber e sostenibilità nel cuore delle imprese

Rita Annunziata
28.11.2019
Tempo di lettura: 3'
Cresce la cultura della gestione del rischio tra le imprese italiane ed europee. Nel cuore delle agende dei chief risk officer spiccano i rischi cyber, la protezione dei dati e la sostenibilità. Lo rivela una nuova ricerca di Deloitte

Un'impresa su due ritiene che la cultura del rischio sia diffusa in misura adeguata all'interno della propria organizzazione

Il 57% dei chief risk officer prevede che le nuove tecnologie avranno un impatto rilevante sul mercato del lavoro

Le banche e le assicurazioni sono le più organizzate in merito a una gestione integrata del rischio

Sempre più imprese considerano i rischi cyber e la protezione dei dati cruciali per il futuro, prevedendo un crescente incremento dell'attenzione nei confronti dell'implementazione dei sistemi di intelligenza artificiale e della blockchain. A rivelarlo è una nuova ricerca di Deloitte, Emerging risks across industries, che ha analizzato le inclinazioni dei chief risk officer del panorama italiano ed europeo.
La cultura della gestione del rischio è una tematica crescente all'interno delle aziende: metà degli intervistati ritengono sia ben diffusa nella propria organizzazione, mentre solo il 12% sostiene sia ancora poco sviluppata. Le realtà più attente alla tematica sono quelle attive nel settore finanziario, come le banche e le assicurazioni.

“Le realtà di questo settore mostrano una diffusa cultura della gestione del rischio abbinata a competenze significative, sviluppate dall'industria anche in conseguenza di requisiti regolamentari sempre più stringenti collegati alle recenti crisi finanziarie e creditizie”, commenta al proposito Francesco Zeigner, partner responsabile dei servizi di financial risk management di Deloitte.

La trasformazione digitale è il “problema”


Tornando ai rischi cyber, il 57% dei chief risk officer prevede che le nuove tecnologie, come l'intelligenza artificiale, avranno un impatto rilevante sul mercato del lavoro. Inoltre, il 79% sostiene che i processi di trasformazione digitale attualmente in corso siano di fatto rilevanti. Ma non solo. Anche le tematiche ambientali, sociali e di governance raccolgono i loro interessi. Gli intervistati ritengono che manchino ancora competenze in materia, mancanze di cui non si prevede una soluzione nel medio termine. Di contro, il 43% vede maggiori rischi ambientali da affrontare all'orizzonte, come terremoti o alluvioni.

Rischi finanziari? Attenzione al merito creditizio


Anche i rischi finanziari, tra cui il peggioramento del merito creditizio, riempiono le agende dei chief risk officer di oggi. Secondo la ricerca, il loro impatto sul business è rilevante, ma gli intervistati non ne prevedono un aumento nei prossimi anni. “I cambiamenti normativi a livello nazionale e internazionale rimangono un fattore d'attenzione costante nel tempo – aggiunge Alessandro Di Lorenzo, partner di Deloitte – Per il 93% degli intervistati l'introduzione di leggi a tutela dei consumatori rimane un punto di attenzione per via degli impatti organizzativi, tecnologici e finanziari la cui implementazione comporta per le aziende”.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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