Decreto sostegni ter: nuovi indennizzi in arrivo per le imprese

Rita Annunziata
21.1.2022
Tempo di lettura: 5'
Si illumina la green light del Consiglio dei ministri al decreto legge sulle misure anti-rincari e sui sostegni a favore delle attività in crisi. In arrivo indennizzi per 1,6 miliardi

Rafforzato con 100 milioni il Fondo unico nazionale del turismo, in aggiunta ai 120 milioni stanziati con la legge di bilancio

Quanto al caro bollette, sul piatto 1,6 miliardi di euro, dopo che l’esecutivo era già intervenuto sul primo trimestre 2022 con 3,8 miliardi

De Luise, Confesercenti: “Solo nei settori della ricettività, ristorazione, organizzazione viaggi e commercio sono a rischio 50mila attività economiche e 250mila lavoratori”

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge sulle misure anti-rincari e sugli indennizzi a favore delle attività colpite dall'emergenza pandemica. Un provvedimento che, in quest'ultimo caso, potrà contare su un “tesoretto” pari a 1,6 miliardi di euro. E che, stando a quanto appreso dagli organi di stampa da fonti di governo e dalla bozza del dl sostegni ter, riguarderà in particolare turismo, cultura, sport, tessile, moda, catering, eventi e wedding.
“Il governo ha riconosciuto la fase di difficoltà attraversata dall'intera industria del turismo”, ha dichiarato il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia. “È stato aumentato di 100 milioni il Fondo unico nazionale del turismo, in aggiunta ai 120 milioni stanziati con la legge di bilancio. Ed è stata accolta la nostra richiesta di dedicare una quota (40 milioni) alla decontribuzione per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali. Si poteva avere di più. Ma il meglio, talvolta, è nemico del bene”, ha aggiunto, ricordando come ulteriori interventi saranno “avviati con le risorse a disposizione del ministero”. Quanto al settore della cultura, è intervenuto il ministro Dario Franceschini, saranno stanziati 111,5 milioni di euro nel 2022.
Analizzando nel dettaglio le misure contenute nella bozza del nuovo decreto sostegni, si parla di una sospensione delle tasse per sale da ballo, discoteche e locali assimilati costretti alla chiusura fino a fine gennaio. Almeno per chi ha subito una riduzione del fatturato nel 2021 non inferiore al 30% rispetto al 2019. Quanto a hotel, agenzie di viaggio, ristoranti, bar, mense e catering, parchi divertimento, stabilimenti termali e ancora discoteche, sale da ballo e sale da giochi, ma anche musei e radio taxi, si prevede che (dal 1° gennaio al 31 marzo 2022) i datori di lavoro che sospendono o riducono l'attività facendo ricorso agli ammortizzatori sociali sono esonerati dal pagamento della contribuzione addizionale (il che ammonterebbe al 9% della retribuzione per le richieste di cig fino a 52 settimane e al 4% per chi utilizza il Fondo di integrazione salariale).

Destinati 40 milioni di euro a quattro settori: organizzatori di feste e cerimonie, ristoranti e attività di ristorazione mobile, bar e altri esercizi simili senza cucina, gestione di piscine. Ma dovranno aver registrato nel 2021 un crollo del fatturato non inferiore al 40% rispetto al 2019 e “un peggioramento del risultato economico d'esercizio in misura pari o superiore alla percentuale definita con il decreto del ministro dell'Economia e delle finanze numero 73 del 2021”, scrive Il Sole 24 Ore. Senza dimenticare il credito d'imposta al 60% per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda che spetterà alle imprese del settore turistico in riferimento ai canoni versati per ciascuno dei mesi da gennaio a marzo 2022, per risorse complessive pari a 128,1 milioni di euro.

Quanto al caro-bollette, sono stati stanziati ulteriori 1,6 miliardi di euro. Come riportato dall'Ansa, l'esecutivo “era già intervenuto sul primo trimestre 2022 stanziando 3,8 miliardi al fine di mitigare il rincaro del costo dell'energia, in particolar modo per le famiglie”. Ma con il provvedimento di oggi, interviene “nuovamente con ulteriori 1,6 miliardi, per un totale nel periodo gennaio-marzo di 5,4 miliardi”. Inoltre, ricorda Il Sole 24 Ore citando la bozza del decreto legge sostegni, dal 1° febbraio al 31 dicembre 2022 arriva un “meccanismo di compensazione” sul prezzo dell'energia prodotta da impianti a fonti rinnovabili al fine di alleggerire almeno in parte il peso degli oneri di sistema sulle bollette.

Negativa la reazione di Confesercenti, che in una nota sugli interventi varati dal governo ha ricordato come le risorse messe in campo rischino di non essere sufficienti. Anche sul fronte dei ristori. “Bene le norme sul credito d'imposta per gli affitti e sgravio per le rimanenze di magazzino e soddisfacenti anche i tagli in materia di costi energetici. Ancora nessuna risposta invece su moratoria debiti bancari e scadenze fiscali”, osserva la presidente Patrizia De Luise. “Esprimiamo infine profonda delusione per gli interventi sul fronte ammortizzatori sociali e per la mancata proroga della cassa covid-19”, aggiunge. “Solo nei settori della ricettività, ristorazione, organizzazione viaggi e commercio sono a rischio 50mila attività economiche e 250mila lavoratori. Un numero considerevole che va ad aggiungersi alle migliaia di imprese costrette a chiudere per sempre i battenti da inizio pandemia. A governo e Parlamento chiediamo di sostenere con più vigore le attività nel passaggio attraverso questa nuova fase critica. Ogni impresa chiusa e ogni dipendente senza più un lavoro sono una sconfitta per tutti”.

A pronunciarsi infine sul tema anche Roberto Capobianco, presidente di Conflavoro pmi. “L'assenza della moratoria sui prestiti alle imprese e della proroga della cassa covid per il turismo, azione che chiediamo da mesi, ci spinge a considerare il nuovo decreto uno strumento che non aiuta le pmi. L'accesso scontato al Fis non è una modalità efficiente in quanto vincolata a una burocrazia lenta e farraginosa. Sotto il profilo dei ristori e dello stop alle tasse alle attività chiuse di recente, continuiamo a ribadire la necessità del più ampio coinvolgimento possibile dei settori danneggiati, ma anche delle relative filiere, spesso in secondo piano in questa tipologia di interventi”. Quanto ai costi dell'energia, conclude, non servono “provvedimenti tampone ma un intervento che risolva in modo strutturale i gravi rincari per imprese e famiglie, lavorando al contempo su nuovi accordi internazionali in grado di spezzare la catena degli aumenti incontrollati”.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti