Crollo della marginalità delle imprese, -23% nel 2020

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Gli effetti economici e finanziari della pandemia sul tessuto imprenditoriale italiano sono visibili oggi solo parzialmente, ma faranno sentire il loro eco anche nel 2021. Secondo un'analisi di Crif, entro la fine dell'anno assisteremo a una contrazione della marginalità del 23%. Fatturato in calo del 10%

Stimata una perdita cumulata del fatturato tra il 2020 e il 2021 del -3%

I flussi di cassa saranno dimezzati, con picchi del 90% per le aziende attive nei settori a elevata incidenza di capitale circolante

“Giocheranno un ruolo di primo piano le misure varate dal governo italiano in termini di moratorie sulle esposizioni creditizie in essere e accesso al credito bancario col supporto della garanzia statale”, commenta Simone Mirani di Crif Ratings

Mentre l'Italia si incammina verso la ripartenza e una contestuale riduzione delle misure di contenimento del contagio, gli effetti economici sul tessuto imprenditoriale continuano a far sentire il loro eco. Secondo le previsioni elaborate da Crif sui dati Cribis in merito alle imprese non finanziarie, nel 2020 è atteso un crollo medio del fatturato superiore al 10%. Ma non solo.
Specialmente per alcuni settori merceologici le perdite accumulate da inizio anno saranno recuperate solo parzialmente nel corso del 2021. Di conseguenza, i ricercatori stimano una perdita cumulata del fatturato tra il 2020 e il 2021 del -3%.

La combinazione tra il blocco delle attività durante i mesi di lockdown e le tempistiche utili alla ripartenza, non solo sul lato operativo ma anche sul lato della domanda finale, gravano inoltre sulla profittabilità operativa, soprattutto per le imprese caratterizzate da “un'elevata base di costi fissi”, si legge in una nota. Di conseguenza, si prevede una contrazione dell'Ebitda (il margine operativo lordo, ndr) del 23% rispetto allo scorso anno. E anche in questo caso il prossimo anno non sarà sufficiente a recuperare integralmente il crollo.
La contrazione dei margini e l'allungamento dei tempi di incasso, inoltre, colpiranno anche il profilo finanziario delle imprese italiane, con flussi di cassa dimezzati e picchi del 90% per le aziende attive nei settori a elevata incidenza di capitale circolante. “Se alle difficoltà che le imprese si troveranno ad affrontare nei prossimi mesi si aggiunge la contemporanea esigenza di copertura del debito finanziario in scadenza nel 2020 – spiega Simone Mirani, general manager operations di Crif Ratings – in numerosi comparti emergeranno necessità finanziarie rilevanti, per far fronte alle quali giocheranno un ruolo di primo piano le misure varate dal governo italiano in termini di moratorie sulle esposizioni creditizie in essere e accesso al credito bancario col supporto della garanzia statale”.

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