Coronavirus e continuità del business: 3 rischi da gestire

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Per garantire la continuità del business, in un momento di incertezza come quello attuale, la gestione del rischio rimane un tema centrale per le aziende

L'importanza della gestione del rischio per garantire la business continuity

I tre rischi strategici da considerare secondo Hunters Group

Ai tempi del Coronavirus, una corretta gestione del rischio, è di fondamentale importanza per le aziende, che, di fronte all'incertezza, potrebbero agire in modo avventato ed errato.  Di fronte a questo scenario, Hunters Group, società di ricerca e selezione di personale, sottolinea, in una nota, l'importanza dei professionisti della gestione del rischio all'interno delle aziende, figure professionali come quella del risk analyst e il risk manager. Il Gruppo passa poi in rassegna tre rischi strategici chiave, su cui i CFO e gli altri dirigenti d'azienda dovrebbero focalizzarsi in modo particolare nel valutare l'attuale minaccia, in modo da garantire la continuità del business.

Rischio di liquidità

Il primo rischio individuato da Hunters Group, è quello relativo alla liquidità. Il Coronavirus - spiega la nota- può avere un impatto sui ricavi di un'azienda, causando rallentamenti della produzione, difficoltà nella fornitura di beni o servizi al mercato, forti cali della domanda e ritardi nei pagamenti da parte dei clienti. Gli effetti sul bilancio e i flussi di cassa, potrebbero avere conseguenze peggiori sul business dei prossimi anni, non solo nel breve termine. Secondo il gruppo, i CFO, dovrebbero pensare al futuro, rivendendo le linee di debito e credito per garantire disponibilità di liquidità.

Rischio Operativo

Il secondo rischio evidenziato è quello operativo. Il monitoraggio della Supply Chain di un'azienda - secondo Hunters Group - è di cruciale importanza in quanto consente di rispondere a interruzioni impreviste. Ritardi o blocchi (nel peggiore dei casi) nella ricezione di materiali dai fornitori possono a loro volta portare a consegne tardive ai clienti, compromettendo anche la reputazione dell'impresa. Secondo quanto riportato dalla società di head hunting, in caso di crisi, l'utilizzo di liquidità proveniente da altre parti dell'azienda per garantire la consegna puntuale ai clienti può ridurre lo stress sulla catena di fornitura.

Rischio reputazionale

L' ultimo rischio da prendere in considerazione è quello reputazionale. Revisionare, se necessario, i processi interni e la linea da tenere per le comunicazioni esterne –  conclude la nota -  può aiutare l'azienda ad evitare eventuali errori, o misunderstanding con gli investitori, in un momento caratterizzato da una sostanziale incertezza in merito alla gravità e alla durata di questa crisi.

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