Certificazione “Diversity & Inclusion”: come ottenerla e perché

Rita Annunziata
13.6.2022
Tempo di lettura: 3'
Giuseppe Lepore di Certi W spiega come ottenere la certificazione ISO 30415:2021 “Diversity & Inclusion”. E quali sono i vantaggi

Emessa dall’International organization for standardization (ISO), definisce i requisiti da rispettare per le organizzazioni che hanno volontariamente intrapreso un percorso per adottare comportamenti inclusivi

Lepore: “Ottenerla è certamente un imperativo etico e morale, ma per molte imprese oggi l’inclusione e il rispetto di tutte le diversità costituisce una vera e propria strategia di marketing. E quindi anche un obiettivo per la crescita del proprio business”

Banca Etica ha ottenuto lo scorso mese un riconoscimento per la gestione delle risorse umane secondo il nuovo standard internazionale ISO 30415:2021 “Diversity & Inclusion” sulla parità di genere e l’abbattimento delle diseguaglianze nel mondo del lavoro. Giuseppe Lepore, chief executive officer dell’organismo di certificazione e ispezione internazionale Certi W, spiega a We Wealth di cosa si tratta. E quali sono i vantaggi per le imprese certificate.


Cos’è la certificazione ISO 30415:2021 “Diversity & Inclusion”?

Emessa dall’International organization for standardization (ISO), definisce i requisiti da rispettare per le organizzazioni che hanno volontariamente intrapreso un percorso per adottare comportamenti “inclusivi”. È una norma volontaria ma anche l’unica riconosciuta a livello internazionale con l’obbligo di recepimento dagli Organismi di normazione nazionali (UNI per l’Italia, per intenderci). Una qualsiasi organizzazione che, attraverso le proprie risorse umane, fa propri i requisiti di cui allo standard potrà dare evidenza oggettiva a terze parti interessate del proprio impegno ad adottare comportamenti inclusivi per ogni diversità (genere, razza, orientamento sessuale, cultura, disabilità e così via) sottoponendosi a verifiche da parte di un organismo di certificazione indipendente per l’ottenimento e il mantenimento di una certificazione di conformità.


Come ottenerla? Quali sono i requisiti?

Prima di tutto è essenziale per l’organizzazione definire una propria politica per la D&I impegnandosi alla presa in carico dei prerequisiti e di tutto quanto previsto dalla norma ISO 30415:2021. Pertanto dovrà:

  • riconoscere la diversità, valorizzando tutte le persone individualmente e come gruppi, apprezzandone il modo in cui le diverse dimensioni della diversità si intersecano e riconoscendo che le caratteristiche demografiche e le altre caratteristiche personali possono essere protette da leggi e regolamenti;
  • governare in modo efficace, promuovendo l'impegno del top management nei confronti di diversità e inclusione attraverso l'uso di sistemi, politiche, processi e prassi inclusive;
  • agire in modo etico e socialmente responsabile, promuovendo un'occupazione produttiva e un lavoro dignitoso per tutti;
  • lavorare in modo inclusivo, consentendo e sviluppando un ambiente di lavoro accessibile e rispettoso che favorisca l'inclusione e il senso di appartenenza;
  • comunicare in modo inclusivo, rispondendo ai bisogni delle persone che entrano nell’organizzazione, relazionandosi e comunicando anche eventualmente con modalità differenti;
  • sostenere e diffondere la diversità e l’inclusione, influenzando e promuovendo attivamente l'organizzazione inclusiva anche nelle relazioni con gli stakeholder.

Solo a seguito del superamento di una verifica di terza parte, quindi imparziale e indipendente, è possibile ottenere la certificazione. Il Certificato di registrazione costituisce l’evidenza per tutte le parti interessate dell’adeguata ed efficace implementazione di prassi e politiche di inclusione di una o più diversità nell’impresa. Il mantenimento della certificazione ottenuta è subordinato poi al superamento di controlli periodici comprensivi anche di un monitoraggio dei comportamenti dell’impresa certificata sul mercato. Un processo costante attraverso verifiche sul campo e documentali, monitoraggio di segnalazioni (anche anonime) e del mercato ed eventuali verifiche senza preavviso. Tutto questo per offrire garanzie a ogni parte interessata (investitori, azionisti, dipendenti, clienti, fornitori ma non solo) sulla veridicità circa la reale ed efficace implementazione di prassi e politiche di inclusione di una o più diversità nell’impresa.


Perché ottenerla? Quali sono i vantaggi per le imprese certificate?

Certamente è un imperativo etico e morale (talvolta, e per talune aree del mondo e/o diversità, anche giuridico) ma per molte imprese oggi l’inclusione e il rispetto di tutte le diversità costituisce una vera e propria strategia di marketing. E quindi anche un obiettivo per la crescita del proprio business. La diversità diventa una leva per generare nuove idee e una fonte di sicura innovazione per l’impresa. Stando poi a una ricerca pubblicata a gennaio del 2018 da McKinsey & Company, la reale e dimostrabile inclusione delle diversità comporta un aumento degli stimoli culturali e della cultura d’impresa in genere, aumentandone la redditività. Così come tante ricerche hanno dimostrato che le imprese con una buona gestione delle diversità e che implementano prassi e politiche inclusive hanno:

  • maggiore innovazione e creatività;
  • un ottimo clima aziendale;
  • e un incremento della produttività.

Inoltre, per un’impresa ottenere la prima, unica, imparziale e indipendente certificazione del proprio processo aziendale di inclusione delle diversità può rappresentare l’acquisizione di un importante vantaggio competitivo sul mercato riguardo molteplici aspetti, riassunti con l’acronimo AAA:

  • attrattività maggiore per gli investitori. Da una recente ricerca del 2018, promossa dall’ Osservatorio per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e condotta dall’Istituto di ricerca Swg, emerge una crescita inesorabile dal 2002 del consumo responsabile. La percentuale di cittadini che dichiarano di aver fatto scelte di consumo responsabile raddoppia, salendo infatti dal 28,5% del 2002 al 63,4% del 2018;
  • attrattività maggiore per i consumatori. Gli investitori istituzionali individuano le aziende in cui investire attraverso la valutazione degli indicatori Esg (Environmental, social e governance). Molti di questi sono correlati al processo aziendale di inclusione delle diversità. Essere performanti su tali indicatori significa essere più attrattivi rispetto a investimenti di fondi pensione, d’investimento, bancari e assicurativi;
  • attrattività maggiore per i talenti. La comunicazione di tutte le migliori pratiche di inclusione delle diversità, il Diversity & inclusion management, rafforza l’immagine di un’impresa inclusiva. E la rende, al contempo, anche molto più attraente per tutti quei nuovi talenti che si affacciano al mercato del lavoro o che desiderano semplicemente cambiare la propria occupazione.


Chi ha già ottenuto la certificazione a livello internazionale? E in Italia?

Le organizzazioni che, al mondo, possono vantare oggi il possesso di una certificazione del proprio sistema di gestione delle risorse umane secondo la norma ISO 30415:2021 penso non superino le dita di una mano, anche se non esiste un database unico e ufficiale a livello internazionale. Il Gruppo Banca Etica ritengo sia il primo (sicuramente per complessità) ad avere efficacemente implementato e certificato il proprio sistema di gestione D&I delle risorse umane.


A che punto sono le banche italiane su questo fronte?

Molte dichiarano di dare valore all’inclusione, prevalentemente puntando sulla comunicazione sulla sola parità di genere dimenticandosi di tutto il resto. Ma nessuna certificazione “vera”, cioè rilasciata da un organismo di certificazione indipendente, riconosciuto e imparziale risulta ottenuta. Penso sia tanta la strada ancora da percorrere, soprattutto culturale.

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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