Bce, via alla nuova carta per la diversity: cosa prevede

Rita Annunziata
1.8.2022
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La Bce ha sottoscritto la carta per la parità, la diversità e l’inclusione a livello di sistema. Ad oggi i firmatari sono 27

Lagarde: “L’unione dei nostri sforzi costituisce un passo ulteriore verso la capacità di meglio rappresentare la diversità dei cittadini al servizio dei quali operiamo”

La carta per la diversity stabilisce principi e impegni concreti per migliorare la cultura lavorativa a livello di sistema

Garantire un ambiente di lavoro inclusivo, libero da ogni forma di discriminazione diretta o indiretta. Ma anche adottare un approccio “tolleranza zero” nei confronti di comportamenti inappropriati e attuare strategie concrete e azioni innovative per un impatto positivo sulla società nel suo complesso. Sono solo alcuni degli impegni assunti dalla Banca centrale europea e da 26 banche centrali nazionali e autorità nazionali competenti, che hanno sottoscritto e presentato la scorsa settimana la nuova carta per la parità, la diversità e l’inclusione. Un documento che stabilisce principi e impegni concreti per migliorare la cultura lavorativa a livello di sistema. E che parte dal presupposto, come sottolineato da Francoforte in una nota ufficiale, che ogni individuo goda “di pari diritti e pari dignità” e che un contesto lavorativo eterogeneo favorisca “lo sviluppo di soluzioni innovative”.


“Istituzioni più eterogenee e inclusive raggiungono risultati migliori”, spiega Christine Lagarde, presidente della Bce. “L’unione dei nostri sforzi costituisce un passo ulteriore verso la capacità di meglio rappresentare la diversità dei cittadini al servizio dei quali operiamo”. I principi, gli obiettivi e gli impegni assunti riflettono i diritti fondamentali dell’Unione europea. Quanto agli obiettivi, i 27 firmatari puntano a:

  1. riflettere la diversità delle società servite;
  2. sfruttare la diversità per migliorare luoghi di lavoro e risultati;
  3. continuare ad abbracciare luoghi di lavoro inclusivi e sicuri, privi di pregiudizi, ai quali i propri dipendenti sentano di appartenere, incoraggiati a impegnarsi pienamente nel lavoro e a sfruttare a pieno il proprio potenziale;
  4. consentire ai dipendenti di contribuire alla creazione di luoghi di lavoro inclusivi;
  5. realizzare sinergie che permettano alle istituzioni di imparare le une dalle altre al fine di avere un impatto positivo sulla società europea nel suo complesso.


Di conseguenza, i 27 firmatari si impegnano a garantire un ambiente di lavoro libero da ogni forma di discriminazione diretta o indiretta in violazione della normativa comunitaria o nazionale e ad adottare un approccio “tolleranza zero” nei confronti di qualsiasi comportamento inappropriato. Inoltre, intendono condividere conoscenze e apprendere le migliori pratiche gli uni dagli altri, ma anche istituire una Giornata annuale per l’uguaglianza, la diversità e l’inclusione. In questo contesto, l’obiettivo è quello di ottenere un impatto positivo sulla società più ampia con strategie concrete e azioni innovative, riconoscere la diversità dei luoghi di lavoro e sfruttarne il valore.


La Bce, in particolare, punta a riconoscere e valorizzare la diversità e l’unicità del proprio personale e degli stakeholder interni ed esterni; promuovere una cultura dell’inclusione con un’enfasi su rispetto reciproco ed eguali opportunità; incoraggiare la riflessione su queste tematiche; sensibilizzare i dipendenti sull’importanza della diversity; celebrare i risultati ottenuti; migliorare le proprie politiche, procedure e pratiche per sfruttare al meglio i vantaggi della diversità e dell’inclusione; offrire pari opportunità a dipendenti attuali e futuri; attrarre, assumere e promuovere talenti diversi in termini di origine, background, punti di vista e abilità; offrire opportunità di formazione in tal senso e garantire che i propri dipendenti incorporino i principi delineati all’interno della Carta nel loro lavoro quotidiano. Ad aver firmato il documento, tra gli altri, anche Banca d’Italia.

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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