Acceleratori: la marcia in più per l'ecosistema startup

Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri
23.7.2020
Tempo di lettura: 10'
Gli acceleratori svolgono importanti funzioni nella fase iniziale della vita di una startup. Abbiamo affrontato il tema con il professor Massimo Colombo, docente di imprenditorialità e finanza imprenditoriale alla School of Management del Politecnico di Milano

Il ruolo e le funzioni degli acceleratori di startup

I numeri e le voci di alcuni protagonisti del panorama italiano

“In un ecosistema imprenditoriale efficiente gli acceleratori svolgono un ruolo fondamentale, creando valore soprattutto nella fase iniziale (pre-seed, seed, e early stage) della vita di una startup”. Lo evidenzia Massimo Colombo, docente di imprenditorialità e finanza imprenditoriale alla School of Management del Politecnico di Milano, intervistato da We Wealth sul ruolo degli acceleratori all'interno del panorama delle startup.
Nella vita dell'idea imprenditoriale, spiega il professore, gli acceleratori hanno 3 funzioni fondamentali. In primis il coaching, in quanto “forniscono alla startup servizi di mentoring e supporto per far sì che l'imprenditore faccia i passi giusti e nella sequenza giusta, migliorando la sua idea imprenditoriale”. Inoltre, continua Colombo, “nel fare questa attività gli acceleratori creano anche capitale sociale per la startup mettendola in relazione con tutti gli altri attori dell'ecosistema imprenditoriale - altri imprenditori, business angel, venture capitalist - che possono aiutarla a crescere”. Infine, spiega il professore, l'acceleratore agisce come “segnale di qualità dell'idea imprenditoriale e del team”, una sorta di certificazione con cui le startup possono attirare le risorse di cui hanno bisogno.

Stando al report 2019 realizzato dal Social Innovation Monitor rispetto all'anno precedente, in Italia il numero delle startup incubate passato da circa 2400 a circa 2800 (+15%) e gli incubatori/acceleratori hanno raggiunto quota 197 (oltre un quarto del totale si trova in Lombardia).

Ecco che, se si guarda ai protagonisti del panorama Italiano non mancano le storie di successo, come Nana Bianca, lo “startup studio” nel cuore di Firenze focalizzato su progetti ad alto impatto sul mercato digitale. “Il nostro grande valore aggiunto è aver aggregato attorno a Nana Bianca una community di professionisti e innovatori che favorisce la naturale contaminazione e accelerazione delle startup all'interno del nostro ecosistema” spiega a We Wealth Alessandro Sordi, uno dei fondatori dell'acceleratore che ha messo il turbo a startup di successo come Vino75, Viralize, Depop e Tate (su cui Eni ha recentemente investito, completandone l'acquisizione del 20%). Un'altra eccellenza del mercato italiano è il PoliHub, tra i cinque migliori incubatori universitari al mondo nel ranking di UBI Global per la terza edizione consecutiva. “PoliHub è il punto di riferimento in Italia per la creazione di startup a partire dai risultati della ricerca scientifica e dalle invenzioni tecnologiche, grazie al Distretto di Innovazione del Politecnico di Milano che mette a disposizione risorse economiche, laboratori per la prototipazione ed un network di Mentor e di aziende interessate ad attivare processi di innovazione aperta'' afferma Claudia Pingue, General Manager del PoliHub.

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