Unicorni: ecco le 10 startup tech fondate da donne nel 2022

Rita Annunziata
9.9.2022
Tempo di lettura: 3'
Nel 2022 sono nati 100 nuovi unicorni, ma appena 10 hanno almeno una co-fondatrice donna. Ecco quali sono

In Europa le donne costituiscono il 52% della popolazione complessiva, ma solo il 30% delle startup vanta una guida al femminile

Le posizioni di leadership al femminile nel settore tecnologico sono cresciute nell’ultimo triennio del +20%

Sebbene le donne costituiscano il 52% della popolazione complessiva in Europa, solo il 30% delle startup vanta una guida al femminile. Ma, almeno nel settore tecnologico, qualcosa sta iniziando a cambiare. Stando ai dati Deloitte raccolti nell’ultimo report Women tech entrepreneurs di Klecha & Co. (investment bank paneuropea specializzata nel tech) le posizioni di leadership al femminile sono cresciute nell’ultimo triennio del +20% e si stima che entro la fine dell’anno una donna su quattro ricoprirà ruoli manageriali nelle principali società tecnologiche mondiali. Ma quante, invece, hanno fatto il loro ingresso nel club degli unicorni?


10 unicorni-tech lanciati da donne nel 2022

Secondo Klecha & Co. nel 2022 sono nate 100 nuove startup dalla valutazione superiore al miliardo di dollari a livello globale ma appena 10 hanno almeno una co-fondatrice donna. In cima alla classifica si posiziona Reflex solutions dalla valutazione di 5,7 miliardi di dollari, fornitore di soluzioni di information and communication technologies. Seguono Globalization Partners (4,2 miliardi), Athelas (1,5 miliardi), Livspace (1,2 miliardi), Insider (1,2 miliardi), Lead School (1,1 miliardi) e infine Veev, Stax, MinIO e Hasura dalla valutazione pari al miliardo di euro. Dominano gli Stati Uniti con cinque unicorni lanciati da donne.



Fonte: Women tech entrepreneurs di Klecha & co.


La top 3 degli unicorni con un ceo donna

Nel 2021 a fare il loro ingresso nel Crunchbase unicorn board (che raccoglie tutte le startup dalla valutazione pari o superiore al miliardo di dollari) sono state 595 società di cui 83 guidate da donne o con almeno una co-fondatrice donna. Con una valutazione pari a 3,7 miliardi di dollari, Papaya Global (piattaforma newyorkese di HR tech) è il più prezioso tra i nuovi unicorni fondati da donne. Negli ultimi tre anni, stando ai calcoli di Klecha & Co., il fatturato dell’azienda è aumentato di oltre il 300%. Market Kurly (servizio di consegna di generi alimentari con sede a Seoul e fondato da Sophie Kim) è il secondo unicorno al femminile dalla valutazione maggiore, pari a 3,3 miliardi di dollari. Sul podio anche Edith Harbaugh, valutata 3 miliardi di dollari nell’ambito dell’ultimo round di finanziamento guidato da Lead Edge Capital. Sempre nel 2021 sono sbarcati in Borsa 124 unicorni tech, di cui 19 fondati da donne.


“Il tech è il settore principe dell’innovazione e quello più aperto al cambio di un paradigma o di un bias ancestrale. Anche se i numeri sono ancora piccoli rispetto a quelli del tech al maschile, evidenziano che il ghiaccio è stato rotto”, osserva Fabiola Pellegrini, co-fondatrice e partner dell’investment bank. “Casi di successo mostrano la via alle future imprenditrici e manager e la finanza ha avviato un processo di inclusione strutturata dei criteri di diversity nei propri processi di investimento. Sono già 80 in Europa i fondi che includono questi criteri e sono convinta che l’impatto Esg (Environemental, social, governance) di tali aspetti amplierà sempre più il panorama finanziario interessato a supportare imprenditrici capaci e di successo”.

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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