I 10 settori con le maggiori potenzialità d'investimento nel 2022

Rita Annunziata
13.1.2022
Tempo di lettura: 5'
Tecnologia, servizi e fonti rinnovabili: sono solo alcuni dei settori sui quali i ceo delle società quotate su Euronext Growth Milan (ex Aim Italia) intravedono le maggiori potenzialità d'investimento nei prossimi mesi. Tutti i dati nel nuovo report di Ir Top Consulting

L’analisi è stata condotta su 73 ceo, il 42% delle società quotate su Euronext Growth Milan, rappresentativo di una capitalizzazione pari a 4,8 miliardi di euro

Lambiase: “Sulle prospettive future pesa ancora la variabile covid: il 71% degli amministratori delegati ritiene che gli impatti andranno monitorati nei prossimi mesi”

Sebbene da un lato la pandemia abbia messo a nudo le carenze del sistema economico globale, nelle parole di Anna Lambiase (ceo di Ir Top Consulting che ha introdotto la nuova survey della boutique finanziaria sulle prospettive per il 2022 dei ceo delle società quotate su Euronext Growth Milan), dall'altro ha anche “scatenato l'energia e la creatività dei leader impegnati a cercare soluzioni durature a questi problemi”. Con particolare riferimento al mondo delle piccole e medie imprese. Una reazione che ha spinto il 97% degli amministratori delegati a prevedere una crescita dei ricavi nel 2022. E a guardare all'Italia come paese prioritario per il proprio business, scavalcando Usa, Spagna e Francia.
Nel dettaglio, il 55% dei 73 ceo intervistati (rappresentativi del 42% delle società del mercato di Borsa Italiana dedicato alle pmi con una capitalizzazione pari a 4,8 miliardi di euro) si attende una crescita dei ricavi nei prossimi mesi compresa tra il 10 e il 30%. Il 22% parla di una crescita superiore al 30% e il 20% fino al 10%. I settori nei quali intravedono le maggiori potenzialità di investimento sono tecnologia (19%), servizi (17%), energetico e fonti rinnovabili (11%). Seguono cibo e bevande, manifatturiero, moda e lusso e finanziario (9%), media e intrattenimento (6%), telecomunicazioni (5%), chimico (3%), beni e servizi sanitari (2%) e sanitario (1%). Guardando invece alle prospettive sull'economia mondiale, il 40% dichiara che le aree su cui investire nel futuro siano quelle dell'innovazione, della sostenibilità e dell'internazionalizzazione.
Nello scenario post-covid, inoltre, la maggior parte si ritiene fiduciosa rispetto all'andamento del proprio business (nutrendo aspettative “positive” nel 74% dei casi o “molto positive” nel 20%). L'80% crede che nei prossimi mesi un maggior numero di investitori possa nutrire interesse nei confronti del rispettivo titolo azionario, anche se non manca un 14% di chi si definisce “incerto” su questo fronte. Sulle prospettive future, ricorda Lambiase, pesa ancora la variabile covid. Al punto che “la percezione che gli effetti della pandemia potrebbero protrarsi nei mesi a venire interessa il 71% dei ceo intervistati, che ritiene che i suoi impatti andranno monitorati nei prossimi mesi”.

In questo contesto, un campione di 23 società (il 16% degli intervistati) conferma l'Italia come il paese più interessante per lo sviluppo del proprio business, seguita da Stati Uniti (14%), Francia (9%) e Spagna (9%). A stretto giro la Cina, con l'8%. Per quanto riguarda i potenziali effetti sul business del Piano nazionale di ripresa e resilienza, la maggior parte dei ceo italiani si appella alla cautela e non si attende alcun impatto significativo sulle diverse aree d'intervento. Tuttavia, il 68% prospetta conseguenze rilevanti per lo sviluppo e la ripresa della propria attività. Infine, il 64% afferma che l'andamento dell'economia sta influenzando positivamente il proprio business, mentre il 10% ritiene che lo stia influenzando negativamente.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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