Investitori temono l'Ucraina, ma in pochi cambiano il portafoglio

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Alberto Battaglia
16.3.2022
Tempo di lettura: 5'
Un nuovo sondaggio Usa ha evidenziato come uno degli effetti del conflitto ucraino sia aver incoraggiato l'investimento in criptovalute

Per il 73% degli intervistati il conflitto in Ucraina avrà un impatto negativo sull'economia americana e il 66% dichiara di temere gli effetti sulle finanze quotidiane. Solo il 14% degli americani, però, ha rivisto le strategie di investimento dopo lo scoppio della guerra

Sono alcune delle evidenze emerse da un nuovo sondaggio condotto da Psb Insights per conto di Massachusetts Mutual Life Insurance

Fra gli investitori americani la percezione che il conflitto in Ucraina peggiorerà le condizioni economiche è largamente diffusa e, già prima dell'invasione, la loro capacità di risparmiare si stava riducendo. Tuttavia, solo una piccola minoranza ha deciso di intervenire apportando modifiche al proprio portafoglio o alla strategia d'investimento, confidando forse su un effetto-Ucraina di durata limitata.

Sono alcune delle evidenze emerse da un nuovo sondaggio condotto da Psb Insights per conto di Massachusetts Mutual Life Insurance, nel quale sono stati intervistati due campioni di americani: il primo raggiunto fra il 18 e il 22 febbraio, composto da mille adulti e un secondo gruppo fra il 4 e il 7 marzo, successivamente all'invasione russa, composto da altri 500 maggiorenni.

Per il 73% degli intervistati il conflitto in Ucraina avrà un impatto negativo sull'economia americana e il 66% dichiara di temere gli effetti sulle finanze quotidiane. Allo stesso modo, quasi un americano su due (45%) ritiene che il contesto geopolitico inciderà sul suo stile di vita e sulle sue abitudini di spesa nei prossimi mesi.

Nonostante tutte queste preoccupazioni, solo il 14% degli intervistati ha deciso di intervenire sulle sue strategie d'investimento; più nel dettaglio, l'ha fatto il 17% degli uomini e il 10% delle donne. Coerentemente, solo il 22% degli americani dice di essere stressato per il fatto che le proprie finanze siano in diminuzione, il 9% meno rispetto all'aprile 2020. La causa di questo ottimismo può risiedere nel fatto che, per buona parte degli americani, la solidità finanziaria è aumentata rispetto ai tempi pre-covid. Il 15% degli intervistati, infatti, ha dichiarato che il suo reddito è aumentato dall'inizio della pandemia, mentre solo il 19% quest'anno ha lamentato una diminuzione delle entrate (era un ben più amplio 40% a dirlo nel 2020).

Fra le conseguenze concrete del conflitto in Ucraina sulle strategie d'investimento è interessante notare come il 18% degli uomini abbia affermato che questo evento ha reso più probabile l'investimento in criptovalute (contro il 9% delle donne).

Prima ancora dello scoppio della guerra in Ucraina, nei tre mesi precedenti, l'inflazione si era già fatta sentire sulle tasche dei risparmiatori: il 30% degli intervistati non era stato in grado di risparmiare denaro, la maggior parte delle donne (57%) ha risparmiato meno di 500 dollari, semmai (contro il 34% degli uomini) e solo il 12% del campione ha risparmiato tra i 1000 e 1500 dollari negli ultimi tre mesi. Di conseguenza, quasi la metà degli americani ha detto di aver superato il proprio budget per la spesa alimentare dall'inizio dell'anno, e il 40% ha recentemente attinto ai risparmi.

"Il conflitto in Ucraina e il suo impatto sull'inflazione già alta sta costringendo i consumatori statunitensi a rivalutare le loro finanze e a posizionarsi per affrontare potenziali turbolenze economiche future", ha detto Michael Fanning, responsabile di MassMutual US, in una dichiarazione, "chi è riuscito a costruire buone abitudini finanziarie e a puntellare le sue finanze durante la pandemia sarà meglio posizionato durante quello che potrebbe essere un periodo transitorio".

Da questo sondaggio quella millennial risulta la generazione più propensa a dare la priorità al risparmio e al pagamento del debito. Assieme alla GenX, quella millennial è anche la fascia che più ha reagito all'inflazione: il 67% dei componenti di queste generazioni afferma di aver ritardato acquisti importanti a causa dell'aumento dei prezzi, contro il 52% dei membri della GenZ e il 44% dei Baby Boomer.
Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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