Grecia, finisce il bailout inizia la danza

Livia Caivano
Livia Caivano
20.8.2018
Tempo di lettura: 3'
Si conclude ufficialmente il piano di salvataggio predisposto nel 2010 da Unione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale per evitare l'uscita della Grecia dall'Euro

Si chiude il terzo e ultimo round di aiuti iniziati otto anni fa

Sono 288,7 i miliardi che Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale hanno complessivamente speso per la causa greca

Secondo il Primo Ministro Tsipras “l'economia greca è in leggera ripresa” e la disoccupazione è scesa per la prima volta dall'inzio della crisi sotto il 20%

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando il contrastato (ex) premier George Papandreou accettava il salvagente lanciato dalle istituzioni internazionali: la Grecia è oggi un paese molto diverso, rinvigorito ma non rinato. Segnata dall'austerità, Atene naviga ora in acque migliori da quando il piano è iniziato, ma l'economia è ancora molto fragile. Molte le misure alle quali il Governo ha dovuto ricorrere per rispettare i vincoli della Troika: aumento delle imposte, revisione del sistema pensionistico, riduzione dei salari pubblici, controllo sui capitali. Severissimo il giudizio dell'opinione pubblica.

La Grecia è ora pronta a nuotare da sola ma si impegna a mantenere il livello dell'avanzo primario, il saldo tra le entrate e le uscite del bilancio, al 3,5% per altri quattro anni e del 2,2% fino al 2060. Un cuscinetto da 15 miliardi, deciso dai Paesi dell'area euro, rimane a proteggere i conti greci fino alla scadenza del debito (nel 2020) in attesa di nuovi capitali per finanziare il debito.

Secondo il Primo Ministro Alexis Tsipras è arrivato il momento di “abbandonare la spinosa strada dei memorandum e dell'austerità estrema”, ma non di dimenticare l'aiuto ricevuto. “Se torniamo indietro da ciò che abbiamo accettato, ora o in futuro, i mercati si arrenderanno e non saremo in grado di rifinanziare i prestiti in scadenza in modo sostenibile”, gli fa infatti eco il governatore della Banca Centrale Greca, Yannis Stournaras. Dall'inizio del piano di assistenza finanziario europeo "il Paese per la prima volta sta in piedi da solo", ha sottolineato Mario Centeno, presidente del consiglio del Meccanismo di stabilità europeo. Rimane ora da vedere se la Grecia sarà in grado di mantenere le promesse fatte e di convincere gli investitori a comprare parte del debito.

Area Euro fuori pericolo?


"La conclusione del programma di stabilità segna un momento importante per la Grecia e per l'Europa", ha detto il presidente della Commissione Europea Jean - Claude Juncker, "i greci cominciano ora un nuovo capitolo". Sotto l'occhio vigile dei creditori, però, che sottoporranno i conti pubblici a un severo monitoraggio trimestrale. "La conclusione del programma di sostegno alla stabilità è una buona notizia per la Grecia e per l'Eurozona. Per la Grecia, segna l'inizio di un nuovo capitolo dopo otto anni molto difficili. Per l'Eurozona, traccia una linea simbolica sotto una crisi esistenziale", ribadisce il commissario europeo all'economia Pierre Moscovici che si dice sicuro: “Le vaste riforme condotte hanno gettato le basi per una ripresa sostenibile”.

Non tutti però si sentono pronti a dare per salva l'area Euro. Il Wall Street Journal questa mattina si chiede se "il completamento del salvataggio greco potrebbe chiudere la crisi dell'Eurozona”. Le recenti ondate di populismo sembrano mettere per l'ennesima volta in discussione la stabilità della moneta unica. “Gli scossoni sul debito italiano suggeriscono – scrive il WSJ - che la fuga di capitali da un Paese europeo potrebbe ripetersi. Le scosse di mercato rivissute la scorsa settimana sul debito italiano e i nuovi attacchi contro l'establishment europeo da parte dei politici a Roma suggeriscono che lo spettro di una destabilizzante fuga di capitali da un paese della zona euro potrebbe verificarsi di nuovo. Un primo test arriverà questo autunno, quando il nuovo governo populista italiano dovrà presentare la legge di bilancio e spiegare come coprirà le sue costose promesse agli elettori". Il vice premier Matteo Salvini, però, non teme il giudizio dell'Europa: «Questo governo è partito da due mesi e mezzo, facendo cose giuste e l'apprezzamento degli italiani è ai massimi storici. Noi — precisa il leader della Lega — siamo contenti, ma c'è qualcuno che è meno contento, perché se con questo Governo l'Italia dimostra di non dipendere dai soliti poteri forti, dai banchieri, dai finanzieri, quelli sono terrorizzati perché allora potrebbero farlo anche altri Paesi».

Se allora davvero i cugini europei «cercheranno in ogni maniera di stroncare l'esperimento italiano con il debito pubblico, lo spread, il declassamento delle agenzie di rating, i richiami e le penalità”, vedremo come il Governo saprà rispondere.

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