Def, una manovra dalla coperta corta

Livia Caivano
Livia Caivano
28.9.2018
Tempo di lettura: 5'
Approvata nella notte tra il 27 e il 28 ottobre la nota di aggiornamento del Def: l'accordo è stato raggiunto sull'innalzamento del rapporto deficit/pil al 2,4%. Perché aumentiamo il debito e come pensiamo di ripagarlo?

Scongiurato il rischio delle dimissioni del Ministro Tria che aveva minacciato di abbandonare l'incarico in caso di superamento del tetto dell'1,6% nel rapporto defici/pil

Festeggiano Lega e Movimento 5Stelle

Non apprezzano i mercati: lo spread si allarga fino ai 270 punti base

Il punto di partenza del Tesoro, il tetto massimo del deficit all'1,6%, sul quale l'intero Ministero aveva promesso battaglia, avrebbe garantito al Def di disinnescare le clausole di salvaguardia e poco altro ancora. Lega e Movimento 5 Stelle sono riusciti a forzare le barricate e a ottenere l'introduzione delle misure promesse in campagna elettorale. Su tutte, reddito di cittadinanza, flat tax e il superamento della legge Fornero.

Le misure



  • annullamento degli aumenti dell'Iva da 12,4 miliardi previsti per il 2019

  • introduzione del reddito di cittadinanza e della pensione minima a 780 euro per 6,5 milioni di persone circa: stanziamento di 10 miliardi circa

  • parziale superamento della legge Fornero con possibilità di usufruire del pensionamento anticipato: la cosìddetta ‘quota 100' aprirà una nuova finestra per i pensionamenti anticipati senza il requisito anagrafico

  • prima fase dell'introduzione della ‘flat tax' tramite l'innalzamento delle soglie minime per il regime semplificato di imposizione su piccole imprese, professionisti e artigiani. La previsione è che il numero di aliquote venga ridotto inizialmente da cinque a tre, poi due nel 2021. Gradualmente si arriverà quindi all'aliquota unica al 23% per i redditi entro i 75 mila euro annui e al 33% ai di sopra di questo valore, entro la fine della legislatura

  • taglio dell'Ires, l'imposta sugli utili d'impresa, per le aziende che reinvestono i profitti e assumono lavoratori aggiuntivi

  • programma di manutenzione straordinaria della rete viaria e di collegamenti italiana a seguito del crollo del ponte Morandi a Genova: in qualità dell'eccezionalità dell'evento, il Governo intende chiedere alla Commissione europea il riconoscimento della flessibilità di bilancio

  • ristoro dei risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie: stanziamento di 1,5 miliardi


Coperture



  • si prevede che una parte delle risorse arriverà dall`abolizione delle pensioni d'oro

  • istituzione di una ‘task force' per realizzare procedure più celeri ed efficienti, “rivedendo laddove necessario la recente normativa sugli appalti e valorizzando anche la modalità del partenariato pubblico-privato"

  • meccanismo per la risoluzione dei contenziosi in essere con Equitalia per cifre inferiori a 100.000 euro: stando ai primi calcoli il condono dovrà raccogliere almeno 14 miliardi di euro, oppure il deficit crescerà ancora, fino ad arrivare al 3 per cento

  • ricorso al deficit, quindi all'intervento degli investitori, per circa 30 miliardi di euro


Queste disposizioni sono ancora modificabili e condizioneranno largamente la manovra economica che Governo e Parlamento dovranno approvare entro dicembre. Nel frattempo, però, la Commissione Europea dovrà esprimersi nel merito e sono in molti a ritenere che non potrà che rigettarle. In questo caso il Governo avrà tempo ancora fino al 21 dicembre per apporre le modifiche richieste. In caso contrario, come successe nel 2013 con il Governo Letta, verrà aperta una procedura per deficit eccessivo nei confronti dell'Italia.

Il giudizio degli analisti



  • Amundi


"La reazione immediata dei mercati è stata piuttosto marcata, con lo spread sul Btp in aumento a 270 bp e con perdite sul mercato azionario nell'ordine del 4%, in questo momento, e un settore bancario particolarmente penalizzato.

Sui titoli del debito pubblico italiano abbiamo un posizionamento neutrale. Questi movimenti di breve termine riflettono l'aggiustamento delle aspettative del mercato (che secondo noi erano troppo positive), ma andando avanti ci aspettiamo che l'analisi sull'Italia possa diventare più critica e che aumenti il premio per il rischio richiesto sugli asset italiani rispetto ad altri mercati europei, in ragione dell'incertezza sulla politica fiscale. Gli investitori non domestici sono già cauti sul debito italiano e non ci aspettiamo ulteriori rilevanti peggioramenti in questo ambito nel breve termine. Tuttavia, i mercati osserveranno con attenzione le modalità di copertura della legge di bilancio per comprenderne i possibili impatti sul debito e sulle dinamiche di crescita".

  • Schroders


"Nel breve termine, ci aspettiamo che gran parte degli investitori torneranno a sostenere l'Italia. Nonostante tutte le turbolenze, il Governo mira ad allentare leggermente la politica fiscale e in una fascia tollerata dai mercati. Inoltre, i rendimenti offerti dall'Italia saranno difficili da ignorare, soprattutto quando gli investitori europei si troveranno ad avere poche altre occasioni di ottenere guadagni decenti. Ci aspettiamo che lo spread tra i bond italiani e quelli tedeschi si riduca nei prossimi mesi e che il flusso di notizie diventi più neutrale.

Assisteremo probabilmente al ritorno di un senso di calma, anche se il problema continuerà a persistere. Il Governo italiano non è diventato improvvisamente una coalizione di conservativi con idee fiscali liberali. La pantomima politica probabilmente si ripeterà ancora di questi tempi l'anno prossimo, quando si starà lavorando al bilancio 2020. Intanto, l'Italia rimarrà vulnerabile a qualsiasi colpo alla crescita, che sia di tipo ciclico o che si tratti di uno shock.

Sul lungo termine, siamo ancora preoccupati della sostenibilità dei finanziamenti pubblici italiani. Dati demografici poco incoraggianti, l'assenza di investimenti e una debole crescita della produttività causeranno probabilmente una stagnazione dell'economia che durerà per i prossimi decenni. Il debito probabilmente diventerà un problema ed essendo bloccata all'interno dell'unione monetaria, l'Italia non ha la possibilità di svalutare la moneta o di manipolare i rendimenti dei propri Titoli di Stato".

  • Columbia Threadneedle Investments


"La prospettiva di un'uscita dell'Italia dall'Eurozona sarebbe stata impensabile qualche anno fa; a nostro avviso, è comunque una prospettiva che continua ad essere improbabile (ma che non è più impossibile da immaginare, se consideriamo il successo dei movimenti euroscettici in questo Paese). La nostra preoccupazione principale al momento è il possibile deteriorarsi ulteriore del contesto economico: il vero rischio per l'Italia potrebbe materializzarsi quando, senza sufficienti riserve strutturali per abbassare la crescita dei tassi, la dimensione del surplus primario richiesto per stabilizzare il rapporto debito/pil potrebbe diventare irraggiungibile.

C'è sempre tempo per ripensare ad un bilancio eventualmente più conservativo prima che il disegno di legge venga presentato alla Commissione Europea il mese prossimo, e la nostra opinione è che l'attuale governo possa smettere di flirtare con la prospettiva di una uscita dall'Eurozona. Ma questa volatilità non aiuta di certo il sentiment nei confronti dell'Italia e permane anche il rischio che possibili downgrade da parte delle agenzie di ratings possano aggravare ulteriormente la crisi. Columbia Threadneedle Investments mantiene comunque per ore una posizione neutral".

 

 

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