Nuova consulenza indipendente, protagonisti a confronto

Livia Caivano
Livia Caivano
21.10.2018
Tempo di lettura: 3'
In occasione del Fee Only Summit 2018 organizzato da Consultique a Verona, i protagonisti dell'industria si sono confrontati per capire cosa cambia con l'apertura del mercato ai consulenti indipendenti

Dallo scorso luglio l'Ocf può accogliere nuove iscrizioni

80 circa le nuove iscrizioni all'albo

Attese per fine anno un altro centinaio

Le iscrizioni all'albo sono ancora in corso, ma il bacino dell'industria è potenzialmente di oltre 1000 consulenti. Sul palco del convegno di Verona, Ocf, Assoreti, Nafop e Consultique hanno provato a fare il punto sul mondo della (nuova) consulenza indipendente.

Iscrizione all'albo


Partiamo dai numeri. “Sono circa 80 le nuove richieste di iscrizione, 70 di consulenti e 10 di società”, riporta il presidente dell'Ocf Carla Rabitti Bedogni, riferendosi ai consulenti indipendenti che da metà luglio ad oggi hanno presentato richiesta di iscrizione all'albo. "Numeri non ancora significativi", precisa però Luca Mainò, co-fondatore di Consultique. "Uno studio Ocf del 2016 che indagava sui consulenti indipendenti interessati all'eventuale iscrizione, dice che sono in realtà potenzialmente 1500. Sappiamo che entro fine anno ne arriveranno almeno altri 100, poi c'è tutto il mercato nuovo che aspettiamo per i primi mesi del 2019". “Sarebbe però opportuno che chi vuole (ancora) iscriversi presenti domanda entro il 30 novembre”, precisa Bedogni. Perché questa scadenza? Dopo l'accoglimento della domanda sono necessari 180 giorni circa per analizzare la pratica. “Da quel momento – dall'inizio della fase istruttoria, ndr - il consulente finisce in un limbo, dovrebbero fermarsi e smettere di operare fino a pratica conclusa. Ocf ha fatto presente al Ministero dell'Economia e delle Finanze che sarebbe opportuno emanare una norma che permettesse di continuare a prestare attività in attesa della pronuncia. Ma questo sarà possibile solo per le domande pervenute entro fine novembre”. In merito, rassicura Cesare Armellini, presidente Nafop, “abbiamo ricevuto rassicurazioni da parte del Mef sul fatto che la norma arriverà. Lo scopo è anche quello di non danneggiare consumatore che si avvale del consulente indipendente, che non può rimanere senza advisory”.

Dopo undici anni di limbo normativo, i consulenti indipendenti sono infine vicini al pieno riconoscimento. “E' un obiettivo che abbiamo perseguito perché vogliamo mercato aperto a più soggetti e più trasparente”, precisa Mauro Rufini, responsabile nazionale dei lavoratori autonomi del settore finanziario della Felsa-Cisl.

Ocf vigila sull'attività degli iscritti


“Un servizio vigilato è un servizio competitivo”, precisa il presidente di Assoreti Marco Tofanelli a proposito del potere di vigilanza di Ocf. “Poter dire di essere iscritto a un albo è garanzia di affidamento perché un cliente il cui consulente non ha la copertura dell'albo è maggiormente esposto”. Ma cosa riguarda esattamente il monitoraggio? “A differenza dei consulenti abilitati fuori sede, che hanno alle spalle un brand che vigila sul loro operato, chi svolge l'attività in proprio è scoperto. Diventa quindi fondamentale la vigilanza preventiva: verrà richiesta la trasmissione periodica all'Ocf di un set dati (il cui contenuto è stato studiato con le associazioni di categoria). Un algoritmo verificherà ciò che è considerata ‘attività tipica', per vedere se ci sono scostamenti quindi anomalie”.

Requisiti


Quali caratteristiche deve avere il consulente indipendente? Professionalità: il consulente deve garantire una ‘congrua' e ‘ampia' offerta di prodotti, ma senza avere rapporti con le emittenti tali da condizionare il rapporto-consulente. Requisito indispensabile è poi l'onorabilità, così come la patrimonialità: si richiedono 1-1,5 milioni per il cliente singolo, fino a 5 milioni per le società. Infine i requisiti organizzativi. Nella domanda è necessario presentare una relazione che descriva struttura e modalità con cui si svolge il servizio di consulenza.

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