Bce, poche sorprese e dito puntato contro l'Italia

Livia Caivano
Livia Caivano
13.9.2018
Tempo di lettura: 3'
Tassi invariati e riduzione dell'acquisto dei titoli di stato da ottobre: nessuna sorpresa dalla conferenza stampa di Mario Draghi. Arriva invece il monito di Moscovici all'Italia: “Mi aspetto una legge di bilancio solida”. E nel frattempo i rendimenti dei Btp italiani salgono
Nessuna sorpresa dalla riunione della Bce di questa mattina. Nella conferenza presieduta dal presidente Mario Draghi sono state confermate le decisioni dell'ultima riunione e riviste di molto poco le stime di crescita. Italia al centro del dibattito e Pierre Moscovici lancia l'allarme, per l'Eurozona l'Italia è un problema. Nel frattempo il Tesoro ha collocato 7,75 miliardi di euro di Btp e i rendimenti sono in ascesa. Sui titoli in scadenza nel 2021 il tasso di interesse è aumentato di 10 punti base rispetto al precedente collocamento. L'aumento si fa ancora più sensibile sui Btp a sette anni, che dal 2,31% salgono al 2,55%.

Tassi di interesse


Nessuna sorpresa dalla riunione della Bce di questa mattina. “Abbiamo deciso di mantenere invariati i tassi di interesse – ha commentato Mario Draghi in conferenza stampa - continuiamo a credere che rimarranno ai livelli attuali fino all'estate del 2019 e in ogni caso finchè sarà necessario per assicurare una convergenza stabile dell'inflazione verso i livelli target".

Politica monetaria


Anche sul fronte Qe arrivano conferme. “Dall'inizio di ottobre”, precisa il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi nella conferenza stampa seguita alla riunione del board, "ridurremo il ritmo di acquisto di asset a 15 miliardi di euro al mese. Se i dati in arrivo confermeranno il nostro outlook sull'inflazione di medio termine, metteremo fine agli acquisti netti". Il presidente ha anche ribadito l'intenzione di "reinvestire i rimborsi principali degli asset acquistati" nel periodo del Qe per un lungo periodo anche una volta terminati gli acqusti.
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Mario Draghi - presidente Banca Centrale Europea

Crescita economica


Le proiezioni della Bce sulla crescita dell'economia dell'Eurozona vengono riviste leggermente al ribasso per l'anno in corso e il prossimo, "principalmente a causa di una più debole componente della domanda esterna". Le stime prevedono quindi un aumento del Pil del 2% nel 2018 e dell'1,8% nel 2019, entrambe lo 0,1% in meno. Le stime sul 2020 sono invece invariate e vedono una crescita dell'1,7%.

Inflazione


Non cambiano poi le proiezioni sull'inflazione, che rimangono invariate per il 2018, 2019 e 2020, all'1,7% su base annua. “L'incertezza sull'inflazione sta diminuendo – ha precisato Draghi – Il suo valore sottostante dovrebbe accelerare verso la fine dell'anno e nel medio termine, supportate dalle nostre misure di politica monetaria, dalla continua espansione economica e della crescita dei salari. Vediamo una convergenza dell'inflazione verso il target e siamo fiduciosi sull'andamento dei prezzi”.

Situazione Italia


L'Italia è un problema nella zona euro”, ha proseguito il meno ottimista il commissario europeo agli Affari Economici, Pierre Moscovici, durante una conferenza stampa a Parigi. “In Europa c'è un problema che è l'Italia ed è proprio questo il tema su cui mi voglio concentrare", ha aggiunto. “Mi aspetto un bilancio credibile dal Paese". Gli risponde Mario Draghi: “Va ricordato che il Governo italiano ha detto che rispetterà le regole. Certo, sono state dette tante parole negli ultimi due mesi – ha proseguito il presidente – e queste non hanno fatto che danneggiare il Paese. Adesso aspettiamo i fatti”.

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