B20, il mondo ha bisogno del dialogo tra pubblico e privato

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
8.10.2021
Tempo di lettura: 5'
Yellen, Lagarde, Elkan, Bezos. Governi e imprese si sono trovati in occasione del B20 a ribadire l'importanza di far fronte comune innanzi alle sfide che aspettano il mondo nei prossimi anni
Il futuro si scrive oggi. E mai come oggi questa massima è vera. All'orizzonte si prospettano per il mondo infatti diverse sfide, dal cambiamento climatico alla salvaguardia della salute, passando dai temi di sostenibilità sociale. L'intervento delle autorità è premessa, quello del settore privato è necessità. È quanto emerso dal summit B20, tenutosi tra il 7 e l'8 ottobre, ospitato da Confindustria e presieduto da Emma Marcegaglia. Nel corso della seconda giornata sono intervenuti esponenti autorevoli di ambo le parti: Yannet Yellen e Christiane Lagarde, per il pubblico, John Elkann e Jeff Bezos, per le imprese – solo per citare i nomi più altisonanti.
Ad aprire i lavori del secondo giorno del B20 è stato il presidente del Consiglio Mario Draghi, che ha da subito ribadito l'importanza della collaborazione tra imprese e governi per affrontare il cambiamento climatico, alla luce del fatto che i paesi del G20 sono responsabili del 75% delle emissioni globali. "La presidenza italiana del G20" lavora per un impegno "collettivo”. Abbiamo bisogno di finanziamenti privati su larga scala, insieme a maggiori investimenti pubblici, per accelerare la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio. Le aziende sono esattamente al centro della transizione ecologica. Dovrete cambiare la vostra struttura produttiva, adattarvi alle nuove fonti di energia e i governi sono pronti a supportarvi".
La risposta alla crisi non è stata convenzionale e così non lo è stata la ripresa economica” ha commentato Cristine Lagarde che ha messo in guardia “se da una parte è vero che è dal 1975 che non si verifica una ripresa economica così sostenuta – ci aspettiamo il ritorno del pil al livello precedente la pandemia già alla fine del 2021, tre trimestri prima di quanto previsto lo scorso dicembre – dobbiamo stare molto attenti a gestire la ripresa. Il repentino aumento della domanda ha creato delle forti pressioni sull'offerta”. A fare eco alla Lagarde è Jannet Yellen, che ribadendo l'outlook positivo per l'economia ha sottolineato come la pandemia abbia accentuato il divario tra paesi avanzati e non. Infine il segretario al Tesoro americano si è soffermata sulla global minum tax, accogliendola come una misura essenziale per fermare la “race to the bottom” ormai in atto da quattro decadi. Per quanto riguarda l'inflazione, per Cormann, segretario generale dell'ocre, è temporanea. "Non ci attendiamo una spirale tra prezzi e salari. Siamo invece preoccupati dalle ricadute che i rincari dell'energia possono avere sull'economia.

Nella seconda parte della conferenza sono poi intervenuti, tra gli altri, John Elkan, amministratore delegato di Exor, e Jeff Bezos, fondatore di Amazon. Il primo ha accesso i riflettori su due temi di grande rilievo, al centro dell'agenda del B20. “I nostri sforzi sono rivolti in particolare su come aumentare la partecipazione delle donne al mondo del lavoro e su come raggiungere il prima possibile le emissioni zero, obiettivo fondamentale per la lotta al cambiamento climatico. Su ognuno di questi temi abbiamo definito dieci priorità” ha spiegato Elkan. Infine Bezos ha ribadito l'importanza dell'impegno anche del settore privato nella lotta per la salvaguardia del mondo. “Le cose stanno molto peggio di quello che pensavamo, ma con collaborazione di tutti ce la possiamo fare” ha affermato Bezos che ha fatto riferimento anche alla sua recente esperienza in orbita: "Vista dalla terra l'atmosfera sembra vasta, ma dallo spazio sembra sottile e delicata. Il mondo naturale non è meglio oggi di quanto lo fosse 500 anni fa. Possiamo tornare a quel mondo, ma richiederà l'impegno di governi, imprese e società civile".

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