Widiba, arriva la data intelligence per una consulenza “aumentata”

Pieremilio Gadda
Pieremilio Gadda
18.8.2021
Tempo di lettura: 5'
La nuova dimensione del wealth tech passa anche per le notifiche che il banker riceve in automatico al verificarsi di determinati comportamenti del cliente. “Così i dati diventano uno strumento formidabile di sviluppo commerciale”. Marco Marzia, dg di Banca Widiba, racconta le nuove frontiere dell'innovazione al servizio dei consulenti

Digitalizzazione e consulenza patrimoniale, allargata a tutti i bisogni finanziari della famiglia e dell’azienda: sono i pilastri su cui Banca Widiba ha sviluppato il proprio modello di business.

Le masse complessive hanno superato i 9,4 miliardi di euro. La squadra di consulenti finanziari comprende 525 banker, a supporto di 314mila clienti

Il 67% degli accessi alla banca avviene via smartphone. “Ma non siamo una mobile bank”. Essendo nata nel 2014, è tra i pochi operatori della consulenza finanziaria che possono vantarsi di essere nativi digitali.

“E questo ci ha permesso di sviluppare la nostra piattaforma ex novo, con una struttura di costi molto snella. Ma il nostro modello non è totalmente digital, né (tantomeno) 100% fisico”. Secondo il direttore generale Marco Marazia è un errore cercare di incasellare Banca Widiba in categorie troppo rigide. Del resto, la stessa pandemia ha reso molto più labile il confine tra fisico e digitale. Anche per chi di mestiere fa il consulente finanziario.

Tecnologia e fattore umano

“Ha più senso ragionare sui bisogni: quelli semplici, come i pagamenti, possono essere delegati alla tecnologia, perché sono una commodity, sono e saranno aggrediti da altre industrie. Quelli complessi, investimenti, credito, protezione, richiedono un approccio diverso: competenza e supporto umano restano imprescindibili. Anche quando si interagisce attraverso il canale digitale e un sistema di web collaboration”.

È un modello che nel 2020 ha funzionato, nel susseguirsi di lockdown e riaperture, a intermittenza: Banca Widiba ha chiuso l'anno con una raccolta netta di 792 milioni di euro contro i 118 milioni del 2019 e i 169 milioni del 2018 – portando le masse totali oltre quota 9,4 miliardi di euro, per 314mila clienti.

E se è vero che tutte le maggiori reti di consulenza finanziaria hanno archiviato un bilancio positivo, se non eccezionale, per restare competitivi in un'arena sempre più affollata di player – a loro volta sempre più agguerriti – occorre continuare a investire, presidiare le nuove frontiere dell'innovazione.

I nuovi servizi

Nel 2020 Banca Widiba ha lanciato l'aggregatore di conti, il servizio d'interazione vocale per Google Home, la digitalizzazione della consulenza per polizze e pensioni, completando il 100% dei prodotti sottoscrivibili in via digitale.

Sono arrivate nuove gestioni patrimoniali multilinea in etf e nuove funzionalità Robo4advisor e di data intelligence per i consulenti finanziari. Di nuovo: tecnologia sì, ma come alleato e non in contrapposizione ai banker.

La data intelligence

“Ogni cliente è associato a oltre 700 informazioni, dal profilo anagrafico a quello patrimoniale, dalle modalità di interazione con la banca agli indicatori predittivi sulla propensione ad acquistare determinati prodotti o servizi. Se lo desiderano, i consulenti possono ricevere delle notifiche push, messaggi di “allerta” che segnalano, ad esempio, se è in scadenza il profilo Mifid del cliente, se questo ha visitato la sezione credito della banca, ha effettuato un bonifico superiore a un certo importo, o magari ha recensito la banca con una stellina negativa.

I dati, se elaborati bene e organizzati in modo automatico per essere facilmente fruibili ovviamente nel rispetto di tutte le normative sulla privacy – sono uno strumento formidabile di sviluppo commerciale, in grado di aiutare i banker a migliorare la relazione con i suoi clienti”, argomenta Marazia.

Intanto, “La digitalizzazione di tutti i prodotti e servizi, dagli etf ai fondi pensione, dalle polizze ai mutui al credito istantaneo permette di liberare fino al 40% del tempo dei banker, da dedicare allo sviluppo della relazione anziché a sbrigare pratiche amministrative”, ribadisce il direttore generale.

I piani di Banca Widiba per il futuro

L'obiettivo dichiarato dal top manager è quello di realizzare una crescita nell'ordine di 700/800 milioni di euro l'anno. Entro il 2023 la squadra di banker dovrebbe raggiungere quota 600. Di questi, 35 o 40 saranno reclutati già quest'anno. Nel frattempo, il portafoglio medio è salito a 14 milioni di euro, in aumento del 13% rispetto all'anno precedente.

“Sulla consulenza evoluta abbiamo già due terzi delle masse”, annota Marazia. “Entro l'anno aggiungeremo ai servizi di consulenza patrimoniale, immobiliare e pensionistica anche i moduli dedicati alla valutazione del patrimonio aziendale e al passaggio generazionale. Saranno, nel nostro stile, ad alto tasso di innovazione”.
Articolo tratto dal numero di luglio e agosto di We Wealth - Magazine
Direttore del magazine We wealth direttore editoriale della redazione di We Wealth. Nato a Brescia, giornalista professionista, è laureato in Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano. Nel passato ha coordinato la redazione di Forbes Italia e Collabora anche con l’Economia del Corriere della Sera e Milano Finanza.

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