Il valore nell'educazione, parla Banca Mediolanum

Livia Caivano
Livia Caivano
9.4.2019
Tempo di lettura: 5'
A dieci anni dal lancio della Corporate University di Banca Mediolanum, Oscar di Montigny, chief innovation, sustainability & value strategy manager, spiega in che modo l'educazione finanziaria si è modificata e come si evolverà nei prossimi anni

La Mediolanum Corporate University è stata inaugurata nel 2009

Negli anni, sono stati investiti nel progetto circa 60 milioni di euro

Nata come idea nel 2007, la Corporate University di Banca Mediolanum è stata inaugurata ufficialmente a marzo 2009. Pensata per essere un centro di educazione formativa per la community interna della banca, nel corso degli anni ha superato le aspettative, vedendosi riconoscere come best practice a livello non solo nazionale anche mondiale.

“La vera sfida – spiega Oscar di Montigny, chief Innovation, Sustainability & Value Strategy Manager di Banca Mediolanum – è quella di coniugare la dimensione valoriale con quella educativa”. Mediolanum è infatti andata oltre “la parte formativa addestrativa che può essere più tipica di un'azienda, per i suoi scopi e propositi commerciali” e vi ha invece preferito “l'educazione dei valori come stella polare”. Per poi uscire dalle mura della banca: “Essere stati capaci di traslare questo approccio anche alla community dei clienti oltre che a quella interna, credo sia stato e tutt'ora sia di grande merito di Mediolanum Corporate University in questi 10 anni di attività”. Oltre 5 milioni di ore di formazione erogate, oltre 1000 ore di iniziative gratuite fatte per i clienti, per i prospect, per la cittadinanza, per un totale di 60 milioni di investimenti in 10 anni. “Credo che la nostra azienda stia dando il suo contributo alla collettività nell'educazione delle persone a quei valori universali che riteniamo centrali. Una applicazione pratica dell'impegno che il privato fa per il pubblico”.

Quando parla di valori a cosa si riferisce?


“Parlo di impegnarsi a condividere con le persone l'importanza nelle nostre vite di singoli individui, di essere guidati non solo da profitto, fama, notorietà, successo ma coronare queste cose - che anche sono centrali e giuste - anche dalla dimensione più intima e interiore che è quella dell'educazione dei valori che noi riteniamo universali, fondanti per la sopravvivenza della nostra specie su questo pianeta. Valori come la pace, la tolleranza, l'amore, la non violenza, la libertà. E poi ci sono anche valori istituzionali del nostro brand: la libertà e l'innovazione”.

Che rapporto c'è tra i contenuti tecnici e questi valori?


“La preparazione tecnica viene influenzata da quella valoriale e non vice versa. Noi non siamo una onlus però credo non si possa più distinguere la dimensione valoriale da quella tecnico-tattica operativa”. Sul metodo educativo, di Montigny prosegue: “Il nostro è un approccio lifelong learning, un apprendimento costante e che si deve attualizzare con il passare del tempo, perché cambiano le norme, la società”. C'è una distinzione tra dimensione hard e soft. “Quest'ultima riguarda lo sviluppo personale legato alle dimensioni del nostro fare e del nostro essere, le caratteristiche di intelligenza emotive. La componente hard può invece essere l'adeguamento normativo, la conoscenza dei prodotti - in mezzo c'è tutto lo scibile complesso di un'azienda come la nostra. Cerchiamo di contaminare i nostri contenuti da dimensioni non solo tecniche, perchè ci piace attingere anche a campi diversi come la filosofia o l'arte. Sto parlando di comportamenti, tecniche di vendita: nelle dimensioni più ordinarie ci si limita a formare gente a vendere. Secondo noi, dobbiamo pensarci necessariamente come uno strumento al servizio del cliente: questo va dalla dimensione psicologica per comprendere i reali bisogni delcliente, al di là di quelli dichiarati esplicitamente, fino ad essere estremamente preparati tecnicamente”.

Come vede il futuro?


“Nella dimensione interna, stante questo approccio lifelong learning, dovremo essere capaci di essere sempre al passo coi tempi, insegnare contenuti sempre attuali nella maniera sempre più evoluta. Abbiamo fatto un salto, la laurea frontale è stata incrementata dall'e-learning con la formazione a distanza, adesso le modalità sono molteplici grazie alla tecnologia. Ma questa non deve disintermediare, la componente relazionale diretta deve rimanere umana. Al contempo dovremo evolverci perché le materie studiate sono sempre più nuove e sempre più complesse. Dovremo essere in grado di adattarci a una velocità sempre più alta e intensa”.

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