Poste Italiane, 1000 nuovi consulenti nel 2019

Livia Caivano
Livia Caivano
21.3.2019
Tempo di lettura: 5'
Durante il Capital market day, il ceo Matteo Del Fante non ne ha fatto mistero: Poste vuole concentrarsi (anche) lato consulenza. Da qui al 2022 saranno assunte 5mila nuove figure con specializzazioni finanziarie e assicurative

Le attività finanziarie totali nel 2018 sono state pari a 514 miliardi di euro (4 miliardi in più rispetto a dicembre 2017)

La raccolta netta nel 2018 è stata pari a 1,6 miliardi (solo dal settore retail 3,5 miliardi)

Il piano di sviluppo prevede di far crescere il numero di consulenti finanziari da 8mila a 9mila entro la fine del 2019

I dati presentati da Poste Italiane al Capital Market Day a Londra non sono solo pienamente in linea con gli obiettivi del ‘Deliver 2022', il piano di sviluppo quinquiennale lanciato nel 2017. Ma segnano anche uno slancio significativo nella direzione dei servizi finanziari. Migliorata l'offerta di prodotti nell'ambito della gestione patrimoniale, dei fondi di investimento, dei prodotti del risparmio postale e della distribuzione dei prestiti personali e dei mutui. Nel 2018, si legge in un comunicato, è stato anche rafforzata la linea commerciale, con un incremento dei relationship manager grazie ai nuovi strumenti digitali. E' stata infine ridotta la dipendenza da plusvalenze grazie ad un'efficace azione di gestione del portafoglio.

I risultati, sottolinea l'amministratore delegato e direttore generale Matteo Del Fante, si devono “ad un'azione più incisiva di efficientamento e a una forte crescita dell'utile operativo, trainato da una costante crescita dei ricavi e da una ridotta dipendenza dalle plusvalenze”. L'idea, per portare a termine ‘Deliver 2022' è di espandere “l'offerta di prodotti finanziari e assicurativi nell'ambito di una rete distributiva senza pari”. Nel corso dell'evento l'ad ha infatti annunciato che i consulenti cresceranno da 8 a 9mila nel corso del 2019, e per loro sono previste circa 8mila ore di formazione. “Ad oggi, più del 20% dei clienti di Poste italiane sono seguiti dai relationship manager”, una percentuale più che raddoppiata rispetto al 2017 (7%).

L'annuncio conferma il potenziale del servizio postale anche nel campo del risparmio gestito e i numeri potrebbero mettere pressione al resto dell'industria che fino ad oggi ha un po' snobbato la società guidata da Del Fante. Oggi il segmento affluent, vale da solo circa 250 miliardi di euro e quello della clientela privatecirca 30 miliardi di patrimonio.

I numeri del 2018


Il gruppo nel 2018 ha registrato un utile netto pari a 1,399 miliardi, quasi raddoppiato rispetto ai 689 milioni dell'anno precedente, e oltre le previsioni di 1,299 miliardi. I ricavi nell'anno sono stati pari a 10,864 miliardi, in crescita del 2,2% rispetto al 2017, con crescita dei ricavi ricorrenti e una ridotta dipendenza dalle plusvalenze.

Le attività finanziarie totali crescono a 514 miliardi alla fine del 2018, registrando una crescita di circa 4 miliardi rispetto a dicembre 2017. La raccolta netta si attesta a 1,6 miliardi grazie al contributo consistente del settore retail, che da solo ha portato 3,5 miliardi.

I ricavi attesi del settore operativo sono pari 5,1 miliardi, con una ridotta dipendenza dalle plusvalenze (-20% rispetto all'anno precedente, già quasi tutte realizzate), grazie al margine netto di interessi (1,6 miliardi), commissioni sul risparmio postale (1,8 miliardi) e alla distribuzione dei prodotti. Pertanto, l'utile operativo atteso per il 2019 ammonta a 0,9 miliardi.

Sono previti in aumento anche i ricavi del settore operativo, per circa il 12%, grazie a una consolidata leadership nel settore vita, alla transizione dai tradizionali prodotti vita a prodotti multi-ramo e ad una continua crescita nel ramo Danni.

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