Mediolanum: nel 2020 raccolta netta positiva per 7,7 miliardi

Rita Annunziata
11.2.2021
Tempo di lettura: 3'
Raccolta netta totale positiva per Banca Mediolanum nell'anno della crisi, in crescita del 90% sul 2019. Sale anche il numero di family banker. Massimo Doris: “Non ci uniremo con nessuno, ma rafforzeremo la rete. Piena fiducia per Mario Draghi, credo sia la persona più adatta a guidare il nostro Paese”

I crediti erogati nel periodo ammontano a 3.054 milioni (+15%), mentre i premi assicurativi delle polizze protezione riportano un incremento del 29% a 136,6 milioni

L'utile netto al 31 dicembre 2020 si è attestato sui 434,5 milioni. La raccolta netta in prodotti gestiti, inoltre, ha portato le commissioni ricorrenti a 1.220 milioni

Doris: “Oggi il 30% della nostra rete di consulenti finanziari in Italia è al femminile, ma mi aspetto che questa percentuale si avvicinerà presto al 50%”

Banca Mediolanum assorbe l'urto della crisi e chiude il 2020 con una raccolta netta totale positiva per 7.717 milioni di euro, in crescita del 90% rispetto all'anno precedente. La componente netta gestita, in particolare, sfiora i 4.107 milioni (+39%). I crediti erogati nel periodo ammontano a 3.054 milioni (+15%), mentre i premi assicurativi delle polizze protezione riportano un incremento del 29% a 136,6 milioni, con la nuova produzione delle polizze non legate al credito in crescita del 59%. Sale anche il numero dei family banker, che al 31 dicembre tocca le 5.417 unità.
“In un anno così difficile segnato dalla pandemia di covid-19, Banca Mediolanum consegue risultati comunque eccellenti: a cominciare dal patrimonio della clientela, pari a oltre 93 miliardi di euro, in crescita del 10%”, interviene Massimo Doris, amministratore delegato dell'istituto. “Inoltre, l'entità dell'utile di esercizio ha beneficiato della crescita delle masse in gestione, della raccolta in polizze protezione e, non ultimo, del buon livello del margine da interessi, in aumento nonostante le condizioni di tassi sfavorevoli grazie al sostegno delle erogazioni alla clientela”.

Stando ai risultati economico-finanziari approvati dal Consiglio di amministrazione, infatti, l'utile netto al 31 dicembre 2020 si è attestato sui 434,5 milioni. La raccolta netta in prodotti gestiti, inoltre, ha portato le commissioni ricorrenti a 1.220 milioni, mentre il margine da interessi e quello operativo hanno raggiunto rispettivamente i 247,7 e i 389,5 milioni di euro. Le masse gestite e amministrate, invece, hanno superato i 93.347 milioni, in crescita del 10% sul 2019, “grazie al determinante contributo della raccolta netta totale e alla performance positiva dei mercati nel secondo semestre”, si legge in una nota.

Dividendo pari a 0,78 euro per azione


Su questa linea d'onda, precisa l'istituto di Basiglio, il Consiglio proporrà un dividendo di 573,3 milioni, pari a 0,78 euro per azione, che al prezzo di chiusura del 10 febbraio rappresenta un dividend yield del 10,2%. Considerando le raccomandazioni in materia di distribuzione dei dividendi della Banca centrale europea e della Banca d'Italia dello scorso dicembre, tale dividendo prevede la seguente corresponsione:

  • 19,6 milioni a valere sull'esercizio 2020, pagabili a maggio 2021 e pari al massimo consentito dalla suddetta raccomandazione

  • 553,7 milioni pagabili a ottobre 2021 subordinatamente all'assenza di nuovi provvedimenti o raccomandazioni ostative alla distribuzione emanate dall'autorità di vigilanza


Le date relative allo stacco del dividendo saranno poi diffuse successivamente all'approvazione della relazione finanziaria annuale del 3 marzo.

Wealth management: clienti private al +13%


Sul versante del wealth management, interviene nuovamente Massimo Doris, fra il 2019 e il 2020 i clienti private sono cresciuti del +13%. “Il patrimonio di questa tipologia di clientela è salito, invece, del +15%, la raccolta netta ha sfiorato il miliardo e quella gestita i 750 milioni. Stiamo andando nella giusta direzione”. Quanto all'investment banking, aggiunge, “abbiamo concluso nove operazioni, quattro di equity sull'Aim (il sistema multilaterale di negoziazione dedicato alle piccole e medie imprese ad alto potenziale di crescita, regolamentato e gestito da Borsa Italiana, ndr), tre di m&a e due di emissioni di minibond. Di queste, quattro sono state condotte lo scorso anno, nel pieno della pandemia. E ne abbiamo circa una decina in pipeline”, spiega il numero uno di Basiglio.

Digitale? Doris: verso una “nuova normalità”


Ma in che modo, invece, Banca Mediolanum si sta adattando alla “nuova normalità digitale” accelerata dalla crisi pandemica? “Per nostra struttura possedevamo già prima una clientela diversa rispetto a una banca tradizionale – spiega Doris – Detto ciò, la pandemia ha sicuramente portato a una crescita più rapida dell'utilizzo delle tecnologie rispetto a prima: nei primi tre mesi del 2020 circa 50-60mila clienti in più hanno utilizzato l'app. Quanto al rientro in sede, abbiamo già sviluppato un piano per organizzare il lavoro in modo diverso, mettendo in atto un vero e proprio smart working, perché fino a ora abbiamo assistito a un remote working forzato. Ci stiamo preparando a una nuova fase, pur tornando il prima possibile alle attività in presenza”.

Consulenti donna: obiettivo 50%


Esclusa la possibilità di fusioni e ribadita la propria fiducia nei confronti del premier incaricato, Mario Draghi, non mancano poi gli obiettivi sul fronte del reclutamento. Anche al femminile. “Abbiamo intenzione di tornare a crescere come volume totale di family banker nel 2021, anche se non parliamo di grandi numeri, perché continueremo a prestare particolare attenzione alla qualità”, precisa Doris. “Nel frattempo, l'istituto ha lanciato il progetto Next, che consentirà ai giovani di entrare nel mondo della consulenza finanziaria. Abbiamo intenzione di inserirne una settantina entro la fine dell'anno e 250-300 in tre anni. Per poi continuare in futuro”, aggiunge. Poi conclude: “Anche il numero di donne interessate a svolgere questo lavoro sta aumentando. Oggi, il 30% della nostra rete in Italia è al femminile, ma mi aspetto che questa percentuale si avvicinerà presto al 50%”.

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