IW Bank, il consulente ideale non guarda solo alla strategia

Livia Caivano
Livia Caivano
2.4.2019
Tempo di lettura: 3'
Secondo un report promosso da IWBank e realizzato da Demia in occasione del Salone del Risparmio, il consulente deve essere affidabile, trasparente e di esperienza. Il commento di Dario Di Muro

L'indagine è stata condotta su 1500 investitori italiani, in possesso di un patrimonio liquido investibile o investito superiore ai 10.000 euro

Sono state realizzate oltre 2.280 interviste quantitative e 6 focus group qualitativi nelle città di Roma e Milano.

7 intervistati su 10 vorrebbero risparmiare di più e in modo continuativo: si tratta diuna ricetta che gli intervistati cercano con l'obiettivo di inseguire un tenore di vita adeguato nel loro futuro. 6 intervistati su 10 concordano poi sulla necessità di essere affiancati da un professionistache possa essere di supporto a una pianificazione di medio-lungo periodo. Il 76% di loro dichiarano comunque di essere già seguiti da un consulente finanziario. I tre pilastri sui quali si fonda l'identikit del consulente ideale, prosegue Diego Martone, presidente e amministratore delegato dello Studio Associato Demia, sono il profilo, l'offerta e la relazione.

“Dobbiamo capire cosa sta succedendo all'industria, dove soffia il vento”, commenta il direttore generale Dario Di Muro. “Ci sono indicazioni importanti che andrebbero recepite nel lavoro quotidiano del consulente. Dalla ricerca vengono fuori linee guida precise”, il lavoro fatto fino ad oggi, secondo la ricerca Demia, sembra infatti aver prodotto buoni risultati.

 

Come sono posizionati i consulenti?


“Crescono molto – prosegue Di Muro- gli asset crescono, si sta realizzando un cambiamento: i professionisti da dipendenti si stanno trasformando in veri e propri consulenti. Sarebbe una partita che si può vincere. L'inerzia è tutta dalla nostra parte”. Certo, però rimangono delle sfide da affrontare: “All'inizio nel calcio i giocatori corrono tutti dietro alla palla ma per fareil salto di qualità ci vuole strategia. Nell'industria della consulenza la partita è impostata bene, l'inerzia è dalla nostra parte, la sfida ora è saper stare bene in campo. Inseguire la palla vuol dire inseguire la la strategia, ma noi dobbiamo fare salto di qualità. Il promotore cerca e piazza il prodotto, il consulente deve invece capire l'esigenza del cliente e anticipare le mosse. La sfida per il futuro è prescindere dal momento, dal pallone e saper stare in campo, per vincere la partita bisogna cambiare non solo l‘etichetta ma anche il mestiere”.

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