Fineco, prima rete a lanciare piattaforma per le gestioni passive

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Alberto Battaglia
27.4.2022
Tempo di lettura: 5'
Fineco Bank ha annunciato Passive Underlyings, diventando cosi la prima rete italiana a spingere su una gestione a base di fondi passivi

Fineco AM Passive Underlyings, con un costo complessivo dell'1,3% è “una soluzione di portafoglio che concentra le migliori strategie passive, ingegnerizzate grazie alle competenze e al motore tecnologico di Fineco AM”. L'obiettivo è fare breccia nel segmento di clientela private

Secondo l'ad Alessandro Foti la crescita della società deve passare dalla proposta di soluzioni più efficienti e meno costose, non applicando commissioni più elevate sulle spalle dei clienti

Il costo dei fondi d'investimento in Italia è fra i più alti d'Europa. Al tempo stesso, la visibilità dei fondi a gestione passiva sui siti web delle maggiori banche è fra i più bassi del Vecchio Continente. Questo stato di cose, hanno messo in luce vari rapporti Esma, Commissione europea e Corte dei Conti europea ha contribuito a rallentare l'avanzata di prodotti meno costosi per la clientela e che, per molti profili, risulterebbe essere una valida opzione.

Fineco Bank ha deciso di passare all'offensiva e, tenendo conto del vento favorevole agli Etf e delle crescenti richiesta da paerte della clientela, ha annunciato il lancio di Fineco AM Passive Underlyings, “una soluzione di portafoglio che concentra le migliori strategie passive, ingegnerizzate grazie alle competenze e al motore tecnologico di Fineco AM”. E' la prima grande rete di consulenza finanziaria italiana a compiere questo deciso passo nella direzione dell'investimento a gestione passiva, solitamente poco battuto per via della minore remunerazione in favore dei più costosi fondi comuni a gestione attiva.

Fineco Bank, ha ritenuto che “i tempi sono maturi” per affiancare all'offerta esistente anche una soluzione d'investimento basata su fondi passivi – prodotti che si limitano a replicare un indice di riferimento, senza il tentativo di "batterlo".
In particolare, ha spiegato, l'ad  di Fineco, Alessandro Foti, la clientela private sarà il primo segmento cui si prevede di proporre i Passive Underlyings, tenendo conto delle richieste ricevute finora e che tanto “più il cliente è ricco, quanto più è attento all'efficienza di ciò che riceve”. Risparmiare sui costi anche di alcuni punti punti base, quando le cifre in gioco sono molto grandi, significa risparmiare somme di tutto rispetto.

Il costo complessivo della gestione, che non prevede commissioni di performance, è dell'1,3% (di cui 0,9% di commissioni di gestione) – nettamente meno rispetto alla media concorrenza delle altre reti.

Per Foti il lancio di un  nuovo servizio dai costi contenuti non rappresenta un rischio di cannibalizzazione ai danni dei prodotti esistenti di Fineco, ha dichiarato rispondendo a una nostra domanda. Il rischio che un cliente Fineco decida di dirottare i propri risparmi sulla gestione a base di investimenti passivi sembra essere molto più che compensato dalla possibilità di presentarsi a un'ampia platea di potenziali nuovi clienti.

Rispetto alle gestioni basate su fondi passivi, tipicamente robo advisor ibridi, Fineco potrà avvalersi di una reputazione consolidata e di uno scambio “fisico” fra cliente e consulente che la concorrenza di quel tipo, essendo sprovvista di filiali, attualmente non offre.

Inoltre, anche nella fase di ingresso, la profilazione del cliente e dei suoi bisogni non si affiderà ad algoritmi che interpretano le risposte di un questionario, bensì dalla tradizionale relazione umana. L'interesse dei robo advisor da parte della clientela private, pur presente per via dei costi concorrenziali, è qualcosa che secondo Foti può essere frenato da alcune reticenze: “i clienti grossi si aspettano che dall'altra parte ci sia una banca solida con un brand importante”, ha affermato l'ad, citando la recente acquisizione del robo advisor Nutmeg da parte del colosso JPMorgan.

“Oggi l'industria del risparmio gestito in Italia è chiamata a rivedere l'approccio verso la clientela per poter rendere sostenibile la propria crescita”, ha comunicato Foti in una nota, “occorre un'assunzione di responsabilità nel garantire qualità, trasparenza e prezzi corretti. Con le nuove strategie di gestione del risparmio presentate oggi, confermiamo la spinta all'innovazione al servizio della clientela come parte integrante del nostro Dna: siamo il primo operatore istituzionale a proporre in Italia una soluzione di questo tipo”.
Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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