Consulenza patrimoniale, il nuovo Rinascimento parte dal metaverso?

Pieremilio Gadda
Pieremilio Gadda
20.9.2022
Tempo di lettura: 3'
Marco Deroma, fresco di riconferma alla presidenza di Efpa Italia, anticipa alcuni temi di discussione del prossimo meeting annuale della fondazione, in calendario il 6-7 ottobre, a Firenze

L’evoluzione dalla consulenza finanziaria a un modello più sofisticato di consulenza patrimoniale chiama i professionisti ad ampliare la propria cassetta degli attrezzi

“Dobbiamo ampliare le conoscenze sui nuovi strumenti e le nuove opportunità che si sviluppano nel perimetro dei servizi finanziari: dalla digitalizzazione all’intelligenza artificiale, dalla finanza distribuita ai crypto-asset”, dice De Roma.

Che c’entra il metaverso con la consulenza finanziaria? Oggi ancora poco, pochissimo. “Ma Efpa da sempre è attenta ai temi di frontiera. Il nostro meeting annuale sarà l’occasione per affrontare una serie di questioni che riguardano il futuro dei servizi finanziari”. Marco Deroma è fresco di riconferma alla presidenza della Fondazione Efpa Italia, nel segno della continuità e a riconoscimento “degli ottimi risultati della gestione che si è appena conclusa”, come riporta il comunicato stampa del 21 luglio, diramato in occasione della riunione di insediamento del Cda. È impaziente di raccontare i nuovi progetti, a cominciare dai lavori preparatori del meeting annuale di Efpa Italia, in calendario il 6-7 ottobre al Palazzo dei Congressi di Firenze, con un titolo che sa di provocazione, “Metaverso, il nuovo rinascimento”. O forse no.


Il meeting annuale Efpa


“La digitalizzazione è un trend irreversibile. Ma il perimetro normativo è stringente dal punto di vista del collocamento a distanza. Durante l’emergenza sanitaria si sono aperti degli spazi per alcune deroghe, che ora sono rientrate. Questo aspetto impedisce una piena diffusione del digitale”, argomenta Deroma. La sfida digitale però ha un perimetro molto più ampio, che investe la professione - e i professionisti - sotto una molteplicità di aspetti. “Noi siamo il ponte tra i clienti e il mercato dei prodotti finanziari. Dobbiamo ampliare le conoscenze sui nuovi strumenti e le nuove opportunità che si sviluppano nel perimetro dei servizi finanziari: dalla digitalizzazione all’intelligenza artificiale, dalla finanza distribuita ai crypto-asset. Tutti argomenti che sono destinati a cambiare i portafogli degli investitori. E anche la nostra professione”, dice Deroma.

Il punto non è immaginare nuove modalità di relazione con i clienti, allestiste nello spazio virtuale dei meta-versi, ma costruire un bagaglio di competenze che mettano i consulenti finanziari nelle condizioni di conoscere i principali meccanismi e rivolgersi agli specialisti della materia.

 

La consulenza patrimoniale

 

L’evoluzione dalla consulenza finanziaria a un modello più sofisticato di consulenza patrimoniale chiama i professionisti ad ampliare la propria cassetta degli attrezzi, spaziando dagli investimenti al real estate, dall’art advisory alla finanza decentralizzata “che non va confusa con le criptovalute”, ricorda Deroma. “Da questo punto di vista, il lavoro in team può aiutare i consulenti finanziari a sviluppare un modello di servizio sempre più completo. È necessario mettere a fattor comune le proprie competenze, a beneficio del cliente”. Dalla finanza decentrata alla conoscenza decentrata.

 

Direttore del magazine We wealth direttore editoriale della redazione di We Wealth. Nato a Brescia, giornalista professionista, è laureato in Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano. Nel passato ha coordinato la redazione di Forbes Italia e Collabora anche con l’Economia del Corriere della Sera e Milano Finanza.

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