Banca Widiba a caccia di giovani talenti, nel segno della diversity

Rita Annunziata
1.6.2021
Tempo di lettura: 3'
Banca Widiba punta a inserire 40 risorse entro la fine dell'anno, equamente distribuite tra bancari, consulenti senior e giovani talenti. Ecco come

Nel mese di maggio Banca Widiba ha inaugurato l’Accademia delle Competenze, un percorso formativo rivolto ai nuovi ingressi e, soprattutto, ai giovani consulenti

Attualmente la rete conta 528 consulenti finanziari, di cui 20 inseriti dall’inizio dell’anno (un terzo dei quali sono giovani)

Viscanti: “Puntiamo a far conoscere sempre di più al mondo femminile questa professione e i vantaggi che possono derivarne”

Inserire almeno 40 risorse entro la fine dell'anno spingendo su una strategia a tre binari, che fa dell'attrazione di consulenti finanziari senior, bancari e giovani talenti il suo punto di forza. Senza dimenticare la valorizzazione delle donne e delle loro capacità gestionali. È il mantra di Banca Widiba nelle parole di Nicola Viscanti, head of advisors dell'istituto. Un'occasione per fare il punto anche sulla recente inaugurazione dell'Accademia delle Competenze, un percorso formativo rivolto ai nuovi ingressi e, soprattutto, ai giovani. Circa 70 ore di formazione con classi ogni quadrimestre, per un totale di tre edizioni ogni anno, che andranno ad accompagnarsi al percorso di preparazione per il superamento dell'esame dedicato agli aspiranti consulenti finanziari.
Di quanti professionisti si avvale oggi Banca Widiba?

“Attualmente la rete conta 528 consulenti finanziari. Stiamo accelerando molto sul tema del reclutamento e sono orgoglioso del fatto che dall'inizio dell'anno abbiamo già inserito 20 colleghi (lo scorso 31 maggio l'istituto ha annunciato l'ingresso di Fabio Della Volpe che rafforzerà la squadra dell'area manager Fernando Valletta sulle province di Caserta e Salerno, ndr), un terzo dei quali sono giovani. Un motivo di soddisfazione, quest'ultimo, considerando che abbiamo ben superato l'obiettivo del 20% fissato alla fine dello scorso anno. Già da tempo, infatti, stiamo portando avanti una politica che punta ad abbassare l'età media della nostra rete, che oggi è di 53 anni. Un tema, in verità, non solo di Banca Widiba ma di tutto il sistema. Fortunatamente anche Assoreti si sta muovendo in tal senso e ha presentato proprio lo scorso mese il progetto New generation plan per promuovere il ricambio generazionale nel settore della consulenza finanziaria”.

Quali sono le vostre strategie su questo fronte?

“Tendenzialmente sono due le strade su cui facciamo leva: la prima è quella delle referenze e della conoscenza diretta, sia tramite i nostri clienti che tramite la rete di consulenti finanziari (abbiamo già affrontato in questo senso diversi passaggi generazionali); la seconda è quella delle candidature spontanee, godendo di un'ottima visibilità dal punto di vista digitale ed essendo un'azienda particolarmente attrattiva e innovativa. L'ostacolo principale che tutti insieme dobbiamo superare, tuttavia, è quello di far conoscere sempre più questa figura professionale, aiutando anche i giovani a comprendere quanto sia importante nello sviluppo e nel benessere delle famiglie. Un aspetto resosi evidente ancor più nell'ultimo anno”.

Su quali skill farete leva, anche in riferimento all'Accademia delle competenze?

“Fin dalla nostra nascita abbiamo sempre dimostrato quanto conti per noi il tema delle competenze. Banca Widiba è innovazione, ma il vero elemento differenziante è la relazione con il cliente e, di conseguenza, le competenze che il consulente deve dimostrare in questo rapporto. Da qui, ci siamo resi conto che, nel percorso formativo dei giovani talenti, le competenze tecniche sono sicuramente indispensabili. Ma quello su cui investiamo molto sono le cosiddette soft skill, vale a dire tutte quelle qualità che il professionista deve possedere per entrare in empatia con il cliente, analizzando la sua situazione familiare e patrimoniale ma, ancor di più, le esigenze e gli obiettivi di vita. Nel fare questo, diventa fondamentale la fase iniziale di ascolto e la creazione di un rapporto di fiducia. Su questa scia, c'è una prima fase del percorso dell'Accademy che ha come obiettivo il superamento dell'esame e lo studio degli aspetti tecnici basilari. Poi inizia il vero percorso di conoscenza della metodologia: 70 ore di formazione nell'arco di tre o quattro mesi. In parallelo, c'è tutto un cammino di affiancamento con colleghi esperti del settore che cercheranno di supportare i giovani talenti nell'applicazione del metodo che hanno conosciuto nelle aule di formazione”.

Quali sono gli obiettivi in cantiere sul fronte del recruitment e della diversity?

“Puntiamo a inserire almeno 40 risorse entro la fine del 2021 ma, considerato l'andamento attuale, crediamo di poter superare o performare molto bene questo obiettivo molto prima della chiusura dell'anno. In quest'attività, spingeremo per un terzo sui consulenti senior, per un terzo sul mondo dei bancari e per un terzo sui giovani. Quanto alle tematiche di genere, portiamo avanti da tempo un percorso per la valorizzazione delle donne nel mondo della consulenza finanziaria. Prima facevo riferimento all'importanza della relazione con il cliente, alla capacità di ascolto. Ecco, le donne, in maniera naturale, hanno una maggiore predisposizione in tal senso e una più profonda sensibilità alla gestione oculata del bilancio familiare rispetto agli uomini. Quindi molte nostre iniziative hanno l'obiettivo di far conoscere sempre di più al mondo femminile questo ruolo e i vantaggi che possono derivarne. Del resto, essendo una libera professione, consente anche di gestire gli impegni familiari con una certa flessibilità”.

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