Azimut non conosce crisi: nel 2020 l'utile più alto della storia

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Nel 2020, Azimut dovrebbe registrare un utile compreso fra i 375 e i 415 milioni. Si tratta del più alto utile della sua storia, con una raccolta netta di 4,5 miliardi. Attesi a breve, nuovi prodotti, con un focus su alternativi, direct lending e digital asset management

Azimut ha registrato una raccolta netta di 4,5 miliardi, raggiungendo così il patrimonio complessivo più alto di sempre, pari a 60,4 miliardi

A breve si assisterà al lancio di due fondi innovativi: un Eltif Pir digital lending con target size di 250 milioni e un Fia private debt multistrategy, con target size di 300 milioni

Azimut vola in Borsa (+4%) sulla scia dell'annuncio che la società prevede di chiudere il 2020 con un utile compreso fra i 375 e i 415 milioni di euro, il miglior utile netto consolidato nella storia del gruppo, più alto quindi anche del 2019, quando la società presieduta da Pietro Giuliani aveva realizzato 370 milioni di euro di profitti netti.
Più che soddisfatti i vertici aziendali. L'amministratore delegato Gabriele Blei ha infatti ricordato che il dato è “ben al di sopra del target di 300 milioni di euro annunciato a inizio 2020, prima dello scoppio della pandemia”. L'esplosione dell'epidemia non ha infatti penalizzato il gruppo che ha continuato a crescere, raggiungendo risultati molto importanti. Giuliani ha, infatti, parlato di una performance netta ai clienti positiva dell'1,15% (contro lo 0,75% dell'indice Fideuram) che, se sommata a quella del 2019, porta il rendimento netto a quasi il 10% in due anni. “Siamo gli unici – ha detto - che continuano a credere e investire nel modello integrato di gestione e distribuzione, facendolo in tutto il mondo con una presenza capillare del nostro global team e delle nostre reti di consulenti in 17 paesi”.
Poi si è focalizzato sulla cedola e andamento del gruppo. “La sostenibilità del nostro modello ci ha anche permesso di essere tra i pochi a pagare nel 2020 un dividendo di 1 euro per azione agli azionisti. Inoltre, nel 2020 abbiamo anche raggiunto il target di 2 miliardi di masse in prodotti di economia reale, coerentemente con la strategia di medio-lungo periodo di generare rendimenti positive per i clienti, innovando la gamma prodotto grazie all'esposizione ad asset class che storicamente hanno generato performance superiori a quelle tradizionali”, ha spiegato Giuliani.

Tornando ai numeri, lo scorso anno, Azimut ha registrato una raccolta netta di 4,5 miliardi di euro, raggiungendo così il patrimonio complessivo più alto di sempre, pari a 60,4 miliardi di euro (66,8 miliardi includendo l'acquisizione di Sanctuary Wealth negli Usa), in crescita del 2,3% rispetto a fine 2019. Nello stesso tempo, il totale del patrimonio del business estero ha raggiunto il 28% del totale (35% includendo l'acquisizione negli Stati Uniti), e la contribuzione all'Ebitda gestionale dell'estero è stimata tra i 53 milioni di euro e i 58 milioni di euro, nonostante un contesto di elevata volatilità sui mercati, in particolare gli emergenti.

Questi risultati sono il frutto di un mix di aumento dei ricavi ricorrenti, contenimento dei costi e sviluppo di prodotti e servizi, non ultimo lo sviluppo dell'iniziativa nei private market con Azimut Libera Impresa, che hanno posto le basi per il proseguimento della crescita futura. Anche la crescita per linee esterne ha avuto un ruolo importante, visto che il gruppo Azimut ha continuato a investire e a crescere all'estero, finalizzando anche importanti operazioni di M&A, che contribuiranno alla crescita dei margini.

 

Novità 2021


Quanto al 2021, la società ha in cantiere il lancio di nuovi prodotti, con un focus su alternativi, direct lending e digital asset management. Azimut ha infatti annunciato che la piattaforma di Banca Sintetica erogherà nel periodo 2021-2025, 1,2 miliardi di euro  di finanziamenti alle piccole e medie imprese italiane e svilupperà la gamma prodotto alternative credit.

A breve si assisterà, infatti, al lancio di due innovativi fondi.
Il primo è un Eltif Pir digital lending con target size di 250 milioni di euro: si tratta di una  strategia focalizzata su prestiti con garanzia statale e crediti commerciali, investiti attraverso piattaforme fintech (peer-to-peer e invoice financing) che utilizzerà algoritmi di artificial intelligence e big data analysis per un monitoraggio continuo del rischio permettendo un'analisi efficace ed efficiente dell'evoluzione della qualità del portafoglio.
Il secondo è un Fia private debt multistrategy, con target size di 300 milioni: una strategia di private debt con i benefici di elevata diversificazione tra performing asset (prestiti e crediti commerciali), non performing asset (crediti privati e pubblici), direct lending e special situation.

Inoltre, continua l'espansione della gamma delle strategie di investimento private nei mercati pubblici con il lancio di Alto Italia, primo fondo di private investment in public equity (“Pipe”) sul mercato quotato italiano e Alto Venture, fondo con focus sul Nasdaq con un'allocazione settoriale del portafoglio in linea con l'attività svolta dai venture capital negli Stati Uniti. L'obiettivo di rendimento è in linea con i mercati privati (5% obbligazionario, 10% azionario annuo su orizzonte temporale di 7 anni). In questo settore, Azimut ha lanciato un anno fa due strategie di special situation nei mercati quotati che investono nel credito e nell'equity:  si tratta di Alto Equity e Alto Credit, che hanno prodotto nel 2020 performance rispettivamente del +25% e +15%.
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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