Azimut incontra l'economia reale con una nuova strategia di crescita

Rita Annunziata
25.9.2019
Tempo di lettura: 3'
Azimut lancia una nuova strategia di crescita nel settore degli investimenti alternativi dedicata all'economia reale. Anche gli investitori privati potranno godere oggi delle opportunità offerte da private equity, venture capital e private debt. “Cambierà il modo di fare risparmio gestito”, commenta Paolo Martini

Negli ultimi dieci anni private equity, private debt e venture capital hanno generato dei ritorni annuali in media del 12%, contro il 7.5% delle attività quotate

Demos 1 è il primo fondo di private equity retail al mondo, con un importo minimo di sottoscrizione pari a cinquemila euro

“Aiutare i clienti a investire una parte dei loro asset in strumenti di questo tipo, cambierà il modo di fare risparmio gestito nei prossimi anni”, commenta Paolo Martini

Azimut lancia una nuova strategia di crescita nel settore degli investimenti alternativi dedicati all'economia reale. In un'epoca di tassi bassi che hanno causato deflussi determinanti nel settore del risparmio gestito, il Gruppo guidato dal presidente Pietro Giuliani punta a offrire ai propri clienti – anche privati – dei ritorni interessanti, superando quelli derivanti dagli investimenti in società quotate. Ma non solo. A essere avvantaggiate risulterebbero le stesse aziende italiane.

Un mercato in forte espansione


Negli ultimi dieci anni private equity, private debt e venture capital hanno generato dei ritorni annuali in media del 12%, contro il 7.5% delle attività quotate. Sempre più clienti cercano infatti nuove forme alternative di investimento, anche in Italia. Tuttavia, nel Belpaese il mercato dell'economia reale è ancora ridotto, in quanto appannaggio di grandi investitori istituzionali e family office. “Noi abbiamo contribuito a creare una cosa nuova: aprire questa asset class a un numero più ampio di persone – spiega Paolo Martini, amministratore delegato di Azimut Holding – siamo convinti che nei prossimi anni ci possa essere un'accelerazione decisa su questo punto”.

Ma quali sono i vantaggi per le aziende? “Nei prossimi cinque anni puntiamo a contribuire alla crescita di 500 aziende, che creano a loro volta 500mila posti di lavoro – continua Martini – Abbiamo 150mila Pmi virtuose, che rappresentano il 12.6% del pil. La nostra idea è quella di spostare una parte di questi asset verso il mondo delle imprese”.

Azimut Libera Impresa, una piattaforma di investimenti alternativi


È in questo contesto che Azimut crea con Azimut Libera Impresa una piattaforma di investimenti alternativi dedicata non solo a imprenditori e Pmi, ma anche a investitori e risparmiatori. Con otto fondi, alcuni in fase di lancio e altri che saranno varati nei prossimi mesi, è prevista una raccolta totale di 1,5 miliardi di euro entro la fine del prossimo anno. “L'obiettivo è creare un ponte tra risparmio gestito e Pmi, e cercare di convogliare questa enorme ricchezza all'interno dei nostri depositi e conti correnti, rendendola una ricchezza attiva – chiosa Marco Belletti, amministratore delegato di Azimut Libera Impresa – Riteniamo che l'economia reale sia baricentrica nella nostra strategia, non solo in Italia ma anche all'estero: vogliamo offrire una giusta decorrelazione dal sistema Italia, offrendo opportunità internazionali”.

Abbassare la soglia di accesso ai fondi


Demos 1, primo tra gli otto fondi di Azimut Libera Impresa, è il primo fondo chiuso di private equity retail al mondo. Con una soglia di accesso pari a cinquemila euro, permette di ampliare la platea di risparmiatori che possono accedere a “rendimenti e opportunità fino a oggi riservati agli investitori istituzionali o ai family office”, spiega Pietro Giuliani. “Questo è un passaggio epocale”, dichiara Paolo Martini, che conclude: “Il fatto di aiutare i clienti a investire una parte dei loro asset in strumenti di questo tipo, cambierà il modo di fare risparmio gestito nei prossimi anni”.

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