A chi piace il gioco di squadra

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Secondo una recente indagine di Finer, quasi sette consulenti finanziari su 10 sono interessati a inserire figure junior a supporto della propria attività. La percentuale è molto più bassa tra i banker dipendenti. Le ...
Il dato è sorprendente. Il consulente finanziario, da sempre – a torto o a ragione – considerato un battitore libero o un lupo solitario, oggi è più propenso dei suoi colleghi a farsi affiancare nella sua attività da giovani professionisti. Questo è quanto emerge dagli osservatori Finer Finance Explorer che hanno coinvolto 7.190 professionisti tra consulenti finanziari, consulenti finanziari private, private banker dipendenti e gestori bancari dedicati alla clientela affluent (fonti: Finer® cf, cf top, bank manager, pb explorer 2019).Il 69% dei consulenti finanziari private (che hanno cioè un portafoglio e una presenza di clienti private superiori a...
La generazione dei baby boomer italiani (nati tra il 1945 e il 1964) è cresciuta con la deferenza verso il sistema bancario, sia per i ricordi post bellici che per il boom economico che ne è seguito. A Milano chi usciva dalla Bocconi negli anni ‘80-‘90 con una laurea in finanza aveva come figure di riferimento Raffaele Mattioli ed Enrico Cuccia. Oggi Mark Zuckerberg, Larry Page, Sergey Brin popolano i sogni di tanti giovani. Altro aspetto da non trascurare è quello demografico e della qualità della vita: in Italia si vive bene, abbiamo un'aspettativa media di vita alla nascita di 85 anni, siamo il quarto paese dell'Ocse per longevità. Negli anni ‘90 un 65enne era un pensionato, un 55enne un professionista a fine carriera, oggi si parla di “super-adulti” e di quarta età. Un ultra sessantenne può costituire un'azienda, viaggiare, fare sport, è maturato seguendo i valori di libertà, indipendenza, intraprendenza e pensiero critico della fine degli anni ‘60, in molti casi rappresenta l'ancora di salvezza per le generazioni più giovani di figli, nipoti e – appunto – colleghi, che riconoscono in lui una persona sulla quale poter contare e imparare.

Nessuno si può immaginare un consulente finanziario che ogni giorno, da trenta anni, è abituato a parlare di investimenti e progetti con decine di clienti e, raggiunti i 65 anni, lasci tutto ciò per dedicarsi ai nipotini o alla osservazione dei cantieri stradali. Viceversa molti hanno in testa più di un esempio di consulenti finanziari della cosiddetta Silent generation (nati prima del 1945) molto attivi e proattivi.

Questi grandi professionisti con oltre 40 anni di esperienza sono il vero patrimonio della professione, è importante che l'industria del risparmio gestito e della consulenza finanziaria ne valorizzi la storia e li trasformi in icone per attrare giovani ambiziosi che si possano riconoscere nella loro storia e nei loro progetti. Lo spirito imprenditoriale che anima la professione del private banker consulente finanziario può certamente rappresentare un ottimo traguardo per un giovane ambizioso e capace. Basterebbe iniziare a divulgare il valore anche sociale di questa bellissima professione.

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