Singapore: sempre più paperoni. Si potenzia il private banking

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La pandemia mondiale ha accelerato l'afflusso di denaro straniero. E infatti i depositi totali degli stranieri nel Paese sono aumentati del 20% da gennaio 2020, raggiungendo quasi i 64,2 miliardi di dollari a inizio 2021

Un numero maggiore di  benestanti ha fatto muovere il mondo della finanza, che ha concentrato le proprie risorse sul private banking

A livello fiscale i vantaggi apprezzati dai nuovi entrati sono la non tassazione delle plusvalenze e l'imposta sul reddito al 22%, molto inferiore rispetto all'Europa o agli Usa

Singapore la nuova meta dei paperoni. Con in suo regime fiscale favorevole e un mercato libero doversi beni stranieri sono entranti nel Paese anche durante la pandemia. Molti ricchi sono approdati a Singapore in fuga dall'instabilità politica di Hong Kong e altri attirati dal sistema economico nel suo complesso.
A livello fiscale i vantaggi apprezzati dai nuovi entrati sono la non tassazione delle plusvalenze e l'imposta sul reddito al 22%, molto inferiore rispetto all'Europa o agli Usa. Qui i super ricchi sono accolti a braccia aperte e il mondo della finanza ha intensificato gli sforzi per rendere più forti e completi i servizi di private banking. Ma non solo, il governo ha anche lavorato per rendere gli investimenti più “facili”.

Secondo uno degli ultimi report pubblicati da Capgemini in Asia la ricchezza è aumentata. Ci sarebbero infatti 6,5 milioni di persone che sarebbero in grado di fare investimenti per oltre 1 milioni di dollari nel 2019. In confronto ci sono solo 6,3 milioni di soggetti che sarebbero in grado di fare questi investimenti nel Nord America e solo 5,2 milioni in Europa. Dati che consolidano il trend degli ultimi anni che vede il mondo asiatico con un numero crescente di miliardari. Questi detenevano una ricchezza totale di 22,2 trilioni nel 2019. Dato superiore sia agli americani (21,7 trilioni) che agli europei (16,7 trilioni). Si pensa infatti, stando a diverse previsione, che nell'immediato futuro la Cina &Co potranno raggiungere gli Usa che per il momento continua a detenere il primato mondiale per il maggior numero di paperoni.

La pandemia mondiale ha però accelerato l'afflusso di denaro straniero. E infatti i depositi totali degli stranieri nel Paese sono aumentati del 20% da gennaio 2020, raggiungendo i quasi 64,2 miliardi di dollari a inizio 2021. Un ruolo fondamentale l'ha giocata l'incertezza politica di Hong Kong. Se infatti prima i ricchi investitori avevano le loro attività finanziarie disperse in più località, dopo l'instabilità e le decisioni governative molto paperoni hanno deciso di spostare la maggior parte della loro ricchezza finanziaria proprio su Singapore, visto come un porto sicuro.

Ma non solo perché questa tendenza è stata anche confermata dal report pubblicato da Knight Frank, che sottolinea come i residenti a Singapore i cui patrimonio supera i 30 milioni di dollari ha subito un aumento del 10,2% nel 2020 rispetto al 2019. Al momento il Paese può vantare una delle percentuali più alte nel mondo, se correlato al totale della popolazione, di soggetti con un patrimonio superiore al miliardi di dollari.

Con un tale afflusso di persone benestanti il mondo della finanza, spiega il quotidiano NikkeiAsia, ha concentrato le proprie risorse sul private banking. Molte persone con un patrimonio netto elevato in Europa e negli Stati Uniti hanno ereditato la loro ricchezza, a differenza delle loro controparti asiatiche che tendono ad essere imprenditori accumulando vaste fortune in una sola generazione. Questi imprenditori, desiderosi di espandere i loro imperi, stanno dunque iniziando a cambiare il modo in cui lavorano le banche.

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