Private banking in crescita grazie ai servizi offerti

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Nel 2018, il private banking index (PB-I) dell'Osservatorio Liuc – Banca Generali ha continuato a crescere seppur con intensità più contenuta. Hanno inciso positivamente la clientela e i servizi offerti; in negativo le performance dei mercati regolamentati

L'indice nel 2018 ha raggiunto un valore di 116,06 punti base, segno di un comparto in salute e ancora in fase di espansione

Un buon impatto sull'andamento dell'indicatore è giunto dal numero di servizi offerti dai player attivi sul mercato, sempre più alla ricerca di un vantaggio competitivo derivante dalla differenziazione e dalla completezza della propria offerta

Notevole l'effetto prodotto proprio dalla crescita del peso relativo degli investimenti alternativi sul totale degli investimenti e dall'evoluzione delle masse gestite

Seppur con intensità più contenuta rispetto all'anno precedente, nel 2018 è proseguita la crescita del private banking, grazie – in particolare - allo sviluppo del numero dei servizi offerti dai player del settore. Questo quanto è emerso dal private banking index (PB-I) dell'Osservatorio Liuc – Banca Generali, che quest'anno ha visto anche la collaborazione di BlackRock e Natixis.

L'indice, lanciato nel 2016 con un valore di 100 punti base in riferimento all'anno 2015, ha raggiunto un valore di 116,06 punti base, segno di un comparto in salute e ancora in fase di espansione. L'index è aumentato, infatti, di oltre 16 punti base rispetto all'anno zero (2015, con valore 100) e di poco più di 1 punto base avendo quale termine di paragone il 2017 (attestatosi a 115,05).

“L'analisi dell'osservatorio si dimostra una cartina tornasole importante per leggere la direzione in cui si stanno muovendo operatori e clienti fotografando al meglio lo stato di salute di quella che sempre di più rappresenta una vera e propria stampella sociale del Paese”, ha commentato Andrea Ragaini, vicedirettore generale di Banca Generali.

 

Quali sono e come si sono mosse le variabili che influenzano il private banking?


Con riferimento all'industria del private banking, il numero di potenziali clienti (misurato in famiglie private) è rimasto sostanzialmente stabile, pur in crescita per il terzo anno, risultando dunque una variabile scarsamente influente, mentre un buon impatto sull'andamento dell'indicatore è giunto dal numero dei servizi offerti dai player attivi sul mercato, sempre più alla ricerca di un vantaggio competitivo derivante dalla differenziazione e dalla completezza della propria offerta.

“Tale evidenza appare coerente con la crescente rilevanza strategica attribuita ai servizi innovativi di consulenza e di supporto, nonché all'introduzione sul mercato di strumenti alternativi di investimento – spiegano gli esperti che hanno realizzato l'osservatorio - Notevole, infine, l'effetto prodotto proprio dalla crescita del peso relativo degli investimenti alternativi sul totale degli investimenti e dall'evoluzione delle masse gestite (il comparto ha ormai superato gli 800 miliardi di euro di patrimonio gestito nel nostro Paese)”.

In questo scenario, però, ci sono stati degli elementi che hanno fatto da “freno”. Gli occhi sono andati sulle performance dei mercati regolamentati: il principale indice di Borsa, infatti, a fronte di un'annata estremamente difficile, è sceso al di sotto del dato 2016, posizionandosi come il peggiore dell'ultimo quadriennio, e determinando così un contributo assolutamente negativo nel calcolo del private banking index.

“Le difficoltà dei mercati dell'anno scorso non hanno frenato il nostro settore del private banking che continua a crescere migliorando progressivamente le dinamiche d'offerta e la qualità del servizio”, ha spiegato Ragaini, che poi ha aggiunto che la crescente attenzione che arriva dalle famiglie testimonia il forte bisogno di consulenza qualificata ad alto livello non solo per la protezione degli investimenti, ma anche per la pianificazione e tutela dei loro progetti di vita. “Anche in presenza di pressioni sulla congiuntura, l'elevato livello di ricchezza privata e l'ampia liquidità rappresentano due variabili da supportare con risposte esaustive e concrete”, ha proseguito il vicedirettore generale di Banca Generali, che poi ha concluso dicendo: “La distintività delle soluzioni proposte viene sempre più percepita e questo traina il progresso e il consolidamento dell'industria”.
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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