Perché ancora poche donne tra i consulenti finanziari?

Tempo di lettura: 3'
We Wealth ne ha parlato con Fulvia Beltrami, project e wealth manager, professionista certificata Efpa e dal 2011 nel gruppo Azimut per la divisione wealth management e tra i soci fondatori di Azimut Global Advisory





Per Fulvia Beltrami “le donne consulenti (finanziarie) sono il 21% tra gli iscritti all'albo e le consulenti autonome, sempre secondo un'analisi di Ocf, arrivano ad appena l'8%. Le ragioni sono varie: in primis ci sono ragioni “storiche” legate all'evoluzione della nostra figura professionale, nata ancor prima di una normativa che la regolamentasse; in secondo luogo, ragioni culturali, che per molto tempo hanno fatto ritenere questa un'attività “per soli uomini” e, infine, l'errata convinzione che l'attività non si potesse conciliare con i carichi familiari. Molti esempi di colleghe, donne consulenti, dicono invece che si può essere professioniste di successo e occuparsi con altrettanto successo della pro- pria vita privata. Per questo mi impegno per dare quanta più visibilità possibile a questa professione che può essere un'opportunità di realizzazione per molte donne”.




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Fulvia Beltrami - project e wealth manager, fondatrice Azimut Global Advisory

Esiste una differenza di approccio alla professione tra uomini e donne?


“Fino a qualche tempo fa una consulente donna doveva dimostrare la sua professionalità con più evidenza rispetto ad un consulente uomo per infrangere l'iniziale diffidenza; il passaggio generazionale che sta avvenendo, caratterizzato quindi da clienti mediamente più giovani, sta influendo positivamente su questa dinamica. Dimostrate le proprie competenze, le consulenti sono abili ascoltatrici e sanno diventare un punto di riferimento per il cliente. Rispetto alla clientela femminile, la mia esperienza conferma quanto emerge dalle ricerche: le donne gestiscono la loro ricchezza focalizzandosi, più degli uomini, su obiettivi specifici. Ad esempio pianificano per il periodo in cui non lavoreranno più, oppure in vista dell'acquisto della casa o della formazione per i figli. Sono concrete, curiose ed esigenti. Sono particolarmente sensibili ad investimenti che rispettano l'equilibrio del pianeta e il senso civile dell'investitore, come i fondi SRI”.




Quali sviluppi immagina per questa professione?


“I mercati esteri, e quello Usa in particolare, spesso anticipano tendenze che poi si affermano anche nel nostro mercato. Negli Stati Uniti la specializzazione dei consulenti è sempre più elevata: ci sono studi di consulenza che propongono servizi su misura per le donne. Quello delle donne imprenditrici, sempre più numerose, è un tema al quale sto prestando particolare attenzione: le donne che incontro sono forti e indipendenti, spesso con una preparazione accademica d'eccellenza e vogliono essere riconosciute per le loro qualità e per le loro specificità. Per questo mi aspetto che questa iper specializzazione possa affermarsi anche nel nostro contesto”, conclude Fulvia Beltrami.




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