Iccrea Banca: “Siamo diventati grandi”

Pieremilio Gadda
Pieremilio Gadda
15.3.2021
Tempo di lettura: 3'
L'accordo con BlackRock, che ha inaugurato una proficua collaborazione tecnologica e commerciale. La nuova piattaforma di consulenza patrimoniale. Senza dimenticare la centralità dell'impresa e del territorio. “Abbiamo 20 miliardi di asset nel mondo private. E siamo decisi a crescere ancora”. Gianluca Talato, alla guida della Divisione private & wealth management, racconta la sfida del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea nei servizi dedicati agli Hnwi

Iccrea Banca è il terzo gruppo bancario in Italia per numero di sportelli, 2.500, il quarto per dimensione degli attivi: 168,5 miliardi di euro.

L'obiettivo è una crescita di 10 miliardi in tre anni sul risparmio gestito a livello di gruppo. La Divisione private & wealth management avrà un ruolo centrale in questo percorso.

No, non è un quiz, ma mettetevi comunque alla prova: qual è il terzo gruppo bancario in Italia per numero di sportelli (2.500), o se preferite, il quarto per dimensione degli attivi (168,5 miliardi di euro)? Se avete risposto bene – complimenti, non era facile – già sapete che si tratta del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, nato esattamente due anni fa, aggregando oltre 130 Bcc, per effetto della legge che ha riformato il Sistema del Credito Cooperativo.

Forse, però, non sapete che quel gruppo ha piani strategici anche nel private banking. E i competitor farebbero bene a non sottovalutare il progetto affidato ad un manager di lungo corso come Gianluca Talato, responsabile della Divisione private & wealth management. “Come gruppo, vantiamo già 20 miliardi di asset sul mondo private, tra raccolta diretta e indiretta. E siamo decisi a crescere ancora”.

Gli obiettivi

Partiamo dai numeri: a quale obiettivo mirate?

Puntiamo a una crescita di 10 miliardi in tre anni sul risparmio gestito, a livello di gruppo. Evidentemente la Divisione private & wealth management avrà un ruolo centrale in questo percorso.

Un progetto ambizioso, in un mercato già molto competitivo. Come intendete realizzarlo?
Facendo leva sulla nostra unicità, che ha molte dimensioni, e parte da un elemento chiave: la conoscenza, me lo lasci dire, unica, del cliente.

 

Modello di business

Sono in molti, per la verità, a rivendicarla ...

Ma noi siamo l'unica vera banca dei territori. Non solo per la capillarità della nostra presenza, che si sviluppa attraverso 2.500 filiali, da Nord a Sud. Le dò un altro numero, le Bcc vantano 810mila soci. Il legame con il territorio è scritto nel nostro Dna e pure nel Testo unico bancario del 1993 e nelle norme di Vigilanza emanate da Bankitalia: forse non tutti sanno che, nel caso delle Bcc, il 95% dell'attività di erogazione del credito deve rivolgersi al territorio di competenza.

I soci devono risiedere, avere la propria sede o operare con continuità nell'ambito territoriale di attività della singola banca, la quale, a sua volta, ha l'obbligo di realizzare almeno il 50% dell'attività creditizia a favore della sua compagine sociale. E poi la conoscenza del cliente riflette le peculiarità del nostro modello.

Quali sono?

Le Bcc sono storicamente le banche della piccola e media impresa, che è presente, ricordiamolo, non solo nelle grandi città ma anche e soprattutto nelle province. Ecco perché, in un momento in cui l'attenzione del settore bancario per il credito va scemando, noi abbiamo mantenuto il nostro presidio. Le Bcc sono presenti in ben 1.800 comuni.

Il credito

Cosa dicono i numeri?

Abbiamo accolto 214mila richieste di moratorie, per un totale di 23 miliardi di euro (dati al 5 febbraio ndr). Nel frattempo, abbiamo erogato finanziamenti con garanzia statale per 6,6 miliardi di euro, pari a quasi il 90% del valore delle richieste ricevute. Di questi, 2,3 miliardi sono finanziamenti per operazioni fino a 30mila euro.

La relazione privilegiata con i clienti imprenditori ci dà un grande vantaggio competitivo: questi clienti, infatti, spesso hanno più a cuore le sorti della loro azienda di qualunque altra cosa. Una volta conquistata la loro fiducia, sono quindi disponibili ad affidarti anche la gestione dei loro investimenti. Sono convinto che la gestione integrata degli attivi e delle passività del cliente sarà un aspetto sempre più determinante nel mondo del wealth management.

I mercati finanziari, però, sono sempre più complessi. La gestione dei grandi patrimoni richiede investimenti importanti, per essere di qualità.
Il fatto di appartenere a un gruppo con le spalle larghe, permette anche alle piccole Bcc, e ai loro soci e clienti, di accedere a servizi efficienti e di elevata qualità, su cui abbiamo investito e continuiamo a investire a livello di capogruppo, con determinazione.

L'accodo con BlackRock

Un esempio?

L'importante accordo di collaborazione tecnologica e commerciale che il gruppo ha firmato a luglio attraverso la sua società di gestione del risparmio, Bcc Risparmio&Previdenza, con BlackRock: grazie all'intesa, disporremo di una piattaforma di consulenza di wealth management all'avanguardia, che si avvarrà del modulo Aladdin Wealth nella gestione dei portafogli d'investimento, con elevati livelli di personalizzazione e un rigoroso sistema di controllo dei rischi, a beneficio dei soci e dei clienti delle oltre 130 Bcc aderenti al Gruppo Iccrea.

Inoltre l'intesa ci ha permesso di ampliare la gamma di prodotti in offerta, aggiungendo alle attuali soluzioni già disponibili che comprendono fondi e sicav in architettura aperta, i servizi di gestione patrimoniale, l'offerta di bancassurance vita e i certificati d'investimento anche altri strumenti come gli etf (exchange traded fund), i prodotti illiquidi e, più in generale, l'accesso al portafoglio globale di opportunità che l'asset manager statunitense può offrire nei diversi ambiti di competenza.

Sarà BlackRock a disegnare i vostri portafogli modello?

No, i portafogli vengono sviluppati dall'investment center della nostra sgr, che può contare su una squadra di professionisti con il compito di definire strategie di asset allocation, selezione di prodotti e portfolio modeling, con il supporto di un team di analisti quantitativi, di un gruppo di esperti di security selection, oltre ad un desk di portfolio manager a presidio delle gestioni patrimoniali.

L'accordo con BlackRock ci rafforza sul fronte tecnologico, e dell'offerta integrata dei servizi d'investimento.

La nuova piattaforma

Vi state aprendo anche ai mercati privati (prodotti illiquidi, private equity, private debt...)?
Lo faremo nella seconda metà dell'anno. Anche qui porteremo la nostra impronta. In ogni caso, il modulo di consulenza finanziaria evoluta è solo una delle nuove funzioni che saranno integrate nella piattaforma di wealth management nei prossimi 12/18 mesi.

Quali sono le altre?

Avremo un “modulo” dedicato alla pianificazione previdenziale, dove già vantiamo un posizionamento ragguardevole, con circa un miliardo di euro già raccolti, da parte di oltre 130 mila clienti che hanno aderito al nostro fondo pensione aperto. Sarà uno strumento di analisi del gap previdenziale, integrato anche con i dati sulla previdenza pubblica. Si aggiungeranno, poi, altri due moduli, dedicati rispettivamente all'analisi e al monitoraggio del patrimonio immobiliare e alla gestione del passaggio generazionale.

Un'altra funzionalità della piattaforma sarà legata al mondo della protezione, attraverso un monitoraggio di tutte le informazioni anagrafiche del cliente privato e della sua impresa, per mappare i bisogni sul fronte assicurativo.

Per esempio?

Sei dotato di un'adeguata tutela per la tua famiglia e per la tua impresa? Anche nel comparto assicurativo, del resto, abbiamo delle fortissime competenze a livello di gruppo. Segnalo che Bcc Assicurazioni, la nostra joint venture per la bancassurance danni, ha chiuso il 2020 con una crescita del 22% sul canale banche, rispetto al 2019, a fronte di una produzione in flessione, secondo le stime, nel comparto bancassurance a livello nazionale.

La squadra del private

Quanti sono i banker a supporto della divisione private?

Abbiamo più di 500 gestori private. 200 consulenti sono già iscritti all'albo dei consulenti finanziari, ne stiamo formando altri 300.

Una curiosità: la componente femminile è ben rappresentata?
Direi di sì, circa un terzo dei nostri gestori private è donna, contro il 23% del mercato di riferimento.

I progetti futuri

Le Bcc sono già pronte per il private?

Oltre la metà delle nostre Bcc che fanno riferimento al Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea ha già sviluppato un modello di servizio private strutturato. Il nostro compito è quello di aiutarle a rendere più efficienti i processi. Stiamo uniformando le competenze, in modo che i livelli di servizio e l'offerta siano omogenei, su tutto il territorio nazionale.

E le Bcc più piccole?

L'appartenenza al Gruppo Iccrea consente anche alle Bcc più piccole di mettere a disposizione dei loro clienti e soci le competenze, i prodotti e i servizi di quelle più grandi e strutturate. La nostra priorità è focalizzare ulteriormente sul wealth management tutte le Bcc, mantenendo al centro gli imprenditori. Significa che continueremo a presidiare il segmento della consulenza alle aziende, lato credito – leasing, factoring, finanziamenti e tutti i servizi del credito – e non solo.

Grazie alle sinergie con l'Area finanziamenti strutturati & consulenza d'impresa, che si compone di cinque team e 20 professionisti dedicati, fra Roma, Milano e Firenze, copriamo le esigenze legate ai cambiamenti degli assetti societari delle aziende e di crescita per linee esterne. Inoltre curiamo l'emissione di minibond, forniamo servizi di Advisory per acquisizioni e cessioni d'azienda, supportiamo gli imprenditori nella pianificazione del passaggio generazionale e nel coinvolgimento degli investitori istituzionali nel capitale di rischio e di debito delle imprese, oltre all'accesso ai mercati di Borsa, tramite il segmento Aim, focalizzato sulle pmi.

Le Bcc sono diventate grandi?

Nel private ci sono già competenze di altissimo profilo, che meritano di essere valorizzate.
Direttore del magazine We wealth direttore editoriale della redazione di We Wealth. Nato a Brescia, giornalista professionista, è laureato in Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano. Nel passato ha coordinato la redazione di Forbes Italia e Collabora anche con l’Economia del Corriere della Sera e Milano Finanza.

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